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La storia della viticoltura in Sardegna

Secondo studi e ricerche archeologiche, la vite e il vino sono presenti in Sardegna da circa 5.000 anni, anche se i reperti ritrovati farebbero ritenere che la vite sia stata introdotta in Sardegna dai Fenici, durante il periodo nel quale occuparono l’isola. Secondo lo storiografo romano Lucio Giunio Moderato Columella esistono infatti riscontri storici sull’esistenza del vino già nella città Tharros, l’antico centro punico-romano di cui oggi restano le vestigia.

A causa della sua strategica posizione geografica la Sardegna è stata nel corso dei secoli oggetto di conquiste da parte anche dei Cartaginesi, Romani, Arabi, Aragonesi, Genovesi, Pisani e infine dei Piemontesi. La viticoltura e la produzione del vino ha fortemente risentito delle tradizioni e delle culture di questi diversi popoli, tra periodi di declino e altri di autentico splendore.

Vini di Sardegna
CAGLIARI DOP
Il Malvasia (titolo alcolometrico volumico totale minimo 14% vol.) è paglierino e tende al dorato. Odore intenso, delicato; sapore dal secco al dolce. Nella versione …
Vini di Sardegna
CANNONAU DI SARDEGNA DOP
Il Cannonau Rosso ha una caratteristica tonalità rubino, che tende al granato nella versione Riserva. L’odore è gradevole e si abbina ad un sapore sapido. …
Vini di Sardegna
VERMENTINO DI GALLURA DOP
Il Vermentino di Gallura (titolo alcolometrico volumico totale minimo 12% vol.) e le sue varianti Superiore e Vendemmia tardiva (13% vol.) hanno caratteri organolettici analoghi. …

Agli Aragonesi si debbono l’introduzione di nuove e fondamentali tecniche viticolturali ed enologiche e di nuove varietà di uva, ancora oggi presenti in Sardegna dove svolgono ancora un importante ruolo. Alcune delle più note uve della Sardegna come il Cannonau e il Carignano sono state introdotte dagli Spagnoli. Nel tardo 1700 i vini della Sardegna, quali il Cannonau di Nuoro, il Vermentino di Gallura, la Vernaccia di Oristano, la Malvasia di Bosa, il Monica passito, il Girò, il Moscato e il Nasco cominciarono a divenire conosciuti fuori dai confini della regione.

Lo sviluppo dell’enologia di Sardegna si arrestò con l’arrivo della fillossera, alla fine del 1800, dalla quale si salvarono solamente le vigne piantate in terreni sabbiosi. Solo all’inizio degli anni 1950, grazie alla nascita di innumerevoli cantine sociali, la viticoltura riprese piede in regione, anche se in questo periodo la produzione era concentrata sulla quantità, in particolare per i vini rossi colorati e concentrati, con altra gradazione alcolica e spesso usati per il taglio di altri vini. L’arrivo della produzione di qualità, qui  come in altre regioni d’Italia, ha permesso ai vini della Sardegna di raggiungere i grandi livelli di eccellenza dei giorni d’oggi.