La pittura del Trecento in ITALIA – Simone Martini

Considerato il maggiore artista della seconda generazione di pittori senesi Simone Martini (1284 – 1348) fu influenzato dall’arte di Duccio e di Giovanni Pisano è sensibile al discorso lineare e cromatico del Gotico d’Oltralpe. La sua pittura esprime gli ideali aulici e raffinati tipici del gusto senese e di una visione aristocratica e cavalleresca, contrapponendosi alla cultura figurativa, spaziale ed espressiva di Giotto.

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La pittura del Trecento in ITALIA – GIOTTO di Bondone

I primi anni del pittore sono stati oggetto di credenze quasi leggendarie fin da quando egli era in vita. Giorgio Vasari racconta come Giotto fosse capace di disegnare una perfetta circonferenza senza bisogno del compasso, la famosa “O” di Giotto. Si narra inoltre che Cimabue avesse scoperto la bravura di Giotto mentre disegnava delle pecore con del carbone su un sasso, aneddoto riportato da Lorenzo Ghiberti e da Giorgio Vasari. Altrettanto leggendario è l’episodio di uno scherzo fatto da Giotto a Cimabue dipingendo su una tavola una mosca: essa sarebbe stata così realistica che Cimabue tornando a lavorare sulla tavola avrebbe cercato di scacciarla. Le novelle raccontano verosimilmente soprattutto la grande capacità tecnica e la naturalezza dell’arte di Giotto.

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La pittura del Duecento in ITALIA – Duccio di Buoninsegna

Maestà del Duomo di Siena (1308-11, Museo dell’Opera), grandiosa tavola dipinta su entrambe i lati: sul lato anteriore la scena centrale della Vergine in trono circondata da Angeli e Santi; in alto, i busti dei 12 apostoli; nella predella, Storie dell’Infanzia di Cristo e figure di profeti; sul retro, Scene della Passione; nella predella, Storie della vita di Cristo.

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PALERMO arabo-normanna e le Chiese Cattedrale di Cefalù e Monreale

Situata sulla costa settentrionale della Sicilia, la Palermo arabo-normanna comprende una serie di nove strutture civili e religiose risalenti all’epoca del regno normanno di Sicilia (1130-1194): due palazzi, tre chiese, una cattedrale, un ponte, così come le cattedrali di Cefalù e Monreale.

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AQUILEIA, Area Archeologica e Basilica Patriarcale

Aquileia (in Friuli-Venezia Giulia), una delle città più grandi e ricche del primo impero romano, fu distrutta da Attila a metà del V secolo. La maggior parte di essa giace ancora non scavata sotto i campi, e come tale costituisce la più grande riserva archeologica del suo genere. La basilica patriarcale, un edificio straordinario con un eccezionale pavimento a mosaico, ha svolto un ruolo chiave nell’evangelizzazione di una vasta regione dell’Europa centrale.

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Candidature al Patrimonio Culturale Immateriale per il ciclo 2021 da presentare al Segretariato Unesco- IHC Unesco

“Cerca e cavatura del Tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali”, candidatura che valorizza un patrimonio che da secoli caratterizza la vita rurale di ampie porzioni del territorio italiano. – I giochi tradizionali, radicati nella vita quotidiana delle comunità – allevamento del cavallo Lipizzano rappresenta un complesso patrimonio di conoscenze e pratiche tramandatesi nel corso dei secoli

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SAN GIMIGNANO, Centro storico

Centro storico di San Gimignano ‘San Gimignano delle belle Torri’ si trova in Toscana, 56 km a sud di Firenze. È stato un importante punto di passaggio per i pellegrini che viaggiano da o verso Roma sulla Via Francigena. Le famiglie patrizie che controllavano la città costruirono circa 72 case-torri (alcune alte fino a 50 m) come simboli della loro ricchezza e potenza. Sebbene ne siano sopravvissuti solo 14, San Gimignano ha conservato la sua atmosfera e il suo aspetto feudale. La città ha anche diversi capolavori dell’arte italiana del XIV e XV secolo.

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La pittura del Duecento in ITALIA – Crocifissi toscano umbri

Tipo iconografico, sviluppatosi dal XII secolo, di grande croce dipinta recante l’immagine del Cristo Crocifisso fiancheggiato dalla raffigurazione della Vergine e di San Giovanni o da riquadri con rappresentazioni della Passione

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Villa Barberini, Castel Gandolfo ROMA

Villa Barberini sorge nell’area di un preesistente villa fatta edificare dall’imperatore Domiziano. Castel Gandolfo fu acquistato dalla Camera Apostolica nel 1596 dai Savelli, ultimi feudatari delle terre appartenute, nel Medioevo, ai Gandolfi e, a seguire, ai Capizucchi.

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