Appia Regina Viarum
4° Tappa

Terracina Sembra che la città sia entrata nell’orbita romana già alla fine del VI secolo a.C.: secondo Tito Livio, infatti, il re etrusco di Roma, Tarquinio il Superbo (VI sec. a C.) avrebbe inviato coloni a Signia e a Circeii, perché fossero di presidio sulla terra e sul mare. Terracina viene successivamente menzionata nel primo trattato tra Roma e Cartagine, tradizionalmente datato al primo anno della Repubblica romana (509 a.C.).

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4° Tappa

Appia Regina Viarum
3° Tappa

Borgo Faiti A partire dal primissimo Medioevo il territorio era stato sostanzialmente disabitato: i resti del villaggio di Forum Appii furono individuati e riscoperti solo a seguito dei falliti tentativi di bonifica del XVIII secolo, voluti da papa Pio VI, ed insieme ad essi fu riscoperto l’originario tracciato della Via Appia Antica fino ad allora sconosciuto per ciò che riguardava l’area pontina.

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3° Tappa

Appia Regina Viarum
2° Tappa

Albano Laziale, come dimostrato da alcune evidenze scoperte (Montagnano, Colle Cappuccino, nei pressi dell’omonimo lago ecc.), fu frequentata già in tempi remoti. A parte la leggenda su Ascanio e presenze dell’epoca del bronzo (villaggio palafitticolo delle Macine) può ritenersi che intorno all’VIII secolo a.C. iniziarono a stabilirsi diversi nuclei meglio organizzati e, fra l’altro, furono creati un villaggio principale che è ricordato come Alba Longa, un luogo di culto (Mons Albanus con il santuario Iuppiter Latiaris) e la sede politica (Lucus Ferentinae) .

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2° Tappa

Appia Regina Viarum
1° Tappa

La realizzazione della via Appia fu intrapresa nel 312 a.C. in un momento cruciale della storia di Roma, nel pieno della seconda guerra sannitica, che aveva visto i Romani subire l’onta delle forche caudine (321 a.C.). Ebbe il nome dal suo ideatore il censore Appio Claudio detto il Cieco, illuminato e ambizioso amministratore della cosa pubblica e tra i sostenitori dell’espansione del dominio romano nelle regioni meridionali. Egli concepì il progetto di collegare con un percorso veloce Roma con Capua (Santa Maria Capua Vetere), al fine di consentire rapidi spostamenti di truppe armate proprio nel cuore dei territori popolati dalle genti di lingua osca.

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1° Tappa

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
Hiking da Arischia alla fonte Ovindoli e a Sant’Antonino

Dalla piazza della chiesa di Arischia (842 metri) si segue Via Collebrincioni, che tocca le scuole e un giardinetto e raggiunge il centro antico del paese. Si va a destra per Via II Crescenzi e poi a destra per Via Nocicchia. Al successivo incrocio si va per pochi metri a sinistra e poi ri riprende a salire per Via I Palazzo, passando accanto al convento di Sant’Angelo e uscendo dall’abitato. Superata una rampa verso sinistra si torna a destra entrando nei calanchi e nei rimboschimenti a pino nero e sbuca sulla statale 80 (974 metri) sulla sinistra di un vallone.

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Hiking da Arischia alla fonte Ovindoli e a Sant’Antonino

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
Hiking attraverso le Gole del Salinello

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga – Lo si attraversa e si continua sulla destra orografica, nel bosco, con percorso di grande suggestione, fino a raggiungere la seconda strettoia della forra, che si attraversa costeggiando degli speroni verticali e traversando più volte il ruscello.
Dove la forra si allarga si traversa ancora il Salinello e si sale verso destra, tagliando un ghiaione e incrociando il vallone della Vroga della Caccia, fino a incontrare il sentiero alto (777 metri, 1 ora) che taglia ai piedi della Montagna dei Fiori. Prima del bivio, sulla destra, un sentiero non segnato che si dirige verso alcune guglie rocciose e poi scende obliquamente all’eremo di San Francesco alle Scalelle (675 metri, 0.30 ore a/r).
Si continua per la vecchia mulattiera da Ripe a Macchia da Sole. Il tracciato corre quasi in piano a mezza costa, si affaccia sul Fosso del Lago, lo attraversa (847 metri) e raggiunge una sella (945 metri) con tavoli da pic nic.

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Hiking attraverso le Gole del Salinello

Caramanico Terme
Pescara, ABRUZZO

Nel cuore del Parco Nazionale della Majella terra di benessere, tra natura, terme, cultura e tradizioni …Caramanico Terme, dove natura e salute convivono in perfetta sintonia, è un piccolo ma suggestivo borgo medievale a 650 metri di altitudine nel cuore del Parco Nazionale della Majella (Abruzzo). Le preziose sorgenti solfuree ed oligominerali, dal 1576, fanno di Caramanico Terme uno fra i più esclusivi luoghi dedicati al benessere e alla salute svolgendo una importante attività di prevenzione, cura e riabilitazione. Il clima favorevole, grazie alla vicinanza con il mare, l´ottima ossigenazione e la particolare collocazione geografica permettono di trascorrere una vacanza all´insegna del relax favorendo il benessere fisico.

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Pescara, ABRUZZO

Il cammino di celestino
Parco della Majella

Celestino V e l’Abruzzo. E’ innegabile che la figura del povero eremita Pietro da Morrone che, sul finire del 1200 divenne Papa con il nome di Celestino V, appartiene, con tutta la sua vicenda umana e religiosa, al patrimonio identitario di tutti noi abruzzesi. Il fresco riconoscimento da parte dell’UNESCO della Perdonanza Celestiniana quale Patrimonio immateriale dell’Umanità accresce ulteriormente la nostra responsabilità nel coltivare degnamente la memoria di questo grande personaggio che si distinse in vita per scelte difficili e spesso innovative per i dettami della Chiesa dell’epoca.Il Cammino è Lungo complessivamente 90 km. suddivisi in 6 tappe.

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Parco della Majella