Sicilia
SALE MARINO DI TRAPANI IGP

Il disciplinare descrive nel dettaglio il metodo di lavorazione del sale. La prima fase è il lavaggio controcorrente nelle vasche delle “saline” della zona di produzione. In seguito, il sale è centrifugato e macinato con mulino in pietra ed essiccato in forni con una temperatura di 250° C. L’ultima fase è la selezione. Il sale che non ha nessun tipo di trattamento è definito “integrale”.

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SALE MARINO DI TRAPANI IGP

Lombardia
PIZZOCCHERI DELLA VALTELLINA IGP

Il metodo di elaborazione dei Pizzoccheri della Valtellina IGP si distingue a seconda che il prodotto sia secco o fresco. Per il prodotto secco viene seguito un iter simile a quello utilizzato per la realizzazione della sfoglia e la formatura della pasta fresca. Per realizzare il prodotto fresco le farine sono miscelate a secco per favorire maggiore contatto tra gli ingredienti e l’acqua viene aggiunta solo successivamente. Una volta ottenuto l’impasto, lo stesso viene omogeneizzato e trafilato.

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PIZZOCCHERI DELLA VALTELLINA IGP

Lombardia
SALAME D’OCA DI MORTARA IGP

Il Salame d’Oca si contraddistingue per avere un aspetto omogeneo e compatto. La parte corrispondente alla carne d’oca è rossa, mentre quella del suino è bianca. Il sapore della carne d’oca è sicuramente più dolce rispetto a quella del suino e l’aroma delle due tipologie di carni è intenso e speziato. L’uso di involucri artificiali o di pelle di altri volatili o di altri animali è severamente proibito dal disciplinare di produzione.

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SALAME D’OCA DI MORTARA IGP

Lombardia
BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP

Per ottenere la Bresaola è possibile utilizzare varie parti dell’animale, come la fesa, la punta d’anca, la sottofesa, il magatello e il sottosso. Tutte queste parti subiscono la sottrazione di grasso e il processo di salatura, la cui durata varia dai 10 ai 15 giorni. La stagionatura termina dopo 8 settimane. Quando è immessa al consumo, la Bresaola ha una consistenza elastica, di colore rosso vivo e uniforme, contrassegnata da un bordo accesso unito a un gusto delicato e mai acido.

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BRESAOLA DELLA VALTELLINA IGP

Lombardia
MIELE VARESINO DOP

Quando è immesso al consumo, il Miele Varesino ha un aroma delicato con un retrogusto vanigliato, una consistenza liquida e la cristallizzazione è rara o comunque molto ritardata. Il Miele Varesino non ha odori particolari e il suo colore è molto chiaro, quasi trasparente. Per la produzione del Miele gli alveari possono essere stanziali o nomadi, sempre all’interno della zona geografica di produzione. Infine, il disciplinare vieta l’utilizzo di ogni tipo di pesticidi.

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MIELE VARESINO DOP

Emilia Romagna
ACETO BALSAMICO DI MODENA DOP

Il processo di trasformazione dell’Aceto Balsamico di Modena ha inizio con la cottura o concentrazione del mosto, ottenuto da 7 vitigni tipici della zona di origine, a cui viene aggiunto aceto di vino in proporzioni variabili e una aliquota di aceto vecchio di almeno 10 anni. In botti o tini di legno si avviano quindi l’acetificazione e l’affinamento, per un periodo minimo di 60 giorni e fino a oltre 3 anni per il prodotto etichettato come “invecchiato”.

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ACETO BALSAMICO DI MODENA DOP

Calabria
LIQUIRIZIA DI CALABRIA DOP

Per ottenere la Liquirizia di Calabria il disciplinare prevede due modalità: la raccolta spontanea e la coltivazione. L’attività di raccolta spontanea della radice della liquirizia non deve superare i 60 cm di profondità e deve essere comunicata con 5 giorni di anticipo. Dopo la raccolta, le radici vengono lavate in vasche ed essiccate. L’essiccazione può avvenire in luoghi aperti ventilati e soleggiati, in luoghi chiusi ma ben arieggiati, forni ventilati e appositi essiccatori, evitando di sottoporre il prodotto a temperature superiori ai 60°C che ne modificherebbero le caratteristiche.

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LIQUIRIZIA DI CALABRIA DOP

Veneto
MIELE DELLE DOLOMITI BELLUNESI DOP

Considerate le differenti tipologie di Miele, le caratteristiche organolettiche e melisso-palinologiche sono variabili. Sebbene vi siano queste differenze basilari, il Miele delle Dolomiti Bellunesi ha degli elementi che si riscontrano in tutte le tipologie: la purezza, la salubrità e l’alta conservabilità. Il procedimento di lavorazione inizia con la raccolta – a seconda delle diverse fioriture – e termina con la confezionatura, che deve avvenire necessariamente nel luogo di produzione.

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MIELE DELLE DOLOMITI BELLUNESI DOP

Toscana
MIELE DELLA LUNIGIANA DOP

Secondo quanto disposto dal disciplinare, gli alveari possono essere stanziali o nomadi a seguito delle fioriture interessate. Per essere riconosciuto come DOP, il Miele deve seguire un procedimento di lavorazione ben preciso, i locali e gli strumenti devono essere idonei e occorre seguire tutte le misure profilattiche necessarie. Infine, il confezionamento del miele deve avvenire necessariamente nella zona geografica di produzione per garantire la rintracciabilità del prodotto e salvaguardarne la qualità.

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MIELE DELLA LUNIGIANA DOP

Campania
RICOTTA DI BUFALA CAMPANA DOP

La Ricotta di Bufala, terminato il suo processo di elaborazione, è color bianco porcellana e priva di crosta. Presenta un sapore delicato al gusto di crema con una consistenza granulosa, morbida e non sabbiosa. Il processo di elaborazione inizia con il trattamento di stabilizzazione e stoccaggio del siero. Con una temperatura di almeno 92°C le proteine si denaturano e si aggregano, creando un coagulo morbido.

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RICOTTA DI BUFALA CAMPANA DOP