Gli sviluppi della scultura del Quattrocento
I della ROBBIA

LUCA della ROBBIA (1400-82): appartiene alla prima generazione dei maestri del Rinascimento ed è la figura artistica più rilevante della famiglia. Come scultore, mostra un linguaggio di equilibrata e serena bellezza, il cui classicismo, sulla scia del Ghiberti e di Nanni di Banco, si sviluppa secondo una linea indipendente rispetto al discorso di Donatello. La Cantoria marmorea del Duomo di Firenze è eseguita con grazia semplice e serena, ben diversa dalla sfrenata danza pagana dei Puttini della Cantoria di Donatello

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I della ROBBIA

La scultura del Quattrocento in ITALIA – DONATELLO

Donatello nasce a Firenze nel 1386; lavora nella bottega di Ghiberti e si reca a Roma insieme a Brunelleschi per studiare le opere dell’arte classica; è attivo soprattutto a Firenze, dove muore nel 1466. Iniziatore e maggiore rappresentante della scultura Rinascimentale del Quattrocento, Donatello vive con estrema libertà il rapporto dialettico fra le visioni ideali del linguaggio classico e la realtà del suo tempo, operando una impareggiabile sintesi fra le tendenze culturali ed estetiche dell’epoca. Nella produzione artistica il gusto dell’antico si fonde con l’impostazione naturalistica e con le teorie della prospettiva e delle proporzioni, come testimoniano le sue opere

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Villa Spada a Bologna

Villa Spada fu proprietà privata della famiglia Zambeccari, una delle più importanti in città, fino al 1811. Dopo questa data venne acquistata dalla Marchesa Beaufort, sposata con un principe romano di nome Clemente Spada Veralli. Proprio in questo momento la villa assunse la denominazione con cui tutti noi oggi la conosciamo, e il parco venne ulteriormente allargato fino a congiungersi con via Saragozza, che correva già all’epoca ai lati dell’entrata principale.

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Villa Angarano, ora Bianchi Michiel

Importante complesso di villa veneta articolato attorno a due grandi corti regolari: quella occidentale, a destinazione produttiva, è delimitata da edifici rustici; quella orientale è invece caratterizzata da un alto corpo padronale ai fianchi del quale si innestano due basse barchesse porticate che piegano ad angolo retto delimitando in modo speculare la corte centrale. Sulla testata del braccio orientale si innesta l’oratorio, prospiciente la pubblica via. Sull’asse centrale, cancellata con statue su pilastri e, verso sud, larga esedra di raccordo con la campagna; a nord, ampio parco alberato.

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PADOVA, I cicli di affreschi trecenteschi

Il sito è composto da otto complessi di edifici religiosi e laici, all’interno della storica città murata di Padova, che ospitano una selezione di cicli di affreschi dipinti tra il 1302 e il 1397 da artisti diversi per diversi tipi di committente e all’interno di edifici con funzioni diverse.

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