Vini della Toscana
BIANCO DI PITIGLIANO DOP

Il bianco base (vol. 11%) ha un colore giallo paglierino più o meno intenso, l’odore è fine e delicato, il sapore è asciutto, fresco, con fondo leggermente amarognolo, di medio corpo. Il superiore (vol. 12%) invece ha un colore giallo paglierino più o meno intenso, l’odore è fine e delicato, il sapore è asciutto, fresco, vivace, di medio corpo e morbido. Lo spumante (vol.11,5%) ha spuma fine e persistente, il colore è giallo paglierino con riflessi verdolini, l’odore è delicato, il sapore è da dosaggio zero a dry, vivace, acidulo e leggermente amarognolo. Infine, il Vin Santo (vol. 16%, di cui almeno vol. 12% svolto) invece ha un colore dal paglierino, all’ambrato al bruno, l’odore è etereo e caldo, il sapore va da secco a dolce, armonico, vellutato con più rotondità per l’amabile.

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BIANCO DI PITIGLIANO DOP

Vini della Toscana
PARRINA DOP

Il Parrina rosso (11,5% vol.) è un vino dalla piacevole colorazione rubino, che può essere più o meno intensa; l’odore è delicato e gradevole e si abbina ad un sapore asciutto, armonico e vellutato. Diversamente, nel Bianco (11,5% vol.) la tonalità è paglierina e leggermente dorata, con odore vinoso, fine, profumato e persistente e sapore secco ma vellutato, impreziosito da un retrogusto amarognolo. L’aspetto del rosato (11% vol.), invece, è brillante e si associa ad un odore delicato ed estremamente elegante e a un sapore asciutto, rotondo, fresco e armonico. Il Vin Santo (16% vol.) ha un colore giallo dorato fino all’ambrato intenso con un sapore vellutato e rotondo.

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PARRINA DOP

Pomodorino giallo costoluto di Castronuovo di Sant’Andrea PAT

Il Pomodorino giallo costoluto di Castronuovo di Sant’Andrea (PZ) fa parte della cultura alimentare del piccolo borgo. Per anni ha rappresentato l’elemento insostituibile delle frugali cene contadine

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Fagiolo di Muro Lucano PAT

Il fagiolo è un prodotto storicamente legato alla cultura e alla cucina di Muro lucano, confermato dalla memoria storica di anziani agricoltori della zona attraverso fatti e proverbi. Secondo la tradizione contadina, i fagioli si cucinavano esclusivamente nelle pignate di terracotta; si adagiavano accanto al focolare e si lasciavano ore ed ore a bollire, avendo cura di aggiungere di tanto in tanto acqua calda facendo attenzione a girare i fagioli con un cucchiaio di legno e non di metallo per non bloccarne la cottura.

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INVERNENGA
Vitigni d’ITALIA

medievale di Santa Giulia, vanta tra le molte attrattive il vigneto urbano produttivo più grande del mondo: è il vigneto Pusterla, ai piedi del castello sotto la torre detta “dei Francesi”. Questo appezzamento è coltivato con uva Invernenga, vendemmiate tardivamenteper produrre il Pusterla Bianco, unico ed esclusivo vino di città. Dal punto di vista storico non si conosce fino in fondo come questa varietà sia arrivata in provincia di Brescia. Le prime notizie bibliografiche le dobbiamo all’opera del Ministero dell’Industria, Agricoltura e Commercio dell’Impero Austro-Ungarico, che nel 1826 scrisse dell’Invernenga come uno dei vitigni più coltivati nel Bresciano. Marzotto (1912) la definisce uva da conservare appassita durante l’inverno (da cui probabilmente la derivazione del nome), consumandola a tavola dopo averla fatta rinvenire in acqua tiepida.

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Vitigni d’ITALIA