Legenda Aurea di Jacopo da Varazze

Molti artisti s’ispirarono alla Legenda Aurea per le loro opere. Tra questi vi fu Giotto con la Cappella degli Scrovegni a Padova, Piero della Francesca nelle Storie della Vera Croce nella basilica di San Francesco ad Arezzo e Vittore Carpaccio nel ciclo pittorico Storie di Sant’Orsola commissionata dalla scuola devozionale veneziana nominata come la martire per la loro cappella (oggi conservata alla Gallerie dell’Accademia). Per la scuola La Legenda costituì anche fonte di riferimento per la redazione del Cursor Mundi. L’edizione critica più recente è quella pubblicata nel 1998 (riedita nel 2007 con traduzione italiana e commento dei singoli capitoli) per le cure di Giovanni Paolo Maggioni. In precedenza si utilizzava il testo stabilito da Graesse (Lipsia 1846).

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La morte della Vergine del Caravaggio

La Morte della Vergine è l’ultima pala d’altare che il Caravaggio (1571-1610)eseguì a Roma, entro il 1605-6. Si trattava del suo quadro più grande, a quella data. L’opera gli era stata commissionata nel 1601 dal ricco avvocato Laerzio Cherubini per l’altare della sua cappella in Santa Maria della Scala in Trastevere, la chiesa più importante dell’ordine dei Carmelitani Scalzi a Roma.

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Itinerari culturali / La città che sale di Boccioni

La città che sale è un dipinto che si ispira alla costruzione di una centrale elettrica nella periferia di Milano Il progresso industriale, tanto amato dai pittori futuristi è qui rappresentato dalla costruzione della centrale elettrica. Umberto Boccioni con La città che sale celebra la crescita industriale della periferia milanese. I tram che passano velocemente, le case in costruzione e, sul fondo, le ciminiere delle fabbriche che producono. In primo piano nulla è fermo.

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Itinerari culturali / Teseo e il Minotauro

Il soggetto mitologico è tratto dalle Metamorfosi del poeta latino Ovidio. Nell’antica leggenda viene narrata la storia di Teseo, l’eroe greco che con l’aiuto di Arianna riuscì a penetrare nel labirinto di Cnosso e a uccidere il Minotauro, una mostruosa creatura con la testa di toro e il corpo di uomo.

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La bella giardiniera – Raffaello

Immersa in un ampio paesaggio lacustre dall’orizzonte particolarmente alto, punteggiato da alberelli e da segni della presenza umana, si trova la Madonna seduta su una roccia, con appoggiato alle gambe Gesù Bambino; san Giovannino si trova inginocchiato a destra, mentre dirige uno sguardo intenso a Gesù.

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Itinerari culturali / Ultima Cena di Andrea del Castagno

L’Affresco conservato al Museo del Cenacolo di Sant’Apollonia di dimensioni 453 x 975 cm è attribuito ad Andrea del Castagno di datazione 1445 -1450 circa. La scena del Cenacolo incorniciata in un’ambiente fortemente caratterizzato dalla prospettiva è sovrastato da tre scene rappresentanti in ordine La Resurrezione, la Crocifissione e la Deposizione, suddivise dalla presenza di due finestre e a loro volta sormontate da una schiera di angeli al di sopra di esse.

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Itinerari culturali / La vocazione di San Luigi Gonzaga

Questa pala d’altare fu commissionata per la chiesa teatina di Guastalla nel 1650 dal duca Ferrante III Gonzaga (1618–1678) in celebrazione di Luigi Gonzaga (nato nel 1568), che rinunciò al titolo ereditario di marchese e si unì all’ordine dei Gesuiti a Roma nel 1585. si dedicò alla cura dei poveri fino alla morte di peste nel 1591. Fu beatificato nel 1621 e canonizzato nel 1726. Nel dipinto del Guercino, un angelo tiene sul capo del santo una corona che sostituisce la corona, a simboleggiare il marchesato, che è stato gettato a terra accanto a un fascio di gigli che rappresentano la castità.

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Itinerari culturali / Il Battesimo di Cristo

Il Battesimo di Cristo è una delle opere cronologicamente più controverse della produzione pierfrancescana. Secondo alcuni studiosi i riferimenti al concilio di Ferrara-Firenze, quali il corteo di dignitari bizantini sullo sfondo, la collocherebbero a un periodo immediatamente successivo al 1439 (anno del concilio), facendone una delle prime opere conosciute dell’artista. Anche la colorazione, a tenui toni pastello, farebbe pensare a un’influenza ancora forte di Domenico Veneziano (si confronti la Pala di Santa Lucia dei Magnoli, del 1445 circa), del quale Piero fu collaboratore a partire dalla seconda metà degli anni trenta.

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Itinerari culturali / Adorazione dei Magi

La composizione in questo caso non ha un’ambientazione realistica o comunque precisa, infatti il fondale è nero e le figure sono tutte rappresentate in primo piano. Sul lato destro la Sacra Famiglia mentre sul sinistro i tre Magi, Gesù bambino è al centro, il cui corpo risulta leggermente sproporzionato.
Questa rappresentazione viene utilizzata dal pittore per renderne la comprensione ancora più immediata agli occhi di chi la osserva, occupando tutto lo spazio della tela.

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