Pomologica di Ficus Carica

L’attività di raccolta e conservazione delle specie arboree da frutto e in particolare della specie Ficus carica dura tutto l’anno e trova nella Pomologica un momento di celebrazione. Ogni anno con una Pomologica interamente dedicata ai fichi, mettiamo in mostra i gioielli dell’intera collezione pazientemente messa a dimora nel conservatorio botanico della Valle d’Itria che conta oltre 500 varietà di fichi. La storia di ciascun fico ve la racconterà Paolo Belloni, fondatore e custode dei Giardini di Pomona. E siccome ben fatto è anche meglio che ben detto, concluderemo l’esperienza con una degustazione dei fichi in mostra.

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ITALIA il paese delle Mille Sagre e Mille Processioni

La zona di Casalborgone è territorio particolarmente vocato per la coltivazione del pisello (Pisum sativum L.) e vanta una antica tradizione. I piselli costituiscono, da sempre, motivo di vanto per i Casalborgonesi anche se in questi ultimi anni la produzione del luogo è andata via via scemando.

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Caffè pasticceria Balzola (Alassio)

La storia del caffè pasticceria Balzola ha origini in un paesino annegato tra le colline del Monferrato, Villamiroglio. Da lì partì Pasquale Balzola, capostipite della famiglia. Egli rilevò ad Alassio, nell’allora Piazza del Commercio, un’osteria con stallaggio. Fece così la sua prima comparsa, nel lontano 1902, un’insegna con il nome Balzola. In poco tempo il locale creò nuove abitudini e nuovi riti. Nacquero in quegli anni l’”Aperitivo di Alassio” e l’”Amaro dei Saraceni”, creazioni esclusive dei Balzola, che divennero ben presto un appuntamento irrinunciabile per i primi avventori.

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Monreale Palermo Sicilia

Quando nel 1174 Guglielmo II avvia l’edificazione del Duomo, Palermo è l’unico arcivescovado (dal 1090). Il luogo scelto per la grande ecclesia munita di Monreale ricade in una zona dove i re normanni hanno già innalzato le loro ricche dimore e le grandi torri difensive. Il nascente Duomo di Monreale, infatti, pur privo di un urbano alle spalle, diviene il più temuto antagonista della vicina Palermo che non ha ancora una sede religiosa che la rappresenti degnamente. Preesistenze certe nel territorio in cui nasce la Cattedrale , abitato da contadini musulmani, e la chiesa bizantina di S. Ciriaca. A giustificazione della vicina e nascente Cattedrale, in quanto sede dell’episcopio in epoca araba, di un significativo riferimento a essa si serve papa Alessandro III nella bolla di ratifica della nuova grande chiesa (30 dicembre 1174) indicendone l’ubicazione con le parole super sanctam Kiriacam. Nel 1183 Monreale è elevata al rango di arcivescovado.

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La corsa dei ceri di Gubbio UMBRIA

Si tratta della festa di più antica tradizione e di più intensa partecipazione emotiva della regione che si svolge ogni 15 di maggio. I tre ceri sono grandi costruzioni lignee, cave alte circa dieci metri e pesantissime che presentano la comune forma di due prismi ottagonali riuniti ad un vertice e attraversati da un’antenna, pur essendo leggermente diversi tra di loro.

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Mosaici dell’Abside di Santa Maria in Trastevere (1291) di Pietro CAVALLINI Storie della Vergine

In realtà, a Santa Maria in Trastevere i mosaici che veramente contano sono altri, un po’ più in basso: sono le Storie della Vergine di Pietro Cavallini, nella fascia più bassa dell’abside. Questi ultimi rappresentano appieno il momento dell’abbandono nell’arte musiva romana dei caratteri bizantini a favore di modelli completamente nuovi che vedono Giotto e Cavallini tra i grandi protagonisti di quella stagione.

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Atalanta e Ippomene di Guido Reni nel Museo di Capodimonte a Napoli

La tela (sia la versione a Madrid che a Napoli) rappresenta il mito di Atalanta, da Le Metamorfosi di Ovidio, ninfa la cui imbattibile capacità nella corsa fu sconfitta solo da Ippomene tramite uno stratagemma ordito da Afrodite. Atalanta è infatti una donna avversa al matrimonio, pronta a sposarsi solo con colui che l’avrebbe battuta in una gara di corsa. I suoi spasimanti che vengono di volta in volta sconfitti pagheranno la posta in gioco con la morte, così Ippomene, con l’aiuto di Afrodite, che gli ha fornito i pomi d’oro, durante la corsa getta gli stessi nel giardino delle Esperidi, allorché Atalanta una volta che si china per raccoglierli, viene così sorpassata perdendo la gara.

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