Crescia sotto la cenere, torta coi ovi PAT Marche

Si impastano gli ingredienti, “tirando” la sfoglia dello spessore di circa un centimetro e mezzo che si cuoce su un panaro di coccio fino alla formazione, in superficie e in ambo le parti, di una leggera pellicola. La crescia, la cui cottura deve essere ancora completata e migliorata, viene quindi riposta sul piano caldo del camino dove viene coperta con un piccolo strato di cenere calda che a sua volta viene coperta con brace non molto ardente. Dopo una cottura di 15 minuti, si toglie la cenere e la brace e la crescia è pronta per essere mangiata ancora calda.

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Crescia fogliata, crescia fojata, lu rocciu PAT Marche

Crescia fogliata o lu rocciu La sfoglia si ottiene mescolando la farina, con zucchero, olio e acqua bollente. Si stende la sfoglia ad asciugare, il ripieno si dispone al centro della sfoglia stessa e si arrotola fino ad ottenere una forma semicircolare.

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Crescia d’la stacciola o crescia sa i’ngranagg PAT Marche

Caratteristica della Crescia d’la Stacciola sono gli ingranaggi, sorta di rilievi ottenuti pizzicando la pasta in cerchi concentrici, per permettere al condimento di depositarsi nelle fossette rendendo la crescia, con la cottura, tenera e croccante allo stesso tempo. Prima di essere condite le cresce vengono punzecchiate con una forchetta per evitare che si gonfino e disperdano il condimento.

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Crescia, crescia brusca, spianata o cacciannanzi PAT Marche

Con la pasta del pane si prepara un disco (“crescia”) che, con le dita, viene premuto qua e là, lasciandovi delle piccole infossature e pizzicandolo ai bordi con tocchi regolari. La crescia viene condita con olio, sale, rosmarino e cipolla. Durante la stagione del maiale può essere condita con ciccioli e strutto (pizza coi grasselli), oppure semplicemente con uova e ricotta (spianata)

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Ciambellone PAT Marche

Il ciambellone è un dolce semplice, si presenta come una torta ben lievitata. Viene consumato per la prima colazione e a metà pomeriggio, a volte farcito con altri ingredienti può essere servito anche alla fine dei pasti accompagnato con vino dolce. Nel Montefeltro esiste una variante al ciambellone, il BISCOTT, più rustico per l’assenza di grassi (strutto o burro).

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Comune di ARQUATA SCRIVIA Alessandria Piemonte

Il nome “Arquata” deriva, probabilmente, dal latino arcus e si riferisce forse alle arcate che scandivano l’acquedotto romano. La cittadina si sviluppa nel territorio anticamente dominato dalla città romana di Libarna, lungo la Postumia, via consolare che collegava Aquileia a Genova passando per Vicenza, Verona, Cremona, Piacenza, Voghera, Tortona e attraversando gli Appennini verosimilmente al passo della Bocchetta. Sono questi due elementi che ne motivano la nascita, ma non si sa con certezza a quale data attribuire i primi insediamenti abitativi, né quale fosse il luogo esatto del borgo più antico.

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Cicerchiate PAT Marche

Dolce che un tempo veniva preparato nel periodo del carnevale, oggi lo si prepara tutto l’anno. La cicerchiata può assumere diverse forme: a filoncino, a cupola o a ciambella. Compatta e friabile, di colore dorato ma con variazioni di colore a seconda del composto con cui viene guarnita (mandorle, zucchero a velo, canditi, ecc.). Al gusto risulta gradevolmente dolce.

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Sentiero Italia CAI Toscana ed Emilia Romagna 13 Pracchia – Lago Scaffaiolo

Pracchia – Lago Scaffaiolo Una tappa di lunghezza intermedia e dislivello notevole che conduce alla stazione sciistica del Corno alle Scale, ancora lungo il crinale dell’Appennino Tosco-emiliano. Da Pracchia una salita ripida porta al Poggio del Ronco a 1136 metri di quota dove con dislivello più graduale si continua sempre in salita toccando una serie di cime fino al Rifugio del Montanaro a quota 1567 metri. Presso il Passo del Cancellino si torna sul confine tra Toscana ed Emilia Romagna che si segue fino alle ultime pendici del Corno alle Scale e poi ancora oltre al Passo Tre Termini e al Lago Scaffaiolo sulle cui rive sorge il Rifugio Duca degli Abruzzi per il pernottamento.

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