Borghi delle Marche. I 30 più belli

Cittadine magnifiche che diedero i natali a Raffaello, Leopardi e Rossini: Paesaggi meravigliosi ad incorniciare i borghi più belli delle Marche più belli! Incastonati tra mari e monti, il territorio di varietà sorprendente di paesaggi cristallizati nel tempo e la ricchezza di tesori spesso poco conosciuti. Tra borghi arroccati, fortezze medievali e stupefacenti chiese, guida per scoprire i 30 borghi delle Marche più belli da vivere .

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Riserva Naturale Valle dell’Orfento

La Valle dell’Orfento è situata in Abruzzo nel Comune di Caramanico Terme (Pescara), sul versante nord-occidentale della Majella. Agli inizi degli anni ’70 è diventata Riserva Naturale dello Stato ed attualmente ricopre una superficie complessiva di 2606 Ha. Insieme alle altre Riserve istituite in seguito in aree limitrofe, oggi il territorio tutelato e gestito dai Carabinieri Forestali raggiunge 10000 ettari che costituiscono il cuore del Parco Nazionale della Majella (istituito nel 1995) ovvero la parte di maggiore valenza naturalistica.

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Riserva Naturale di Santa Filomena – Pescara

La Riserva Naturale di Santa Filomena è una lunga striscia di verde che per circa 3 km. costeggia il mare tra Pescara e Montesilvano.Una pineta larga non più di 60 m. che fu impiantata tra il 1926 e il 1933 come barriera frangivento a protezione delle retrostanti colture. E’ Riserva Naturale dal 1977. I venti ettari della Pineta sono popolati della tipica vegetazione delle pinete litoranee come il pino d’aleppo ed il pino domestico. Pur in presenza di inquinamento la fitta vegetazione è un valido ecosistema in grado di attirare gli uccelli migratori come la rondine, il gabbiano e qualche cormorano.

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Il paesaggio policolturale di Trequanda

Il paesaggio agrario del comune di Trequanda costituisce un importante esempio del paesaggio tradizionale olivicolo della campagna senese in cui convivono sia aree olivicole sia importanti esempi dell’appoderamento mezzadrile caratterizzati da un ordinamento produttivo misto.  
L’area è situata al confine tra la Val d’Orcia e le Crete Senesi. Dal punto di vista paesaggistico storicamente si potevano individuare tre sistemi principali: gli oliveti, i seminativi arborati (generalmente con olivi) e i boschi. Praticamente assenti erano i vigneti specializzati. Dal punto di vista tecnico, economico e gestionale questi sistemi erano fortemente integrati tra loro contribuendo, sia pure in modo diverso, all’economia del settore primario. Si tratta pertanto di elementi diversi di un mosaico paesaggistico sostanzialmente unitario.

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Paesaggio Agrario della Piana degli Oliveti Monumentali di Puglia

Il paesaggio agrario della Piana degli oliveti monumentali di Puglia costituisce un esempio, per certi versi unico, di permanenza del paesaggio olivicolo in cui non solo alcuni olivi risalgono all’epoca romana, ma è stato conservato l’impianto colturale degli antichi oliveti e l’antica varietà Ogliarola Salentina. Gli olivi sono dei veri e propri monumenti vegetali di straordinaria suggestione estetica e contribuiscono significativamente al miglioramento della biodiversità dei coltivi.

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Pratica agricola tradizionale: La Transumanza

La pratica tradizionale “La Transumanza” riassume le modalità di esecuzione, l’area geografica di diffusione, le principale fasi di lavoro, gli strumenti legati alla pratica, le razze e le varietà di bestiame utilizzate, i principali fattori di minaccia per il suo mantenimento. In generale, la transumanza è la migrazione stagionale delle greggi, delle mandrie e dei pastori che si spostano da pascoli situati in zone collinari o montane (nella stagione estiva) verso quelli delle pianure (nella stagione invernale), percorrendo le vie semi-naturali dei tratturi.

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Paesaggio del Prosecco superiore – Le colline di Conegliano Valdobbiadene

Le colline di Valdobbiadene – Vittorio Veneto costituiscono una zona di antica diffusione della viticoltura in cui si è conservato in larga misura l’assetto paesaggistico storico così come visibile nelle perticazioni risalenti al diciassettesimo e diciottesimo secolo e nelle foto di inizio Novecento. La peculiare morfologia dei colli, costituiti da un sistema di cordoni collinari disposti in senso estovest alternati a profonde incisioni vallive, ha fatto sì che nei ripidi pendii esposti a sud fosse coltivata la vite, i versanti posti a nord fossero occupati da boschi, mentre la sommità dei colli fosse occupata da prati e da pascoli.

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Gli sviluppi della scultura del Quattrocento
I della ROBBIA

LUCA della ROBBIA (1400-82): appartiene alla prima generazione dei maestri del Rinascimento ed è la figura artistica più rilevante della famiglia. Come scultore, mostra un linguaggio di equilibrata e serena bellezza, il cui classicismo, sulla scia del Ghiberti e di Nanni di Banco, si sviluppa secondo una linea indipendente rispetto al discorso di Donatello. La Cantoria marmorea del Duomo di Firenze è eseguita con grazia semplice e serena, ben diversa dalla sfrenata danza pagana dei Puttini della Cantoria di Donatello

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I della ROBBIA

I paesaggi silvo-pastorali di Moscheta

Il paesaggio silvo-pastorale di Moscheta è un esempio significativo del ruolo storico dei monasteri nella gestione del territorio appenninico a partire dall’anno Mille. L’area si sviluppa attorno all’abbazia fondata intorno al 1037 da san Giovanni Gualberto, alla quale  nel 18° secolo è subentrata una gestione organizzata secondo lo schema della fattoria mezzadrile toscana, di cui  si conservano ancora alcuni edifici rurali.

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