Italia: ciclo percorsi

Una gita in bicicletta? Tutti i migliori percorsi ciclabili Italiani

Una gita in bicicletta? da Lucca nei luoghi del grande maestro d’opera Giacomo Puccini

L’itinerario parte dal centro di Lucca, simbolicamente dal Museo casa Natale Puccini Museum dove è nato Giacomo Puccini. Una volta lasciate le splendide mura rinascimentali uscendo dalla Porta Santa Maria, ci dirigiamo verso il foro Boario, sede del mercato contadino settimanale. Qui imbocchiamo la ciclopedonale Puccini, su un tratto di sterrato che, correndo lungo il fiume Serchio, ci accompagna in totale sicurezza fino al paesino di Ponte a Moriano. Qui lasciamo la ciclopedonale, e dirigendoci in direzione nord, attraversiamo la Val Pedogna fino all’imbocco della salita che ci porta alla frazione di Celle Puccini, luogo di nascita del nonno del compositore e dove il Maestro trascorse parte della sua infanzia. La casa degli avi, al margine del paese, ospita oggi un Museo dedicato alla famiglia.

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Una gita in bicicletta? Via Francigena 01 Dal gran San Bernardo ad Aosta

Gran San Bernardo – Aosta Dopo aver visitato l’ospizio dove vengono allevati i Campioni di Razza San Bernardo, possiamo pedalare verso il confine. Da qui una strada panoramica molto lunga sulla SS27 ci porta fino a valle. Attraversiamo gli incantevoli borghi di Saint Rhemy en Bosses, dove abbandoniamo la strada statale, per proseguire lungo strade secondarie verso Saint Leonard, Saint Oyen, Etroubles. Siamo ora sulla sinistra orografica del torrente e attraversiamo degli splendidi frutteti prima di entrare ad Aosta, città ricca di attrattive, soprattutto di epoca romana.

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Una gita in bicicletta? Via Francigena 02 Da Aosta a Verres

Aosta – Verres La discesa della Valle d’Aosta è un percorso che si svolge inizialmemte sulla destra orografica della Dora, dove frequenti sono i tratti di piste ciclabili. All’altezza di Saint-Vincent ci spostiamo sul fianco sinistro della Vallée, impegnandoci in alcune brevi salite con pendenze anche elevate. A Barriaz si torna sulla destra orografica che seguiamo fino a Verres. Le attrattive più importanti sono i vigneti e i castelli di Quart, Nus, Cly, Fenis.

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Una gita in bicicletta? Via Francigena 03 Da Verres a Roppolo

Verres – Roppolo Una tappa ricca di spunti culturali: l’attraversamento del ponte di Bard, delizioso villaggio dominato del forte sede del Museo delle Alpi; e soprattutto l’ingresso a Donnas, lungo la Strada romana delle Gallie. Entrando in Piemonte i rilievi si addolciscono, le pendenze e i dislivelli del percorso diventano meno impegnativi. Il percorso alterna borghi caratteristici a piacevoli tratti nella natura. Da non perdere la visita del centro storico di Ivrea. Si prosegue ai piedi della Serra di Ivrea, la più grande morena d’Europa, interessante formazione geologica che ci indica la direzione. Molto bello il villaggio-strada di Piverone, e spettacolari i panorami sul lago di Viverone.

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Una gita in bicicletta? Via Francigena 04 Da Roppolo a Vercelli

Roppolo – Vercelli La maggiore attrattiva della giornata è il Castello di Roppolo, dal quale si gode un bel panorama sull’anfiteatro morenico di Ivrea e sul lago di Viverone e che merita senz’altro una piccola deviazione dal percorso.  Dopo Cavaglià, con una breve deviazione, possiamo visitare il Santuario di Nostra Signora del Babilone e raggiungere Santhià lungo tranquille strade di campagna. La tappa attraversa ora la pianura vercellese fortemente caratterizzata dalle numerose risaie, frequenti gli incontri con diverse specie avicole, attirate nella zona dalla presenza degli specchi d’acqua.

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Una gita in bicicletta? Via Francigena 05 Da Vercelli a Mortara

Vercelli – Mortara La prima parte della tappa si sviluppa lungo l’argine del Sesia, tra pioppeti e risaie. Da Palestro una strada provinciale poco trafficata porta fino a Robbio. Notevoli gli spunti di interesse storico-architettonico a Vercelli e Robbio, Attraversando la piatta campagna della Lomellina, il percorso ci conduce su larghe strade sterrate nella prima parte e su tratturi erbosi nella zona di Madonna del Campo. Interessanti a Robbio il monastero di S. Valeriano e la chiesa di S. Pietro, nei pressi della quale sorgeva un “Hospicium” per il ricovero dei pellegrini.

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Una gita in bicicletta? Via Francigena 06 Da Mortara a Pavia

Mortara – Pavia Dall’abbazia di Sant’Albino, fondata nel V sec. e succesivamente rimaneggiata, ora punto tappa per i pellegrini che transitano da Mortara, un bel percorso tra campi coltivati e cascine, canali irrigui e inattese macchie d’alberi, ci porta a Tromello, tappa dell’itinerario di Sigerico. Lungo il percorso incontriamo il Santuario Madonna delle Bozzole e attraversiamo alcuni caratteristici borghi agricoli. Facciamo attenzione al traffico lungo la SP 185. Dopo Zerbolò arriviamo alla confluenza con il Ticino, che lambiamo in alcuni tratti. Le viste sul fiume, unite ad una variegata presenza faunistica, offrono uno spettacolo suggestivo.

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Una gita in bicicletta? Via Francigena 07 Da Pavia a Orio Litta

Pavia – Orio Litta La tappa attraversa la pianura alluvionale del Basso Pavese, dove incontriamo i caratteristici terrazzi fluviali in prossimità di S. Lazzaro e Belgioioso. Interessanti le testimonianze architettoniche presenti sul percorso, rappresentate soprattutto da edifici religiosi: dalla maestosa facciata di S. Michele a Pavia, alla piccola chiesa di S. Giacomo e dal castello di Belgioioso. Il percorso segue quindi l’argine maestro del Po fino all’attraversamento del Lambro, dove si entra in territorio Lodigiano e Orio Litta, dove ci attende la gradevole ospitalità della Grangia benedettina.

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Una gita in bicicletta? Via Francigena 08 Da Orio Litta a Fiorenzuola

Orio Litta – Fiorenzuola Lasciata Orio Litta si giunge in breve al Guado di Sigerico, il “Transitum Padi”, dove i pellegrini a piedi traghettano sull’altra sponda. Il percorso ciclistico segue invece l’argine del Po lungo tratti di ciclabile fino a San Rocco al Porto e Piacenza. Dopo un breve tratto lungo la Via Emilia arriviamo a Pontenure, attraversiamo le campagne piacentine fino al suggestivo il Castello di Paderna, quindi strade poco trafficate portano a Fiorenzuola d’Arda.

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Una gita in bicicletta? Via Francigena 09 Da Fiorenzuola a Fornovo

Fiorenzuola – Fornovo L’ultimo tratto di pianura ci offre l’opportunità di ammirare due edifici religiosi di grande interesse: l’Abbazia Cistercense di Chiaravalle della Colomba, con il suggestivo Chiostro, e il Duomo di Fidenza, pregevole esempio di romanico lombardo dedicato a San Donnino. Il percorso collinare ci regala i primi panorami e alcuni spunti di interesse paesaggistico, dopo Medesano, nell’ultima parte del percorso, si lambisce il Parco Fluviale del Taro.

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Una gita in bicicletta? Via Francigena 09 Variante Da Parma a Fornovo

Parma – Fornovo Il tracciato di questa tappa raggiunge Fornovo di Taro toccando alcuni punti di interesse culturale e architettonico, quali la pieve di Madregolo, la Corte di Giarola ed il centro storico di Parma. Inoltre, il percorso attraversa il Parco Regionale Fluviale del Taro. L’arrivo a Fornovo di Taro connette questo tracciato al percorso principale della Via Francigena.

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Una gita in bicicletta? Via Francigena 11 Da Berceto ad Aulla

Berceto – Aulla Percorriamo la SS 62 fino al Passo della Cisa e, sempre seguendo la Statale, scendiamo fino alle porte dell’affascinante Pontremoli, sorta tra due corsi d’acqua e caratterizzata dal gran numero di ponti. Rimaniamo sulla destra orografica del fiume Magra fino ad attraversarlo in località Terrarossa, poco prima di entrare ad Aulla.

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Una gita in bicicletta? Via Francigena B12 Da Aulla a Massa

Aulla – Massa Dopo un breve tratto di SS 63 seguiamo la SP 57  in una lunga e impegnativa salita. Subito dopo Ponzanello proseguiamo sulla SP 9 fino alla bella cittadina di Sarzana. La seconda parte del percorso è pianeggiante; la principale attrattiva è l’area archeologica di Luni, antico porto romano dove i pellegrini francigeni s’imbarcavano verso Santiago. Da Luni si prosegue attraversando Avenza e, dopo una salita, si scende a Massa.

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Una gita in bicicletta? Via Francigena B13 da Massa a Lucca

Da Massa affrontiamo una impegantiva salita che porta al Castello Aghinolfi di Montignoso, saliamo ancora lungo via Palatina per scendere a Strettoia e da qui arrivare a Pietrasanta, “la piccola Atene d’Italia”, patria adottiva di artisti provenienti da tutto il mondo. Dopo la visita al centro storico di Camaiore e all’antica Badia, saliamo verso Monte Magno. Contunuiamo lungo la SP 1 fino a Piazzano, scendiamo nella valle del torrente Contesola e, attraversato il Serchio a Ponte San Pietro, raggiungiamo Lucca lungo la ciclabile del Serchio.

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Una gita in bicicletta? Via Francigena B14 da Lucca a San Miniato

Lucca – San Miniato Tappa pianeggiante dove l’interesse maggiore è rappresentato dai numerosi edifici storici e religiosi che s’incontrano lungo il percorso: la cinta muraria e l’anfiteatro di Lucca, la Pieve di Capannori, la Badia di Pozzeveri, la chiesa di S. Jacopo e il centro storico di Altopascio. Da Altopascio il percorso ciclabile ricalca quello pedonale fino a Galleno, per poi discostarsene fino a San Miniato. A Ponte a Cappiano all’interno dell’antico ponte mediceo è stato ricavato un ostello. Da qui risaliamo verso l’interessante centro storico di Fucecchio. Superato l’Arno, ne percorriamo l’argine per un breve tratto verso San Miniato.

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Una gita in bicicletta? Via Francigena B15 da San Miniato a San Gimignano

San Miniato – San Gimignano Da San Miniato scendiamo in Val d’Elsa e , con un percorso pianeggiante, arriviamo a Castelfiorentino. Subito dopo inizia la salita che porta alla Pieve a Chianni, Submansiones di Sigerico, nella cui canonica è stato ricavato un bellissimo ostello, e a Gambassi Terme. Dopo Gambassi saliamo ancora fino ad incrociare la SP 4 Volterrana che imbocchiamo verso San Gimignano, accompagnati dalla straordinaria bellezza dei panorami di questa zona.

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Una gita in bicicletta? Via Francigena B16 da San Gimignano a Siena

San Gimignano – Siena Usciti da S. Gimignano, dopo un tratto in saliscendi, arriviamo a Poggibonsi. Da qui inizia la salita che ci porta a Colle di Val d’Elsa, Gracciano d’Elsa e a Strove, con la sua bella Pieve romanica. Transitiamo dallo splendido complesso di Abbadia a Isola prima di raggiungere Monteriggioni, con la sua inconfondibile corona di torri. Lasciatoci alle spalle il centro storico di Monteriggioni, percorriamo le strade bianche della montagnola senese verso Cerbaia, antico borgo medievale oggi in stato di abbandono. Poco prima di arrivare a Cerbaia scendiamo verso la vicina Cassia che percorriamo fino a Siena.

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Una gita in bicicletta? Via Francigena B17 da Siena a San Quirico d’Orcia

Siena – San Quirico d’Orcia Se percorsa in una bella giornata di sole, questa tappa può diventare indimenticabile grazie ai panorami sconfinati che si godono dai crinali della Val d’Arbia, che vengono percorsi lungo interminabili strade bianche.  Dietro di noi possiamo ammirare il profilo di Siena, adagiata sulle colline all’orizzonte.  La Grancia di Cuna, antico granaio fortificato, è la principale attrattiva storica di questo tratto. Dopo la grancia attraversiamo Monteroni d’Arbia e Ponte d’Arbia. Superato Buonconvento, il cui centro storico vale una visita, inizia la salita. Percorriamo la provinciale per Montalcino, che lasciamo per entrare nei panorami da sogno della Val d’Orcia, lungo un percorso per strade bianche che ci porta a Torrenieri. Da qui utilizziamo un tratto della Cassia dismessa, purtroppo ancora asfaltata, per raggiungere San Quirico, che ci accoglie con la sua splendida collegiata.

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Una gita in bicicletta? Via Francigena B18 da San Quirico d’Orcia a Radicofani

SAn Quirico d’Orcia – Radicofani Pedaliamo nell’incanto dei panorami della Val d’Orcia, e la prima perla della giornata è Vignoni Alto, un villaggio fuori dal tempo che preannuncia Bagno Vignoni, con sua la straordinaria piscina termale in piazza. La visita al centro storico di Castiglione vale la deviazione. Da Bagno Vignoni una strada asfaltata e una lunga salita ci conducono a Radicofani.

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Una gita in bicicletta? Via Francigena B19 da Radicofani a Bolsena

Le origini di Bolsena risalgono al III sec. a. C. quando l’area, già sede di importanti insediamenti, venne popolata dagli abitanti fuggiti alla distruzione di Velzna, una tra le più importanti città etrusche; i fuggitivi rifondarono la città assegnandole il medesimo nome (nella forma che in latino diverrà Volsinii). A partire dal IV secolo la città conobbe una graduale contrazione e la comunità volsiniese andò ad insediarsi sulla rupe che ospita il quartiere medievale del Castello e che costituirà il primo nucleo abitato dell’odierna Bolsena.

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Una gita in bicicletta? Via Francigena B20 da Bolsena a Viterbo

Viterbo, città antica dalle mille sfaccettature, vanta un vasto centro storico risalente all’epoca medievale, cinto da mura antiche risalenti al XII sec d.C. A ovest del territorio viterbese si estendono vaste zone archeologiche e termali, risalenti ad epoche ancor più lontane, probabilmente attribuibili al periodo etrusco e romano. Sebbene la storia certa di Viterbo, comincia a definirsi nel periodo dell’Alto Medioevo. Nota da sempre come “La Città dei Papi” , nel Medioevo ricoprì il ruolo di Capitale della Cristianità e per molto tempo rimase sotto l’ala protettrice del sistema Pontificio. Solo con l’avvento del Regno d’Italia, ci fu il distacco reale dalla realtà pontificia e all’annessione di Viterbo alla provincia di Roma. In questa occasione la città perse la qualifica di capoluogo per poi riprenderla nel 1927, grazie ad un’operazione di riordino delle circoscrizioni provinciali, effettuata in quegli anni.

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Una gita in bicicletta? Via Francigena B21 da Viterbo a Sutri

E’ solo a partire dal V secolo a.C. che il ruolo di Sutri viene a prospettarsi più chiaramente quando entra negli interessi di Roma grazie alla sua importante posizione strategica, fondamentale per il controllo sia delle aree etrusche, sia di quelle falische. Narra lo storico Tito Livio che agli inizi del IV secolo Sutri è sotto assedio da parte degli etruschi di Tarquinia. Vista l’eccezionalità dell’evento, narra sempre lo storico, gli abitanti di Sutri decidono di mandare degli ambasciatori a Roma, in base ad un’alleanza che i sutrini avevano stretto con l’Urbe. In quel periodo è dittatore di Roma Marco Furio Camillo che caldeggiando la causa di Sutri, decide immediatamente di portare aiuto alla città alleata, riuscendo a sbaragliare le fila etrusche. Con Roma Sutri assume una nuova funzione militare e politica su tutto il territorio a nord di Veio, è eretta a colonia latina, probabilmente nel 383 a.C., divenendo partecipe degli scontri che vedono Roma contro alcune città etrusche e che si concludono con la definitiva sottomissione di Tarquinia, Volsinii e di Falerii.

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Una gita in bicicletta? Via Francigena B22 da Sutri a Formello

Il paese di Formello si trova a sud-ovest dei Monti Sabatini, all’interno del Parco Naturale di Veio, che ne ricopre il territorio per il 71% circa della superficie, e confina a nord con il territorio del Comune di Campagnano di Roma, ad est con Sacrofano, a sud e ad ovest con Roma. Il territorio è caratterizzato da ampi crinali e da formazioni in tufo adibite alle coltivazioni agricole (vitigni, oliveti e colture di cereali), fossi e boschi ancora incontaminati che ospitano numerose specie animali anche rare. Sono ampiamente presenti alcuni rapaci come il nibbio bruno, la poiana o il gheppio. Nei torrenti trovano un habitat confortevole anfibi e rettili, quali il tritone crestato, la rana verde, la rana greca, la testuggine d’acqua dolce ed il saettone. L’economia di Formello è basata sull’agricoltura, sull’artigianato, sull’edilizia e sul turismo. Nel territorio comunale sono attestate presenze in età preistorica (Valle Cancella, Terre di Bettona, Prato la Corte). In età storica la zona fece parte del territorio della città etrusca di Veio , che sorgeva nell’attuale territorio comunale: rimangono a testimonianza della lunga dominazione etrusca numerosi manufatti, tombe e il c.d. alfabeto di Formello, un vaso che ha costituito un prezioso documento per la conoscenza dell’alfabeto etrusco arcaico.

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Una gita in bicicletta? Via Francigena B23 da Formello a Roma

L’ingresso a Roma è caratterizzato da molto asfalto e traffico caotico, spezzato dalla quiete del Parco dell’Insugherata. Ci vuole un po’ di pazienza ma ormai siamo arrivati! La vista del “cupolone” da Montemario è talmente appagante che infine vi ritrovate ad apprezzare le fatiche affrontante… In ogni caso fate molta attenzione mentre camminate lungo la SS2 Cassia da La Storta, in quanto in alcuni punti e’ assente il marciapiede.

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