Sentiero Italia Lombardia

CAI Italiano – Sentiero Italia Le montagne della Lombardia

Sentiero Italia CAI Lombardia D01 Cannobio – Luino – Lago Delio

Cannobio – Luino – Lago Delio Dall’imbarcadero di Luino si percorre il centro storico e si raggiunge su strada asfaltata la Località Carnella, dove si imbocca il sentiero panoramico che porta a Colmegna, sul lago. Si riprende il sentiero che sale alle spalle di Colmegna e prosegue nei boschi affacciati sul lago fino ad arrivare a Maccagno dove si percorre il lungolago fino alla palestra di roccia “Il Cinzanino”. Il sentiero risale verso Pianca , Sarangio, Musignano (760m), e poi scende verso Bassano (540m), sempre affacciato sul lago. A Bassano si può arrivare con una variante che sale da Pino Lago Maggiore, che è raggiungibile in treno da Luino ed è a circa 1,5km dal confine di Zenna con la Svizzera. Da Bassano si imbocca la mulattiera che prende quota rapidamente fra fitti boschi fino a raggiungere la diga nord del Lago Delio, dove si trova l’Albergo Diana.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D02 Lago Delio – Monteviasco

Lago Delio – Monteviasco Dall’Albergo Diana di passa alla base della diga nord e poi si prende il sentiero che sale nella faggeta fino al Passo Forcora (1180m), dove si sale al Monte Sirti (1340m), e per cresta si raggiunge il passo di Fontana Rossa dove si scende alle baite di Monterecchio. Si continua su sterrata e passando dalle baite dei Cangili si raggiunge il paese di Biegno, l’ultimo abitato della Valle Veddasca prima del confine svizzero. Da Biegno si scende fino alle baite di Piero e si raggiunge il fondovalle del torrente Giona al Ponte di Piero (550m), dove una ripida mulattiera con 1400 scalini risale il costone fino al villaggio di Monteviasco, abitato tutto l’anno pur non essendo raggiunto dalla carrozzabile ma solo dalla funivia.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D03 Monteviasco – Rifugio Campiglio al Pradecolo

Monteviasco – Rifugio Campiglio al Pradecolo Da Monteviasco si percorrono in costa i due versanti della boscosa valle del torrente Viascola, laterale sinistra della Valle Veddasca, fino alle baite di Viasco, da dove si scende su strada asfaltata a Curiglia (670m), e poi si risale sempre su strada asfaltata in direzione di Sarona. Prima di raggiungere Sarona si prende a sinistra la ripida mulattiera che passando dall’Alpe Ca’ del Sasso raggiunge le baite dell’Alpone (1250m) con la chiesetta della Madonna della Guardia. Si prosegue a mezzacosta nella faggeta ai piedi del Monte Lema fino a raggiungere il Rifugio Campiglio al Pradecolo.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D04 Rifugio Campiglio al Pradecolo – Diga di Creva (Luino)

Rifugio Campiglio al Pradecolo – Diga di Creva (Luino) Con questa tappa di lunghezza intermedia e dislivello esclusivamente in discesa il Sentiero Italia torna nei pressi di Luino sul Lago Maggiore dopo una divagazione attraverso le montagne della propaggine settentrionale della Provincia di Varese. Dal Rifugio Campiglio con andamento sostanzialmente in piano ci si sposta in direzione sud ovest verso il confine con la Svizzera prima di scendere con decisione fino all’abitato di Dumenza e poi alla frazione Creva di Luino.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D05 Diga di Creva (Luino) – Marchirolo

Diga di Creva – Marchirolo Dalla diga di Creva si prende il Sentiero degli Alpini dell’ANA (Associazione Nazionale Alpini) che, dopo aver attraversato il Fiume Tresa su un ponticello alla base della diga, risale sul fianco sinistro della valle fino a raggiungere la strada asfaltata che porta al paese di Biviglione (360m), da dove si prende a destra un ripido sentiero che sale fino alla Pineta Alta di Montegrino, dove si incontrano trincee e manufatti della Linea Cadorna, realizzati durante la Prima Guerra Mondiale. Proseguendo sul Sentiero degli Alpini si raggiunge la sommità del Monte Sette Termini (975m), da dove si scende verso il Colle della Nave (810m) sulla strada militare ora asfaltata, tagliandone su sentiero alcuni tornanti. Si prosegue a mezzacosta sul versante nord del Monte la Nave fino a raggiungere la Chiesa di San Paolo (840m), in posizione panoramica sul Lago di Lugano, dalla quale si scende rapidamente a Marchirolo.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D06 Marchirolo – Porto Ceresio

Marchirolo – Porto Ceresio Media lunghezza e dislivello marcato sono le caratteristiche di questa tappa che porta il Sentiero Italia sulla riva meridionale del Lago di Lugano. Da Marchirolo con una salita inizialmente dolce si sale verso l’abitato di Marzio prima di imboccare un sentiero nei fitti boschi che conduce sotto la cima del Monte Piambello intorno a quota 1000 metri prima di una discesa più ripida che punta il Lago di Lugano prima di deviare parallelamente alla sponda verso l’abitato di Porto Ceresio.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D07 Porto Ceresio – Viggiù

Porto Ceresio – Viggiù Ancora una tappa lungo le alture che sovrastano il Lago di Lugano con lunghezza media e dislivello discreto. Da Porto Ceresio si procede in direzione est verso il confine con la Svizzera prima di svoltare in direzione sud contornando la cima del Monte Casolo. Giunti nei pressi del Rio Vallone il sentiero svolta nuovamente a est e inizia a salire con ampi tornanti fino alla vetta del Monte Pravello intorno a 1000 metri sul livello del mare da qui si segue il tracciato della Linea Cadorna e si scende verso l’abitato di Viggiù.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D08 Viggiù – Bizzarone

Viggiù – Piazza Europa – Bizzarone
Tappa di media lunghezza e dislivello ridotto segnata da una serie di saliscendi lungo le colline e le campagne tra Varesotto, Comasco e il confine svizzero. Da Viggiù un sentiero consente di evitare strade trafficate e aggira l’abitato di Baraggia proseguendo in direzione sud fino alle frazioni di Cantello e Ligurno. Da qui in direzione est si tocca la cima del Colle di San Matteo, si scende in riva del torrente Rio Lanza e si raggiunge l’abitato di Bizzarone.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D09 Bizzarone – Como

Bizzarone – Como Ancora con tappa di media lunghezza e ridotto dislivello il Sentiero Italia procede verso est parallelamente al confine con la Svizzera per raggiungere la città di Como sulle rive del lago. Campagne, boschi e colline caratterizzano il percorso che prende avvio da Bizzarone e prosegue dapprima lungo strada carrozzabile e poi su sentiero verso Ronago. Segue un tratto su strada carrozzabile e la salita verso il Poggio Bruciato con un lungo tratto parallelo al confine fino al torrente Seveso. Un’ultima salita porta al Belvedere Sasso di Cavallasca seguita dalla discesa su Monte Olimpino presso Como. Qui il Sentiero Italia si divide in due rami mentre la tappa prosegue lungo il lago fino ad arrivare a Como.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D10N Como – Rifugio Prabello

Como – Villa Olmo – Rifugio Prabello La prima tappa della variante settentrionale del Sentiero Italia in Lombardia si presenta lunga e caratterizzata da dislivello notevole. Da Monte Olimpino si raggiunge l’abitato di Cernobbio da cui si imbocca un sentiero che procede in direzione nord parallelamente con il confine di stato in ripida salita, prima di svoltare in direzione est raggiungendo il Rifugio Capanna Falco, la cima del Monte Bisbino e ridiscendere alla poco distante località Ca’ Bossi.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D11N Rifugio Prabello – Rifugio Boffalora

Rifugio Prabello – Rifugio Boffalora Un’altra tappa lunga e di dislivello abbondante procede verso nord lungo le alture che separano il Lago di Como dal Lago di Lugano. Lasciato alle spalle il Rifugio Prabello si raggiunge la strada carrozzabile presso il Pian delle Alpi e con un lungo percorso a “s” , passando le cascine Ermogna e Carolza ed il Rifugio Capanna Bruno, si aggira il Pizzo della Croce raggiungendo l’abitato di Orimento. Passato il Monte Prada inizia una discesa ripida che porta il sentiero all’abitato di San Fedele Intelvi. Giunti nel centro di San Fedele Intelvi si percorre la via prospicente la casa parrocchiale (passando per la sede della locale sezione CAI) fino a raggiungere località Selva. Si prosegue poi in ripida salita per via acciottolata fino all’inizio della mulattiera. Continuando lungo la stessa si giunge alle cascine La Zerla e, attraversata la pineta, si arriva in zona Bassetta. Dopo breve discesa attraversando la carrozzabile proveniente dall’Alpe di Colonno si entra in fitta pineta fino a giungere sopra l’Alpe Boffalora.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D12N Rifugio Boffalora – Grandola e Uniti

Rifugio Boffalora – Grandola e Uniti (Frazione Cardano) Con questa tappa di media lunghezza e dislivello quasi interamente in discesa si abbandonano le alture tra il Lago di Como e il Lago di Lugano scendendo nei pressi di Menaggio prima di deviare verso l’abitato di Cardano. Dal Rifugio Boffalora si effettua un lungo arco ai piedi del Monte Galbiga e si raggiunge il versante del Monte di Tremezzo a picco sull’abitato di Mezzegra. Procedendo parallelamente con la sponda occidentale del Lago di Como si giunge alla Frazione Croce di Menaggio e per strada ci si porta a Cardano.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D13N Grandola e Uniti – Garzeno

Grandola e Uniti (Frazione Cardano) – Garzeno Tappa molto lunga e di notevole dislivello che procede verso nord ancora lungo la sponda occidentale del Lago di Como. Da Cardano si punta in salita la cima del Ciap del Castel che si aggira raggiungendo la Frazione di Prato Stella, poi Breglia, il Rifugio la Preda e si scende in Fraziona Carcente. Da qui si ricomincia a salire sempre a mezzacosta lungo i versanti a monte del lago, attraversando una serie di frazioni e borgate, fino a toccare quota 1300 metri dove inizia una lunga discesa fino a Garzeno.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D14N Garzeno – Peglio

Garzeno – Peglio Tappa di discreta lunghezza che si percorre interamente a mezza costa tra i 500 e gli 850 metri di quota. Si parte dall’abitato di Garzeno e dirigendosi verso lago di Como si aggira la dorsale che separa la valle Albano dalla valle del Liro. In quest’ultima ci si addentra a lungo, fino a lambire i nuclei rurali di Boiena e Vincino dove un ponte permette di passare sulla sinistra idrografica del torrente che riporta verso il lago. Proseguendo sempre in quota si oltrepassa l’abitato di Dosso del Liro e dopo un’ultima incursione in una valle adiacente si prosegue il cammino fino a Peglio, ottimo punto panoramico sul Lario e meta di arrivo della tappa.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D15N Peglio – Sorico

Peglio – Sorico Ancora una tappa piuttosto lunga e di dislivello intermedio che si percorre sempre procedendo a mezza costa lungo i versanti che sovrastano il lago e si conclude nel punto più settentrionale del Lago di Como. Dal paese di Peglio si raggiunge la Valle di Livo e Dangri con il suo caratteristico ponte in pietra, oltrepassato il quale il sentiero inizia presto a salire collegando le frazioni più alte della zona ad oltre 1000 metri di quota sul livello del mare. Rimanendo in quota si attraversano le valli di San Vincenzo e di Sorico per raggiungere Fordeccia, sotto il Monte Berlinghera. E’ qui che il Sentiero Italia inizia a perdere quota fino all’abitato di Sorico per un ultimo saluto al Lago di Como costeggiato durante le numerose tappe precedenti.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D16N Sorico – Novate Mezzola

Sorico – Novate Mezzola Questa tappa di media lunghezza, praticamente in piano, trasferisce il Sentiero Italia dalla riva del Lago di Como all’imbocco della Valchiavenna e verso le pendici che sovrastano il primo tratto della Valtellina. Da Sorico di cui bisogna visitare le due cascate, ci si sposta per tratti di strada e sentiero fino al Lago di Mezzola di cui si costeggia la riva orientale superando gli abitati di Verceia, Campo e giungendo a Novate Mezzola.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D17N Novate Mezzola – Codera

Novate Mezzola – Codera Con una tappa breve e di dislivello medio ci si inoltra nella splendida e selvaggia Val Codera, completamente priva di strade carrozzabili. Il percorso si svolge interamente lungo lo straordinario sentiero che supera il dislivello grazie a una ripida sequenza di tornanti e scalini scavati nella roccia. Per alcuni tratti di strada si procede nei pressi della teleferica che collega Novate e Codera. Giunti alla metà vale una visita il Museo storico, etnografico e naturalistico della Val Codera, mentre è possibile pernottare presso l’Osteria Alpino situata nel centro della borgata.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D18N Codera – Frasnedo

Codera – Frasnedo Dopo le antiche baite di Codera si arriva al bivio in cui a destra il Sentiero Italia scende al ponte sul torrente Codera, mentre il Sentiero Roma prosegue verso il Rifugio Luigi Brasca di proprietà del CAI di Milano che si raggiunge in circa 1h 30 su un percorso di fondo valle. Il primo è percorribile da tutti, il secondo dal Rifugio Luigi Brasca in poi è consigliato agli escursionisti esperti dotati di attrezzatura. Il sentiero Roma è un’alta via che si snoda lungo la testata della val Masino e consente di raggiungere i rifugi Omio, Gianetti, Bonaccossa e Ponti.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D19N Frasnedo – Filorera

Frasnedo – Filorera Da Frasnedo si prende il sentiero che sale lungo la valle e si raggiunge, dopo aver sorpassato il Bivacco Primlpia, il Passo di Primalpia. Da qui inizia la discesa, che soprassati i laghetti dello Spluga, conduce verso Cevo.  Poco prima dell’abitato di Cevo un ponte consente di attraversare la valle. Circa 50 metri prima di imboccare questo ponte il sentiero presenta un bivio: una direzione porta appunto a Cevo, l’altra, priva di indicazioni, porta a Cataeggio.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D20N Filorera – Bivacco Scermendone

Filorera – Bivacco Scermendone Questa tappa del sentiero è senz’altro la più panoramica, in quanto percorre interamente il lungo crinale Granda-Scermendone, che offre una visuale superba sulla catena orobica e sulle cime della Val Masino. Dal centro di Filorera (787m) si sale lungo la strada che porta alla piana di Predarossa, dopo mezz’oretta di cammino si lascia la strada svoltando a destra seguendo le indicazioni per il rifugio Alpe Granda. Una volta passato il Rifugio si imbocca il sentiero per Scermendone: da qui si percorre tutta la Valle su una via molto panoramica fino ad arrivare all’alpe Scermendone dove è situtato l’omonimo bivacco (2150m).

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Sentiero Italia CAI Lombardia D22N Rifugio Bosio Galli all’Alpe Airale – Rifugio Gerli Porro all’Alpe Ventina

Rifugio Bosio – Galli all’Alpe Airale – Rifugio Gerli Porro all’Alpe Ventina Questa tappa di media lunghezza e notevole dislivello conduce il Sentiero Italia sul versante settentrionale del Monte Disgrazia effettuando un lungo percorso ad arco che si affaccia sulla Valmalenco. Lasciato il Rifugio Bosio Galli si raggiunge l’Alpe Airale e si procede sostanzialmente in piano fino all’Alpe Mastabbia. Da qui una discesa graduale conduce alle frazioni a monte di Chiesa Valmalenco prima di iniziare la salita lunga e di notevole dislivello che porta al Passo Ventina a 2676 metri sul livello del mare. Rimane una discesa ripida e piuttosto lunga che raggiunge il torrente Ventina, poi l’omonimo rifugio e a breve distanza il Rifugio Gerli Porro.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D23N Rifugio Gerli Porro all’Alpe Ventina – Rifugio Longoni

Rifugio Gerli Porro all’Alpe Ventina – Rifugio Longoni Con questa tappa raggiungeremo il rifugio Longoni entrando di fatto nel gruppo del Bernina. Dall’alpe Ventina si raggiunge il fondovalle, l’alpe di Forbicina e Laresin entrando nella selvaggia val Sissone che si risale oltrepassando boschi, pascoli e infine le morene che precedono il rifugio Del Grande-Camerini. Da questo balcone sulla parete nord del Monte Disgrazia ci si abbassa oltrepassando le alpi di Vazzeda e, oltrepassato il torrente grazie ad un ponticello, si scende verso l’abitato di Chiareggio. Superata la piccola chiesetta sul cui frontale campeggia una targa ricordo del famoso alpinista Ettore Castiglioni e della sua tragica fine, si risale verso l’ alpe Fora, da cui una dura salita porta ai Piani di Fora. Il suggestivo pianoro di origine glaciale si aggira verso nord-ovest, intercettando il sentiero che porta in breve al Rifugio Longoni. In alternativa, qualora non si volesse perdere troppa quota scendendo a Chiareggio, dall’Alpe Vazzeda Superiore è possibile raggiungere l’opposta alpe dell’Oro che si abbandona proseguendo in costa in direzione dell’Alpe di Fora e del rifugio Longoni.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D24N Rifugio Longoni – Rifugio Palù

Rifugio Longoni – Rifugio Palù Questa è una tappa breve e di dislivello prevalentemente in discesa di trasferimento verso le alture sopra gli impianti sciistici di Chiesa Valmalenco. Dal Rifugio Longoni ci si dirige in direzione est verso il Torrente Entovasco dove si svolta verso sud per seguire a mezzacosta i versanti lungo la valle del Torrente Mallero. Superata l’Alpe Sasso Nero si giunge in vista del Lago Palù, adagiato in una splendida conca circondata da pascoli e boschi di conifera. Sulla sua riva settentrionale sorge l’omonimo accogliente rifugio.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D25N Rifugio Palù – Rifugio Marinelli-Bombardieri

Rifugio Palù – Rifugio Marinelli-Bombardieri La tappa di media lunghezza e discreto dislivello che porta nel cuore delle alte quote ai piedi del Pizzo Bernina. Lasciato il Lago Palù una breve salita conduce lungo le piste sciistiche che si seguono in discesa fino alla partenza della seggiovia che sale al Monte Motta. Qui si svolta in direzione nord e si inizia la lunga salita che terminerà soltanto al Rifugio Marinelli Bombardieri a 2813 metri di quota. Lungo il percorso si raggiungono prima il Rifugio Musella e poi il Carate Brianza dove è possibile effettuare delle soste intermedie. A conclusione della tappa si possono osservare gli ambienti dell’alta quota dominati dai ghiacciai e dal Pizzo Bernina, la cima che supera i 4000 metri di quota più orientale delle Alpi.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D26N Rifugio Marinelli-Bombardieri – Rifugio Cristina all’Alpe Prabello

Rifugio Marinelli-Bombardieri – Rifugio Cristina all’Alpe Prabello Una lunga tappa di dislivello intermedio scende dall’imponente mondo delle alte quote per tornare all’altezza dei pascoli sempre sui versanti a monte dell’alta Valmalenco. Dal Rifugio Marinelli Bombardieri si punta quel che rimane della Vedretta di Caspoggio, il piccolo ghiacciaio di cui si calpestano alcune residue propaggini per raggiungere la Vedretta di Caspoggio, colle di 3000 metri di quota da cui si scende verso il bacino artificiale del Lago di Alpe Gera passando dal Rifugio Roberto Bignami. Dal lago inizia una salita dolce sul fondo della Valle Poschiavina che punta direttamente al confine con la Svizzera che si segue passando dal Passo d’Ur e dal Pass da Cancian. Qui si torna in territorio interamente italiano raggiungendo il Passo di Campagneda da cui si scende verso il Rifugio Ca’ Runcasch che si supera per raggiungere il Rifugio Cristina.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D27N Rifugio Cristina all’Alpe Prabello – Rifugio Cederna Maffina

Rifugio Cristina all’Alpe Prabello – Rifugio Cederna Maffina Con questa tappa breve ma di sensibile dislivello il Sentiero Italia abbandona le maestose vette dell’alta Valmalenco per trasferirsi tra le cime che si affacciano direttamente sulla Valtellina proseguendo il cammino verso est. Dal Rifugio Cristina si saluta l’ultimo ghiacciaio della zona che scende dalla cima del Pizzo Scalino, da cui prende il nome, che si contorna durante il corso dell’intera giornata. Una prima salita conduce al Passo degli Ometti con una seguente discesa e risalita al Passo Forame. Da qui si scende al Rifugio Cederna Maffina nella valle scavata dal torrente Fontana, affluente diretto dell’Adda.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D28N Rifugio Cederna Maffina – Prato Valentino

Rifugio Cederna Maffina – Prato Valentino Si raggiungono le pendici della Valtellina con questa tappa piuttosto lunga ma caratterizzata da scarso dislivello. Dal Rifugio Cederna Maffina si segue in discesa il corso del Torrente Fontana passando dalla bella “Cascada de Furam”, dall’Alpe Campascio, dalla Piana dei Cavalli fino ad arrivare alla frazione Sant’Antonio. Segue una risalita dolce lungo un sentiero fino alla località Dalico dove si guadagna il versante esposto a sud che domina dall’alto il fondo della Valtellina e le Orobie Valtellinesi. Proseguendo lungo il percorso escursionistico, denominato Sentiero del Sole, si raggiunge l’abitato di Prato Valentino dove partono gli impianti sciistici dell’Alpe Teglio.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D29N Prato Valentino – Tirano Stazione

Prato Valentino – Tirano Stazione Dopo numerosi giorni il Sentiero Italia torna a quote di pianura presso la città di Tirano con questa tappa lunga, di dislivello in salita intermedio e dislivello notevole in discesa. Da Prato Valentino si segue il tracciato delle piste sciistiche verso monte dirigendosi poi ad arco verso il Monte Cancano a 2435 metri di quota. Dopo un tratto che costeggia il confine con la Svizzera dalla Borgata di Lughina il percorso prende a scendere con decisione seguendo alcuni tratti di strada carrozzabile fino a Tirano, capolinea italiano della famosa Ferrovia del Bernina che collega la Valtellina con Saint Moritz.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D30N Tirano Stazione – Rifugio Schiazzera

Tirano Stazione – Rifugio Schiazzera Questa tappa è caratterizzata da un dislivello notevolissimo che sfiora i 2000 metri positivi. Dalla città di Tirano si segue inizialmente la vecchia mulattiera che porta alla Frazione di Roncaiola passando tra gli ultimi vigneti del versante Retico della Valtellina. Dopo la frazione il percorso segue prima un ripido sentiero poi una mulattiera fino alla località Pradentia, per scendere poi leggermente verso est passando per la località Pra Baruzzo. Si risale lungo i fianchi del Monte Masuccio, prima lungo una pista forestale alla località Sovo, per poi imboccare un sentiero che, con un’ultima ripida scalinata per superare un bastione roccioso, arriva al Rifugio Schiazzera, ex caserma della Guardia di Finanza che ci ricorda il periodo del contrabbando con la confinante Svizzera.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D31N Rifugio Schiazzera – Malghera

Rifugio Schiazzera – Malghera Dai versanti che dominano la Valtellina ci si sposta nell’isolata Val Grosina con una tappa di media lunghezza e dislivello ridotto. Dal Rifugio Schiazzera seguendo la Mulattiera Militare della Iͣ Guerra Mondiale si sale al freddissimo Lago Schiazzera sempre seguendo la Mulattiera si prosegue verso est in leggera discesa passando per Alpe Salina, fino ai versanti che si affacciano sulla Val Grosina Occidentale.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D32N Malghera

Malghera – Rifugio Federico in Dosdè Una tappa piuttosto lunga con dislivello complessivamente elevato porta il Sentiero Italia in alta Valtellina nell’incantata Val Viola. Poco dopo aver lasciato il Rifugio Malghera il sentiero procede in ripida salita passando dal Bivacco Pian del Lago e proseguendo fino al Passo di Vermolera a 2732 metri di quota. Segue una ripida discesa fino ai Laghi di Tres dove si ricomincia a salire passando dal Lago Nero fino alla Capanna Dosde’ a 2824 metri sul livello del mare. La seconda ripida discesa di giornata porta velocemente nel fondo dell’omonima valle dove oltrepassato un piccolo ponticello si giunge all’accogliente Rifugio Federico In Dosde’.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D33N Rifugio Federico in Dosdè – Livigno

Rifugio Federico in Dosdè – Livigno Con questa tappa discretamente lunga e caratterizzata da dislivello medio, si lascia la tranquilla Val Viola per raggiungere la turistica valle di Livigno. Dal rifugio Federico in Dosde’ si percorre una breve risalita al Rifugio Val Viola, adagiato sulla riva di alcuni placidi laghetti. Lasciato il Rifugio Viola, si percorre il sentiero in discesa che segue il versante sinistro idrografico della valle costeggiando il Lago della Val Viola e superando alcuni alpeggi fino a raggiungere il Torrente Minestra dove si svolta in direzione nord salendo al Passo delle Mine a 2804 metri di quota. Da qui inizia una lunga discesa fino alla Frazione Tresenda di Livigno dove si segue il sentiero a mezzacosta che segue la valle sulla destra idrografica fino all’abitato di Livigno.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D34N Livigno – Loc. Teola – Rifugio Monte alle Scala

Livigno – Loc. Teola – Rifugio Monte alle Scale (Cancano) Un’altra tappa lunga, ma dal dislivello ridotto che unisce due importanti bacini per la produzione di energia idroelettrica: il Lago di Livigno e il Lago di Cancano. Raggiunto il Lago di Livigno ne si percorre il lato orientale fino al ponte sul Torrente Vallaccia che si attraversa prima di imboccare il sentiero che ne risale il ripido vallone fino al Passo di Alpisella a quota 2268 metri sul livello del mare. In discesa si raggiunge la sorgente del Fiume Adda e il Lago di San Giacomo di Fraele di cui si percorre la riva destra idrografica fino alla diga che lo separa dal Lago di Cancano fino alla diga nei cui pressi sorge il Rifugio Monte alle Scale.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D35N Rifugio Monte alle Scale (Cancano) – Rifugio Campo

Rifugio Monte alle Scale (Cancano) – Rifugio Campo Si parte dal Ristoro Monte Scale con direzione la diga di Cancano. Attraversato l’impressionante muro di contenimento, si prosegue in direzione dell’Alpe Solena e poi si scende lungo la carrozzabile sino alla Malga di Boscopiano. Da qui si risale e dopo un tratto lungo la SS 38 dello Stelvio si giunge in Loc. Bagni Vecchi da dove inizia un tranquillo sentiero panoramico, chiamato localmente “Pedemontana della Reit”. Proseguendo si arriva sino in loc. Fantelle , da cui parte il sentiero verso la Val Zebrù che vi porterà alla meta Rifugio Campo.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D36N Rifugio Campo – Rifugio Branca

Rifugio Campo – Rifugio Branca Si parte dal Rifugio Campo (m. 2000) seguendo le indicazioni per la Baita del Pastore, lasciandoci alle spalle verdi prati adibiti al pascolo e le ultime baite caratteristiche della Val Zebru’. Giunti alla Baita (punto acqua con area picnic) il sentiero si dirama. Dirigendosi a sinistra, la strada prosegue verso il Rifugio Quinto Alpini (m. 2877), storico rifugio del Cai Milano. Situato su uno sperone di roccia alle pendici del ghiacciaio dello Zebru’, il rifugio e’ meta e base d’appoggio per escursionisti, alpinisti e punto di accoglienza del Sentiero Italia. Dirigendosi invece a destra e seguendo i cartelli che indicano il Passo Zebru’ si sale dolcemente lungo il sentiero che, attraversando numerosi ruscelli, abbandona i verdi prati per un paesaggio piu’ brullo e sassoso. Un breve tratto di gradoni rocciosi si supera con l’aiuto di corde metalliche per proseguire poi su sentiero meno pendente, che puo’ presentarsi innevato anche per una parte della stagione estiva. Giunti al Passo Zebru’ (m. 3010), il panorama si estende dal Gran Zebru’ (m. 3857) al ghiacciaio dei Forni fino alle Tredici cime. Si prosegue in discesa verso la Val Cedec; prima in direzione del Rifugio Pizzini (m. 2.706) e poi attraversando il torrente lungo il sentiero che in leggera discesa porta al Rifugio Branca (m. 2493).

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Sentiero Italia CAI Lombardia D37N Rifugio Branca – Passo di Gavia

Rifugio Branca – Passo di Gavia Dopo una lunga serie di tappe lunghe e di dislivello elevato, la penultima in terra lombarda si presenta di lunghezza e dislivello intermedi. Dal Rifugio Branca si scende in direzione di Santa Caterina Valfurva in sinistra orografica passando per la Malga Salettina , poco distante dal Rifugio albergo Forni, per poi proseguire sul sentiero S525 fino al bivio per il Rifugio Stella Alpina. Da qui si prosegue sempre sul sentiero S525 che sale alla cima del Dosso Tresero, evitando di scendere a valle lungo la strada. Si svolta decisamente verso sud lungo il vallone che conduce prima al Rifugio Berni e proseguendo lungo la strada statale per arrivare al Passo Gavia ed al Rifugio Bonetta. Prossimamente verrà realizzato il sentiero che collega il Rifugio Berni con il Passo Gavia passando in destra orografica del Lago Bianco.

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Sentiero Italia CAI Lombardia D38N Passo di Gavia – Rifugio Angelino Bozzi al Montozzo

Passo di Gavia – Rifugio Angelino Bozzi al Montozzo Dal rif. Berni si continua lungo la carrozzabile del Passo Gavia (rif. Bonetta). Qui ci si inserisce sull’Alta Via Camuna e si sale alla Bocchetta del Corno dei Tre Signori, prima su sentiero, poi sulla morena del ghiacciaio ricoperto da detriti, infine per un ripido pendio roccioso attrezzato con catene. Sull’opposto versante si scende (catene solo nel primo tratto) ai laghi di Ercavallo dove si imbocca la larga mulattiera di guerra che taglia in costa la Val di Viso e porta al dosso su cui sorgono ruderi della Grande Guerra e il rif. Bozzi, nei pressi del laghetto del Montozzo.

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