PAT Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria e della confetteria della Regione SICILIA

Elenco Nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali (PAT) – SICILIA

PASTE FRESCHE, PANETTERIA, BISCOTTERIA, PASTICCERIA E CONFETTERIA della Regione SICILIA

PASTE FRESCHE E PRODOTTI DELLA PANETTERIA, DELLA BISCOTTERIA, DELLA PASTICCERIA E DELLA CONFETTERIA

Amaretti PAT Sicilia

Gli amaretti siciliani vengono preparati con mandorle tritate, di cui una parte amare, albumi e zucchero. La parte iniziale della lavorazione è eseguita con l’impastatrice, amalgamati tutti gli ingredienti, si prosegue a mano.

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Biscotti a “S” PAT

Biscotto a forma di S, dal colore castano, aromatizzato con semi di finocchio. Farina tipo 00, strutto, lievito madre (crescenti), zucchero e semi di finocchio.

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Biscotti al latte PAT Sicilia

Biscotti al latte con Semola di grano duro e farina di grano tenero 00 con latte, uova, sugna, zucchero, vaniglia, ammoniaca, buccia di limone grattuggiata (o aroma di limone) e succo di arancia. Realizzazione dell’impasto, passaggio alla biscotteria per la formulatura delle classiche “S”, adagiamento sulle teglie, cottura nel forno, confezionamento.

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Biscotti di Natale PAT Sicilia

L’usanza di preparare i “viscotta di Natali” risale sicuramente ad epoca assai remota e qualsiasi persona di età avanzata ha dei ricordi dell’infanzia legata ai preparativi di questi dolci che si ripetevano ogni anno in tutte le famiglie. I metodi di preparazione rimangono sempre quelli tradizionali e ciò è dovuto, sicuramente alla particolare forma del biscotto che richiede una lavorazione e una rifinitura inevitabilmente manuale su ogni singolo biscotto e che non ha consentito l’introduzione di attrezzature più moderne. I “viscotta di Natali”, all’origine destinati al consumo solo nel periodo natalizio, vengono attualmente prodotti e posti in vendita, dai panifici locali durante tutto l’anno, con un largo consumo da parte della popolazione

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Biscotto di Monreale PAT Sicilia

Il Biscotto di Monreale è nato nel XVI secolo ad opera delle Monache Benedettine del Monastero di San Castrenze in Monreale. La ricetta è stata tramandata immutata sino ai nostri giorni. Il Biscotto di Monreale è riconosciuto anche in ambito extraregionale. Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo descrive le colazioni a base di Biscotto di Monreale e caffè.

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Bocconetto PAT Sicilia

Dolce da forno, costituito da un involucro di pasta sfoglia ripiena di un composto a base di zucchine verdi e ricoperto da una glassa. Ingredienti: mandorle sgusciate, farina 00, zucchero, uova, cannella, chiodi di garofano, scorza di limone, strutto, zucchine verdi.

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Braccialetti PAT Sicilia

Frittelle di Carnevale. Ingredienti: Un litro d’acqua, 1 Kg. di farina, 12 uova, un cucchiaio di zucchero, 1 cucchiaio di sugna. In una pentola si mette a bollire l’acqua, lo zucchero e la sugna, poi si ci versa la farina, si ottiene così un impasto che si lascia raffreddare e vi si aggiungono le uova, si lavora un po’ fino ad amalgamare bene, poi con le mani le si dà la forma di un braccialetto e si buttano nell’olio caldo, poi si spolverizzano con zucchero e cannella.

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Buccellato PAT Sicilia

Buccellato Quadrati di pasta farcita con fichi secchi, mandorle, noci, uva sultanina, vino cotto o miele, cannella e chiodi di garofano, glassati o ricoperti di zucchero a velo, e i genovesi ripieni di zuccata.

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Cannoli – Cannolo alla ricotta, cannolo siciliano PAT

Cannolo Siciliano La ricotta adeguatamente lavorata viene inserita in una cialda di forma cilindrica: il cannolo che in origine veniva avvolto in un pezzetto di canna (Arundo Donax). La cialda, un impasto di farina, acqua, marsala, strutto, viene fritta nello strutto o nell’olio bollente e lasciata asciugare, per poi essere riempita con l’impasto di ricotta di pecora, vaniglia e zucchero. Oltre alla ricotta si possono aggiungere canditi o pezzetti di cioccolato fondente e una spolverata di zucchero a velo.

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Cassata Siciliana “Cassata” PAT

Cassata Siciliana Torta composta da pandispagna imbevuto di vino liquoroso e farcita con crema di ricotta arricchita con pezzettini di cioccolato e il tutto ricoperto con glassa di zucchero (bianca) e decorato con frutta candita. Nel palermitano alcuni tratti del bordo della torta vengono ricoperti con pasta di mandorle “pasta reale” colorata al verde pistacchio.

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Cassateddi di Calatafimi PAT Sicilia

Dolci a forma di mezza luna ripieni di ricotta. Dopo aver fatto bollire una parte di olio e di vino vecchio, si impasta la farina con il liquido e si lascia riposare per 2 ore. Fare le forme a mezzaluna ripiene di ricotta che precedentemente è stata zuccherata (1 Kg. di ricotta, ½ Kg. di zucchero) e passata attraverso un setaccio con aggiunta di scorza di limone grattugiata e gocce di cioccolato fondente.

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Cassatella di Agira PAT Sicilia

Prodotto dolciario da forno composto da pasta frolla (farina, sugna, zucchero, e uova) e da un impasto morbido di mandorle tostate, acqua, zucchero, cacao, farina di ceci tostata, cannella e buccia di limone grattugiata.

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Cassatella di ceci PAT Sicilia

Dolce a forma di mezza luna, ottenuto da un impasto di farina di rimacino, ripieno di morbido purea di ceci, scaglie di cioccolato fondente, miele millefiori, cucuzzata, cannella in polvere, spolverato all’esterno con zucchero semolato e cannella in polvere.

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Ciambella PAT Sicilia

Dolce appartenente alla tipologia del dolce secco ma morbido dalla caratteristica forma oblunga di circa 10-15 cm., dalla base piatta ed il dorso convesso. Il dolce viene realizzato esclusivamente a mano e cotto al forno. Impasto di farina di grano duro, zucchero, uova, lievito.

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Ciascuna o mucatoli PAT Sicilia

Dolce ripieno con fichi secchi, frutta secca, cannella, scorza d’arancio e miele, confezionato a forma di fiocco. Lavorazione della semola di grano duro con zucchero e sugna per la formazione della sfoglia sottile da cui si ritagliano dei quadrati di circa 10 cm.

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Colombe pasquali PAT Sicilia

Piccole colombe in pastaforte, realizzate con zucchero, farina doppio zero e cannella. Hanno una forte consistenza, da qui il nome di pasteforti. L’impasto va lavorato subito prima che si rapprenda per via dell’eccesso di zucchero e ne risulti impossibile il modellamento. Le forme sono piccole e assumono sembianze di colombe o di galli o di piccoli rombi, su cui si incidono disegni o si fanno dei punzoni.

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Cosi di Ficu Cosi Duci PAT Sicilia

Prodotto della pasticceria con ripieno di conserva di fichi secchi e mandorle tostate e macinate. Il dolce si ottiene dalla lavorazione delle farine a grano duro e doppio zero con zucchero, vanillina, ammoniaca e strutto.

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Crispelle di riso PAT Sicilia

Pani a forma di corona intagliata, peso grammi 200 circa, prodotti primari farina di grano duro,
olio extra vergine d’oliva Valle Trapanesi, lievito naturale e sale. La farina viene impastata con l’olio d’oliva e successivamente avviene l’aggiunta di acqua tiepida, sale e lievito naturale e successivamente viene lavorata a mano fino ad ottenere un pastone liscio. Successivamente si spezzetta a piccole forme di grammi 250 circa che viene modellato a forma di corona e dopo la lievitazione viene intagliata attraverso una tecnica di lavorazione tramandata da padre in figlio da circa 4 secoli. Quindi viene messo in un forno caldo alla temperatura di 220°C per 30 minuti.

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Crispelle PAT Sicilia

Dolci natalizi a base di semola di grano duro, lievito e finocchietto, conditi con zucchero e cannella o miele e cannella. Lavorazione dell’impasto con molta acqua, così da avere una consistenza filante, lasciata lievitare per qualche ora, va versata a forma di noce nell’olio bollente per la frittura.

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Cuccia PAT Sicilia

Dolce a base di grano cotto, condito con crema di ricotta, crema pasticcera o crema al cioccolato, tradizionalmente preparato in occasione della Festa di Santa Lucia il 13 dicembre.
Ingredienti: grano, crema di ricotta, crema bianca o al cioccolato, cannella in polvere.

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Cucciddata PAT Sicilia

Forme diverse, pezzatura di circa gr. 100, lavorazione intagliata.
Ingredienti: Farina 00, sugna, zucchero, cannella, fichi secchi e mandorle macinate, disporre a sfoglia l’impasto, inserire l’impasto di fichi e mandorle (preventivamente preparate a sfilatini”maccaruna”) e procedere con l’intaglio. Infornare per 20 minuti.

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Cucciddati di Calatafimi PAT Sicilia

Pani a forma di corona intagliata, peso grammi 200 circa, prodotti primari farina di grano duro,
olio extra vergine d’oliva Valle Trapanesi, lievito naturale e sale. La farina viene impastata con l’olio d’oliva e successivamente avviene l’aggiunta di acqua tiepida, sale e lievito naturale e successivamente viene lavorata a mano fino ad ottenere un pastone liscio. Successivamente si spezzetta a piccole forme di grammi 250 circa che viene modellato a forma di corona e dopo la lievitazione viene intagliata attraverso una tecnica di lavorazione tramandata da padre in figlio da circa 4 secoli. Quindi viene messo in un forno caldo alla temperatura di 220°C per 30 minuti.

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Cucuzzata PAT Sicilia

La “cucuzzata” insieme alla pasta reale e alla
crema di ricotta è una delle componenti base dei dolci siciliani. Nel Monastero di Palma di Montechiaro le
suore la adoperavano anche nei ripieni delle pecorelle di pasta reale e dei natalizi cuori di Gesù.

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Cuddrireddra PAT Sicilia

Dolce secco e croccante dalla caratteristica forma a coroncina. Il dolce viene realizzato esclusivamente a mano con l’ausilio di attrezzi realizzati con materiali naturali appartenenti a generazioni passate.

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Cuddriruni PAT Sicilia

Prodotto da forno composto da due strati di pasta e vari tipi di farcitura. Disporre la semola rimacinata di grani antichi siciliani a fontana, sciogliere il lievito con un po’ di acqua tiepida e versare all’interno della fontana, impastare, aggiungendo acqua tiepida salata, fino ad ottenere una pasta compatta ed elastica. Fare lievitare coprendo con un canovaccio ed una coperta di lana, finché l’impasto abbia raddoppiato il suo volume. Stendere metà della pasta in uno strato sottile in modo da coprire il fondo della teglia. Farcire disponendo uno strato di patate tagliate sottili (circa 3 mm) e uno strato di cipolle in tranci fini (circa 2 mm), salati in precedenza e fatti riposare; aggiungere i piselli, cospargere di pecorino, condire con olio e sale, infine stendere l’altra metà della pasta e coprire unendo i bordi dei due strati e distribuire sulla superficie un filo d’olio. Infornare a 220°C per 40-45 minuti circa. Servire tiepido e a pezzi. In alternativa ai piselli è possibile usare pomodoro o carciofi o pomodoro pelato e melanzane o sarde fresche diliscate o spinaci e ricotta.

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Cuddureddi PAT Sicilia

Dolce, composto da due strati di pasta spianati e sovrapposti, farcito con crema di ricotta e zucchero mischiata a mandorle tostate e macinate e spolverizzata con cannella.

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Cudduruni di Buccheri PAT Sicilia

U cudduruni era un prodotto da forno realizzato principalmente per i carusi o per i picciriddi (ragazzi o bambini) impazienti che aspettavano la
cottura del pane: così raccontano gli ultraottantenni del piccolo borgo ibleo. Per cuocerlo veniva attaccato al coperchio del forno a legna o alle pareti esterne del forno casalingo, dove restava fino a cottura (antico sistema di cottura orientale).

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Cuffitelle PAT Sicilia

Dolci natalizi a base di farina, mandorle e fichi secchi.
Sfoglia: farina, sugna, zucchero. Ripieno: fichi secchi macinati, mandorle abbrustolite, zucchero, cannella, garofano. Forma a mezzaluna tramite “piduzzu”.

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Frutti di Martorana PAT Sicilia

Dolci tipici della Sicilia, con origine nella zona del palermitano. Vengono chiamati “frutti di Martorana” perché la forma finale di questi dolcetti imita proprio quella della “frutta”. Il gusto sembra quello del marzapane, ma in realtà il sapore è più dolce e forte. I frutti di Martorana, tradizionalmente, venivano preparati a Novembre per celebrare la Commemorazione dei Defunti, festeggiata il secondo giorno del mese.

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Gelo di melone PAT Sicilia

Il “gelo di melone”, denominato anche “gelo di mellone” e “gelu di muluni”, è uno dei dolci al cucchiaio della Sicilia più conosciuti fuori dei confini isolani. Particolarmente popolare nel palermitano con il nome di “gelo di mellone”, le sue origini sono ancora oggi dibattute.

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Granita di Gelsi Neri PAT Sicilia

Nella sontuosa tradizione gelatiera siciliana hanno un posto a parte le granite, succhi gelati di frutta e zucchero simili ai sorbetti, ma di consistenza più morbida. La loro storia si ricollega all’usanza, avviata dai Greci e proseguita dai romani, di sfruttare per la conservazione dei cibi le nevi dell’Etna, stoccate in pozzi e caverne. Le prime miscele rinfrescanti risalgono probabilmente a quell’epoca, ma furono gli Arabi a fare del sorbetto un’arte che si è conservata fino ai nostri giorni. Per le granite, un tempo si spruzzava la neve con l’aroma prescelto (succo di limone, polpa di fragole o di fichi d’India, caffè e così via) e la si metteva in una tinozza che era girata a mano dentro un pozzetto riempito di sale grosso per facilitare la formazione del ghiaccio.

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Granita di Mandorle PAT Sicilia

Nella sontuosa tradizione gelatiera siciliana hanno un posto a parte le granite, succhi gelati di frutta e zucchero simili ai sorbetti, ma di consistenza più morbida. La loro storia si ricollega all’usanza, avviata dai Greci e proseguita dai romani, di sfruttare per la conservazione dei cibi le nevi dell’Etna, stoccate in pozzi e caverne. Le prime miscele rinfrescanti risalgono probabilmente a quell’epoca, ma furono gli Arabi a fare del sorbetto un’arte che si è conservata fino ai nostri giorni. Per le granite, un tempo si spruzzava la neve con l’aroma prescelto (succo di limone, polpa di fragole o di fichi d’India, caffè e così via) e la si metteva in una tinozza che era girata a mano dentro un pozzetto riempito di sale grosso per facilitare la formazione del ghiaccio.

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Mandorlato, biscotto riccio PAT Sicilia

“Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa ne fa
ammirata citazione come riportato dai saggi storici di Andrea Vitello. La bontà dei “mandorlati” è data anche dalla qualità della mandorla locale, la “Girgenti Palma”, che gode da secoli di larga fama sui mercati esteri. Allegate cinque fotocopie delle fonti bibliografiche

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Minna di Virgini PAT Sicilia

Pasta frolla a forma mammellare con all’apice una protuberanza più scura, con ripieno di crema di latte, zuccata e scaglie di cioccolata fondente, con copertura di glassa e granella di zucchero colorata.

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Nfasciatieddi di Agira PAT Sicilia

Prodotto dolciario da forno composto da un intreccio di pasta frolla (farina, sugna, zucchero e uova), da un impasto compatto di mandorle tostate, miele e cannella. Dopo aver tritato finemente le mandorle, mescolare con abbondante miele e con la cannella fino ad ottenere un impasto omogeneo compatto al cucchiaio. Si procede quindi ad intrecciarlo con due fettucce di pasta frolla, così da ottenere la caratteristica forma a spirale bicolore. Si cuociono quindi in forno a legna ad una temperatura di circa 180° – 200° centigradi.

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Nfasciatieddi di Troina PAT Sicilia

E’ un dolce da forno della pezzatura di 40-50 grammi, composto da un impasto di farina con vino cotto di ficodindia (succo concentrato), zucchero, farina, bucce di arance e limoni grattugiati e un po’ di cannella, il quale viene prima infornato e poi imbevuto a caldo con succo concentrato di ficodindia e cosparso di frutta secca tritata.

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Nfasciatieddi PAT Sicilia

Miscela di farina 00, miele, mandorle, zucchero, chiodi di garofano, uova, strutto e buccia di limone. Il prodotto viene confezionato dalle massaie e da laboratori di dolci in occasione delle festività natalizie e della Sagra della Mostarda e del Fico d’India.

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Nfigghiulata PAT Sicilia

Tortina rustica a forma di rosa a sfoglie. Farina, lievito, sale, sugna, pepe, cipolla, frittole o salsiccia e formaggio pecorino. Disporre a sfoglia sottile la pasta lievitata, spalmare la sugna e distribuire sulla sfoglia tutti gli ingredienti, arrotolarla, tagliarla a pezzetti e disporre due o tre pezzi una sopra l’altro formando una rosa, infornare e consumare entro 24 ore.

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Ossa di morto PAT Sicilia

Palazzolo Acreide: Tradizione secolare del pasticcere Corsino (1889) in Palazzolo Acreide.
Acireale: “Accanto ai pesanti frutti di marzapane che raffiguravano mele, susine, cipolle e fichi d’india
dipinti con colori accesi e lustri, biancheggiavano le ossa di morto sulle loro piccole basi scure, fatte di pasta gustosa e un po’ morbida mentre la parte superiore scricchiolava sotto i denti frantumandosi come calce secca”. (Ercole Patti, Un bellissimo novembre).

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Pane di casa PAT Sicilia

Tradizione millenaria in tutta l’area iblea, la cui tipologia di grano duro ha portato alla lavorazione di un pane tipico a pasta molto dura, anche in seguito ad una prolungata lavorazione ed una poca capacità di assorbimento dell’acqua. Il pane che ne viene ha una forte consistenza ed una buona conservabilità. Un tempo infatti il pane fatto in casa lo si faceva una volta alla settimana, generalmente di sabato, mai di domenica o nei giorni festivi.

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Pane di Monreale PAT Sicilia

Il sistema di panificazione del Pane di Monreale è rimasto immutato nel tempo. L’unico elemento di innovazione si è registrato negli anni ’50 con l’introduzione dell’impastatrice meccanica nel sistema di lavorazione. La ricetta tradizionale è stata conservata per il gradimento che il prodotto ha sempre avuto da parte dei consumatori. Le caratteristiche di qualità del Pane di Monreale sono riconosciute anche in ambito extraregionale.

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Pane di San Giuseppe PAT Sicilia

Pane avente forme curiose, difficili ad eseguirsi. Vi sono raffigurati Santi, pupattoli ed animali, grappoli d’uva. Si impasta la farina con l’acqua, lievito e zucchero e si lascia lievitare. Quando è pronto il prodotto viene scannato (rimpastato dopo la prima lievitatura) e si creano le forme particolari.

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Pane votivo PAT Sicilia

Pane con semola di grano duro a forma di grossa ciambella sulla quale viene rilevato un serpente, simbolo del Santo. Viene lavorato come il classico pane di casa, fatto lievitare con il “crescenti” o lievito naturale e infornato nel forno a legna. Il pane per sua consistenza si conserva fino ad una settimana.

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Panzerotti PAT Sicilia

Le Cartocciate o Panzerotti Salati sono uno dei più celebri piatti della tavola calda siciliana. Ripieni con prosciutto, formaggio, salsiccia e molti altri ingredienti.

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Papareddi paparelle PAT Sicilia

“Allora, per le feste pasquali abbondavano le cosiddette paparelle (papareddi) e gli agnellini di pasta reale, la cui usanza pare risalga al simbolo israelitico della tribù di Mosè, e uova, uova infornate e dipinte a colori, e uova di cioccolato” (Francesco Granata, Tradizioni Catanesi)

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Pasta Reale di Erice PAT Sicilia

Pasta di mandorle con cui si realizzano diversi dolci tipici, dai celeberrimi “Frutti di Martorana” (così chiamati dal convento di Palermo le cui suore furono le prime produttrici) all’Agnello Pasquale, ripieno di confettura di cedro, ereditato dalla tradizione religiosa ebraica.

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Pignoccata PAT Sicilia

Dolce a forma di pigna, con uova, zucchero, farina, un pizzico di sale e cannella. La lavorazione dell’impasto a piccoli tocchetti, che vengono fritti e poi versati nel miele caldo con scorze di agrumi tostati e, infine, modellati a forma di pigna.

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Pignolata di Messina PAT Sicilia

Differisce dalla pignoccata per due sostanziali motivi. Primo perchè i dadetti non vengono fritti, ma messi in teglia unta, passati al forno e ritirati appena prendono una leggera doratura. Secondo perchè verranno immersi, ad uno ad uno, in una glassa di zucchero e limone ( e non caramello) e quindi sistemati a pigna.

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Piparelle PAT Sicilia

“E non si sa se la maggiore attrattiva fossero i babbi o la loro specialità: totò, piparelli, ‘nzuddi, tutta roba manipolata con i più impensati avanzi e briciole e biscotti” tratto da “I pecchi” di Francesco Granata. Eleonora Consoli e Francesco Contraffatto “ Sicilia la cucina del sole”. Ed. Tringale.

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Pizzarruna PAT Sicilia

Dolci di forma cilindrica schiacciata ripieni. Vengono preparati su una spianatoia dove si impasta la farina, lo strutto sciolto, uova, zucchero, ammoniaca, latte, lievito, vaniglia e si mescola fino ad ottenere un impasto morbido, poi si fanno riposare per qualche minuto. Successivamente vengono spianati con un mattarello e tagliati in rettangoli, successivamente si mette il ripieno e si arrotolano i rettangoli. Dopo vengono infornati ad una temperatura di 150°C, una volta cotti si cospargono con la glassa.

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Salame turco PAT Sicilia

L’appellativo di “turco”, in questa ricetta, tipica soprattutto del centro della Sicilia, lo si deve al colore scurissimo conferito dall’ingrediente cacao. Rif. Bibl. “Ma la grossa sorpresa fu la comparsa d’ una pietanza in forma e colore di salame che dall’olfatto, però, ed al gusto inequivocabilmente si rivelò come meravigliosa leccornia dolciaria”. (Luciano Budigna, Del Mangiare siracusano, a cura di Antonino Uccello).

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Savoiarde o taralle PAT Sicilia

Ha forma ovale, colore giallo oro. Le uova vengono montate fino ad ottenere un impasto cremoso quindi si aggiunge la farina e un pizzico di bicarbonato fino a quando si ottiene un impasto omogeneo. Su una teglia unta d’olio si sistema l’impasto a piccole dosi di forma ovale, quindi si inforna ad una temperatura di 200 gradi fino a quando la “taralla” assumerà il caratteristico colore dorato.

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Scacciata PAT Sicilia

Prodotto da forno, di forma sferica, grande come una pizza, con svariati tipi di ripieno. Le più comuni sono con tuma e acciughe e quella con i broccoletti.

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Sfoglio PAT Sicilia

Lo sfolgio è una torta con ripieno. Gli ingredienti dell’impasto della torta vanno amalgamati con il vino, e il ripieno è composto da mandorle, cioccolato, tuma e zuccata.

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Squartucciatu PAT Sicilia

Forme di cuore, pavone, ostensorio, palma, croce e pesce, lavorazione ad intaglio.
Ingredienti: Farina 00, sugna, zucchero, fichi secchi, macinate, disporre una foglia di pasta, stendere i fichi a forma desiderata, ricoprire con un’altra sfoglia e con apposita attrezzatura si procede all’intaglio. Si possono conservare per anni con accurati trattamenti.

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Taralli PAT Sicilia

I taralli siciliani sono biscotti di pasta frolla aromatizzati all’anice e glassati in superficie con una copertura di zucchero e limone, ai quali viene data la forma di una treccia chiusa a ciambella. In origine venivano preparati in occasione della commemorazione dei defunti, ovvero il 2 di Novembre, ma sono anche legati alla tradizione delle feste natalizie ed oggi si trovano pressoché in ogni periodo dell’anno.

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Torrone di Caltanissetta PAT Sicilia

Attestazione della Camera di Caltanissetta sull’attività di fabbrica di torrone esercitata da talune imprese di Caltanissetta dal 1895, delle quali una ha iniziato l’attività nel 1870 (prima della iscrizione alla Camera di Commercio). Documentazione fotografica e articoli vari di giornali. Elenco premi ed attestati ricevuti dal 1895, estremi di pubblicazioni varie.

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Torta di San Chiara PAT Sicilia

Torta di mandorle a forma di faccia d’angelo, ripiena di marmellata di cedro e di arance e ricoperta di cioccolato fondente. Il nome di San Chiara deriva dall’omonimo Monastero dove questo dolce si è originato per merito delle suore di quell’ordine. Fonte Bibl. Sapori di Sicilia Ed. Cavollotto.

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Vastedda cu sammucu PAT Sicilia

Si parla di tale prodotto in dei manoscritti del
1869 e 1912, dove il personale di cucina delle suore benedettine di clausura di Troina, codifica e trascrive un metodo che consentiva di ottenere, durante il periodo tardo primaverile, una sorta di pane, o vastedda, arricchito e farcito con i migliori prodotti alimentari della tradizione contadina locale, appunto la “vastedda cu sammucu” o “vastedda nfigghiulata”. In tali manoscritti le quantità degli ingredienti venivano espresse nelle misure di peso ancora in uso a quei tempi, il rotolo, circa 800 grammi, e l’oncia, circa 26 grammi.

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Vastedda fritta PAT Sicilia

La vastedda fritta ha forme diverse, colore giallo oro. Pasta di pane lievitata e tagliata in forme irregolari fritte in olio bollente, spolverizzate a piacimento con sale o zucchero. Ingredienti: Farina di frumento, olio di oliva, zucchero, sale.

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Vuccidati di mandorle PAT Sicilia

Dolci di farina, zucchero, strutto, uova, latte e lievito, ripieni di un composto di mandorle, zucchero, cannella e acqua q.b. Impastare tutti gli ingredienti, lavorarli finchè non risulti una pasta consistente. Stenderla con il mattarello, ricavarne dei dischi, sulla metà di essi distribuire il ripieno di mandorle e ricoprirli con l’altra metà. Spennellarli con l’albume montato a neve, cospargerli di zucchero. Cuocerli in forno.

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*Deroga alle norme igienico sanitarie

I PAT vengono riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (Mipaaf) in ogni regione d’Italia e l’elenco dei riconoscimenti si arricchisce ogni anno di produzioni tipiche la cui origine si perde nel tempo. Al 2020 in Italia si contano più di 5000 Prodotti Agroalimentari Tradizionali. In Sardegna siamo a più di 200 e tra questi ritroviamo alcune tra le preparazioni più antiche e tradizionali dell’isola

Questi prodotti rappresentano un patrimonio vastissimo, spesso inesplorato e non facile da comunicare vista la sua immensa varietà, i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) vanno ad integrarsi in un patrimonio agroalimentare, quello italiano, che insieme alle produzioni a marchio DOP e IGP è tra quelli di maggior qualità.

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