PAT Gastronomia Regione EMILIA ROMAGNA

Elenco Nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali (PAT)

La gastronomia PAT dell’Emilia Romagna

Gastronomia

Agnello con piselli alla romagnola, agnël cun i bşarël a la rumagnöla PAT Emilia Romagna

Piatto a base di agnello, pisellini freschi, lardo o pancetta, salsa di pomodoro. In una casseruola (meglio se di terracotta), rosolate nel burro il pesto di lardo; calate i pezzi di agnello e, mescolandoli spesso, dorateli uniformemente; versate quindi la salsa di pomodoro, regolate di sale e pepe e lasciate cuocere (sobbollire) adagio. Dopo circa un’ora aggiungete i pisellini e terminate la cottura. E’ importante che il sugo non asciughi troppo; altrimenti conviene bagnare con poco brodo o acqua tiepida. Servite l’agnello caldissimo, con il macinino del pepe a disposizione.

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Anguilla in umido PAT Emilia Romagna

Piatto a base di anguilla cucinata con burro, olio, cipolla, pepe, noce moscata, farina, sedano, aglio, prezzemolo, alloro, salvia, poco pomodoro, un bicchiere di vino bianco secco. Si pulisce l’anguilla strofinandola energicamente con cenere di legna, quindi si apre, si toglie la testa e le interiora, si lava in acqua corrente e si taglia a tronchetti di 6- 7 centimetri, si scola e asciuga con uno strofinaccio. Si prepara il soffritto con poco burro, olio, cipolla tritata, pepe e noce moscata in cui si metteranno i tronchetti di anguilla infarinata; quando prenderanno colore si unisce un trito di sedano, aglio, prezzemolo, una foglia di salvia e una di alloro. In seguito si aggiunge poco pomodoro e un bicchiere di vini bianco secco. Quando l’intingolo è ridotto si lascia cuocere a fuoco lento coprendo il tegame. Si può gustare presso le cucine di gastronomie, ristoranti e agriturismi.

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Arbata, la polenta con cotenna e cavolo nero PAT Emilia Romagna

L’arbata, la polenta con cotenna e il cavolo nero rappresentano un piatto sostanzioso e tipico della cucina tradizionale italiana, in particolare delle zone settentrionali come la Lombardia e la Veneto. Questi ingredienti sono spesso associati alle cucine contadine e montane, ricche di sapori genuini e ingredienti locali.

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Arrosto di maiale alla reggiana PAT Emilia Romagna

Ottenuta da arista di maiale macerata con aromi vari e successivamente cotta arrosto. Con uno spago da cucina legare strettamente la carne dandole una forma allungata. In un tegame (non di smalto) versare un bicchiere di olio, unire un rametto di rosmarino, uno spicchio o due di aglio, alcune bacche di ginepro, sale, pepe e un cucchiaino di aceto: porvi la carne e lasciarla in infusione per 24 ore rigirandola sovente. Trascorso questo tempo coprirla di latte, mettere il recipiente sul fuoco e far cuocere lentamente l’arista per un’ora, aumentare quindi il fuoco per farla colorire da tute le parti.

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Arrosto ripieno PAT Emilia Romagna

Carne ripiena di frittata e bietole. Con uova, un po’ di formaggio e sale preparare una sottile frittata. Mondare e lavare accuratamente gli spinaci, cuocerli con la sola acqua rimasta loro aderente dal lavaggio, poi strizzarli e farli insaporire con un pezzetto di burro, formaggio parmigiano reggiano e sale. Stendere sul tagliere la fetta di vitello, coprirla con la pancetta, porre su questa la fritta e stender su di essa gli spinaci, lasciando un largo bordo libero. Arrotolare la carne su sé stessa e cucirla con un grosso ago e un filo incolore cercando di non fare uscire il composto; legarla poi come un normale polpettone. Porre la carne in una casseruola su di un fondo di burro e olio, salarla, peparla e lasciarla rosolare, rivoltandola delicatamente fino a quando avrà acquistato la crosticina dorata.

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Baccalà con i porri PAT Emilia Romagna

Piatto realizzato con il baccalà ed i porri A pezzi, il baccalà si fa inizialmente rosolare nel grasso (o nell’olio); poi si lascia parcheggiare in un piatto, mentre nel sugo prodotto si mette a frignare il porro tritato. Si aggiungono pomodori (o conserva).

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Baccalà in gratella PAT Emilia Romagna

Baccalà, olio, rosmarino. Anche qui le varianti sono varie, tra le più semplici si riporta la ricetta: Si tiene il baccalà a bagno per 3-4 giorni, cambiando spesso l’acqua. Sgocciolarlo e condirlo con aglio e rosmarino tritati, metà olio, pepe e poco sale, poi cuocere per circa 20 minuti sulla griglia. Prima di servire condirlo con il rimanente olio.

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Baccalà in umido PAT Emilia Romagna

Baccalà fritto e successivamente cotto in umido con aggiunta di pomodoro. Il baccalà già ammollato e tagliatelo a pezzi viene passato appena nella farina e fritto in abbondante olio bollente. Scolato su fogli di carta assorbente e salato. Si fa soffriggere in un tegame piuttosto grande 2 spicchi d’aglio in ½ bicchiere d’olio: quando l’aglio comincerà a dorarsi aggiungere 500 g di pomodori freschi, spellati e privati dei semi e, dopo pochi minuti, i pezzi di baccalà. Salare e lasciare cuocere a fuoco basso per circa ¾ d’ora.. Ultimate con del prezzemolo tritato e 1 macinata di pepe. Volendo ottenere un piatto più leggero, anche se meno saporito, eliminate la frittura del baccalà e unitelo al pomodoro ancora crudo. 

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Barzigole, barzègli o bistregli PAT Emilia Romagna

L’esigenza di conservare la carne per lunghi periodi ha dato origine a svariati tagli di pecora “sotto sale”: le barzigole erano in origine uno di questi tagli, caratterizzato da una forte salatura, che garantiva la conservazione prolungata. Attualmente, sono un prodotto fresco, marinato per 12-36 ore con sale, rosmarino e aglio (qualcuno aggiunge anche pepe, salvia, alloro e vino bianco), da conservare refrigerato e consumare previa cottura. Il sale è poco, il sapore finale gradevole e non particolarmente “di pecora”. Originariamente la conservazione avveniva in orci di terracotta o damigiane a collo largo e poteva protrarsi per alcuni mesi, originando un prodotto decisamente saporito.

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Calzagatti PAT Emilia Romagna

Polenta e fagioli, grandissima risorsa quando la fame si faceva sentire. I modenesi unirono le due componenti,  due cibi economici diventarono un piatto assai semplice, nutriente e saporito. Ma, come spesso accade, c’è anche una leggenda all’origine del piatto e del suo nome: pare sia nato tutto per caso, mentre una “arzdora” stava preparando della polenta e, a parte, dei fagioli. Al momento di portarli in tavola, inciampò sul gatto accovacciato sul pavimento e i fagioli finirono dentro il paiolo della polenta. Il gatto, terrorizzato, scappò a gambe levate e questo spiegherebbe il nome “calzagatti”, e cioè che caccia via i gatti.

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Cardi in umido PAT Emilia Romagna

Cardo fresco cotto in salsa di pomodoro. Dopo aver ripulito i cardi delle punte, dei filamenti e del torsolo, si tagliano le costole a pezzi di 4-5 cm e si immergono in acqua acidulata con succo di limone, così non anneriscono. In una casseruola (preferibilmente di coccio) ampia, soffriggere il pesto di lardo, al quale aggiungere i pezzi di cardo; versare la salsa di pomodoro, aggiungere poca acqua tiepida, regolare di sale e pepe, incoperchiare e lasciate cuocere, adagio, per circa un’ora e mezza. Servire i cardi ancora fumanti.

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Cavolfiore all’uso di Romagna PAT Emilia Romagna

Ortaggio cucinato con aggiunta di aglio, prezzemolo, pomodoro. “Dividete una grossa palla di cavolfiore, o due se sono piccole, in spicchiettini che laverete; e così crudi, senza asciugarli, cuoceteli in questo modo: ponete al fuoco un battuto proporzionato di aglio,  prezzemolo e olio, e quando sarà rosolato fermatelo con un gocciolo d’acqua. Gettateci allora il cavolfiore condendolo con sale e pepe e quando avrà assorbito il battuto tiratelo a cottura mediante conserva di pomodoro sciolta nell’acqua calda. Dategli grazia e più sapore col parmigiano quando lo mandate in tavola, ove può servir per contorno al lesso, a un umido o ad un cotechino”.

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Cavoli ripieni PAT Emilia Romagna

Un piccolo cavolo nostrano, pane e formaggio grattugiati, carne lessa tritata, olio, burro, uova, sale, pepe. Si fa cuocere al dente, in acqua salata, un piccolo cavolo, si scola, si allargano le foglie centrali e nell’ interno si mette il ripieno fatto con pane, un pizzico di sale, pepe, formaggio, carne lessa tritata e 2 o 3 uova. Una volta ricomposto il cavolo lo si lega con un filo affinché il ripieno non si spanda e si fa rosolare con olio e burro in una terrina fino a quando non sarà ben colorito.

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Cipolle ripiene di magro PAT Emilia Romagna

Timballo a base di cipolle, uva passa e pinoli. Si lessano le cipolle e si riempiono le singole squame con cipolla trita e fritta in olio, a cui si aggiungono aceto, zucchero, pinelle (pinoli). Segue quindi una cottura con sopra un “testo” (coperchio di terracotta)caldo.

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Coniglio arrosto alla reggiana PAT Emilia Romagna

Se scorriamo le pagine della gastronomia italiana, nei grandi pranzi aristocratici il coniglio non figurava mai perché ritenuto carne inferiore di fronte a quella di altri animali più pregiati. Il coniglio arrosto appartiene al filone della cucina tradizionale reggiana. Nelle campagne, la “conigliera” era ed era accudita dalle donne che , un tempo, la alimentavano con poca spesa (“romel” ed erba). Ne ricavavano guadagni per le loro spese voluttuarie e, le più giovani, soldi da mettere da parte per la dote.

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Coniglio in umido o alla cacciatora PAT Emilia Romagna

Coniglio cotto con  aromi vari, cipolla, pomodoro e vino bianco. Si pulisce bene il coniglio, si vuota, si taglia a piccoli pezzi, si lascia a bagno in acqua fredda e un po’ di aceto per alcune ore, si asciuga bene, si rosola in un tegame di terracotta con strutto o poco olio, sale, pepe abbondante, aglio tritato e un mazzetto di odori (rosmarino, salvia e alloro). Rosolato che sia, si bagna col vino e si porta a cottura a fiamma bassissima e a tegame coperto.

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Cotenna e ceci PAT Emilia Romagna

Piatto a base di ceci, bicarbonato, sale, cotenne, puntine di costine di maiale, burro, olio, funghi, acqua. Si mettono a bagno i ceci con il bicarbonato e il sale per 24 ore, si scolano e si versano in una pentola coperti da quattro dita d’acqua, cotenne e alcune puntine (non scheggiate) di costine e si cuoce a fuoco lento.

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Dolce e brusco PAT Emilia Romagna

Carne di pollo trattata con: zucchero, aceto, uva passa, acqua, strutto, olio, cipolla, pane grattugiato. Si fa lessare mezzo pollo, a un terzo della cottura, si taglia a pezzetti e si pone con un intingolo preparato con strutto, olio e una cipolla tritata. Si fa rosolare il tutto rimescolando e aggiungendo un grosso bicchiere riempito per tre quarti di acqua e una di aceto, alcuni cucchiai di zucchero e l’uvetta rinvenuta in acqua. Si lascia bollire lentamente e prima di togliere dal fuoco si aggiunge pan grattato badando che il liquido non venga completamente assorbito.

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Fagioli in giubalunga PAT Emilia Romagna

Piatto a base di fagioli, ciavàr, salsiccia matta, cotiche, pancetta, costoline, cotechino. Ammollare i fagioli per una notte, metterli in una pentola con 2 litri di acqua fredda e farli cuocere a calore moderato. In una casseruola soffriggere la cipolla tritata in maniera grossolana e uno spicchio d’aglio, appena la cipolla è dorata aggiungere la carne di maiale e far rosolare con cura. A metà cottura sfumare con il vino bianco poi aggiungere la salvia e il rosmarino. A cottura quasi ultimata aggiungere i fagioli cotti in precedenza, poco dopo aggiungervi la passata di pomodoro e far bollire piano per circa un’ora. Il piatto così è pronto, il consiglio è di mangiarlo con il pane montanaro insipido o eventualmente con pane abbrustolito.

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Faraona alla creta PAT Emilia Romagna

Una faraona, burro, sale, pepe, rosmarino, salvia, origano, creta. Dopo aver pulito la faraona, la si unge all’interno, si prepara un letto di creta morbida disponendovi sopra rametti di rosmarino, foglie di salvia e origano in polvere. Dopo aver avvolto la faraona in carta oleata la si copre con la creta e si mette in forno. A cottura terminata si spacca la creta, si toglie la carta e si serve.

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Fegatelli di maiale PAT Emilia Romagna

Fegato di maiale tagliato a tocchetti, cotto e conservato in barattoli di vetro o terracotta, ricoperto di strutto. Si taglia il fegato a tocchetti, che vengono cosparsi abbondantemente di sale e pepe e avvolti uno ad uno nella rete di maiale (che sarà stata preventivamente tenuta a bagno in acqua fredda per renderla più morbida) in modo da essere completamente ricoperti. Successivamente si preparano degli spiedini infilzando in un rametto di alloro i tocchetti di fegato alternandoli alle foglie di alloro.

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Funghi ovuli ripieni PAT Emilia Romagna

Funghi ovuli, olio, pangrattato, formaggio grattugiato, carne tritata, uova Si puliscono i cappelli di alcuni ovuli, non troppo maturi, con uno straccetto bianco inumidito, si riempiono le cavità con il ripieno fatto di pangrattato, parmigiano, carne trita e uova. Si procede poi alla cottura in tegame.

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Imbalsadura, minestra in brodo con piselli, pancetta e pomodoro PAT Emilia Romagna

Minestra a base di piselli, legumi, pomodoro, aglio, prezzemolo, pancetta, sale, pepe, brodo di manzo e parmigiano reggiano. Preparare una “pisteda” di cipolla, pancetta, sale e pepe. Fare rosolare indi aggiungere i piselli e fagioli freschi sgusciati. Aggiungere un po’ di burro e 2-3 cucchiaiate di pomodoro fresco o di conserva fatta in casa, ricoprire con acqua calda e far cuocere per un’ora. A parte tritare aglio e prezzemolo aggiungendolo al resto a fine cottura. Riscaldare un buon brodo di manzo e prima di cuocervi i maltagliati, aggiungere alcune cucchiaiate del composto. Cotta la pasta, versarla nei piatti con l’imbalsadura solo al centro. Spolverare di parmigiano reggiano.

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Insalata rustica PAT Emilia Romagna

Piatto a base di peperoni, cipolla, pomodori. Per il condimento: olio, burro, sale, acqua. In una padella di rame si fa appassire una cipolla tagliata sottile con olio e burro, si aggiunge il peperone lavato e tagliato a bastoncini, si aggiungono i pomodori tagliuzzati, si cuoce per circa 20 minuti a coperchio chiuso e mescolare di tanti in tanto.

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Lasche del Po in carpione PAT Emilia Romagna

Lasche del Po, olio, aceto bianco di vino, acqua, cipolla, aglio, prezzemolo. Si puliscono i pesci in acqua corrente, si asciugano in una tela. Dopo averli fatti friggere si dispongono in una terrina alternando i pesci ad una manciata di prezzemolo e cipolla tritati. Si copre il tutto con una salsa di cipolle tiepida.

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Lepre alla piacentina PAT Emilia Romagna

Lepre, lardo, burro, un cucchiaio di olio di oliva, coste di sedano, cipolle, carote, prezzemolo, salvia, basilico, timo, alloro, rosmarino, aglio, bacche di ginepro, grani di pepe nero, salsa di pomodoro, vino robusto (tipo barbera), sale, pepe.

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Lesso di carni PAT Emilia Romagna

Piatto costituito da diversi tipi di carni bollite: lingua di manzo, gallina intera, spalla di  manzo, testina di vitello. Le carni consigliate per questo piatto sono: lingua di manzo, una gallina intera, un pezzo di manzo (spalla) un pezzo di testina di vitello. Se si desidera un buon lesso, mettere in una pentola di acqua calda le carni scelte e aggiungere: una carota, una costa di sedano, qualche foglia di prezzemolo, una foglia di cipolla. Salare e fare cuocere lentamente. Nel piatto di portata insieme ai lessi sopra descritti compare anche il cotechino, lessato a parte ed affettato; nel periodo di Natale per una tavola più ricca e festosa, secondo la tradizione il cappone sostituisce la gallina.

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Lumache alla bobbiese PAT Emilia Romagna

Lumache, sedano, porri, carote, olio di oliva, burro, salsa di pomodoro, cipolla, sale. E’ necessario mettere le lumache a purgare in uno scatolone di cartone contenente della crusca e provvisto di coperchio bucherellato affinché passi l’aria, ma che impedisca alle lumache di uscire. Preparato il sugo con gli ingredienti specifici, si incorporano le lumache per la cottura.

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Lumache fritte PAT Emilia Romagna

Lumache, strutto, aglio, salvia aceto. Finita la spurgatura, lavate bene le lumache in acqua fredda, poi mettetele a bollire per circa un’ora, in modo da poter togliere facilmente il guscio aiutandovi con una forchetta. Dopo aver tolto guscio e intestino mettete ciò che resta delle lumache in acqua con aceto e sale, poi scolatele bene. Tritate e infarinate il mollusco; poi mettetelo in padella con lo strutto. A metà cottura aggiungete uno spicchio d’aglio e qualche foglia di salvia. Prima di servirle in tavola conditele con un po’ di sale e pepe.

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Lumache in umido PAT Emilia Romagna

Piatto a base di lumache, finocchio selvatico, conserva di pomodoro, aglio, lardo. Appena avranno finito di spurgare mettete le lumache in un tegame con aceto e sale e mescolate per circa dieci minuti. Perderanno ancora la sostanza vischiosa. Risciacquatele in acqua fredda e mettetele sul fuoco per farle bollire almeno 20 minuti. Toglietele dal fuoco e lavatele ancora in acqua tiepida. A parte mettete in una pentola: olio, lardo aglio, finocchio selvatico e un po’ di salvia tritati. Quando l’aglio è rosolato aggiungete le lumache, sale, pepe finocchio selvatico a pezzi e tre agli freschi tagliati a pezzi, fate cuocere a fuoco lento per un quarto d’ora. Poi aggiungete pomodori freschi a pezzi e versate acqua tiepida in modo da coprire tutte le lumache.

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Merluzzo in umido PAT Emilia Romagna

Piatto a base di merluzzo, olio, burro, cipolla, aglio, prezzemolo, salsa di pomodoro, patate, acqua. Si tolgono le pinne e la coda al merluzzo salato, lo si mette a bagno per 24 ore nell’acqua che andrà spesso rinnovata. Quindi si sgocciola e si taglia in pezzi piuttosto grossi. Si fa quindi rosolare in tegame assieme al battuto di cipolla, aglio, prezzemolo, olio, burro. Si aggiunge poi la salsa di pomodoro e per ultime le patate.

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Minestra con punta di asparagi PAT Emilia Romagna

Minestra a base di brodo di carne e giovani aspargi. Preparare un buon brodo di carne. Fare un soffritto a base di cipolla, burro sale e pepe. Imbiondita la cipolla aggiungere acqua e , salsa di pomodoro e le punte degli aspargi già mondate. Incoperchiare e cuocere a fuoco moderato. Portato a bollore il brodo, incorporarvi il riso; a cottura aggiungere il soffritto.

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Ossobuco PAT Emilia Romagna

Ossobuco, sedano, carote, cipolla, prezzemolo, olio extra vergine di oliva, salsa di pomodoro. In una casseruola, fate sciogliere il burro e mettete a rosolare il battuto di grasso di prosciutto e il trito di una cipolla, una carotina e un gambo di sedano. Quando il trito è appassito, aggiungete gli ossibuchi infarinati e lasciateli insaporire bene prima da un lato, poi dall’altro. Salate ed innaffiate con mezzo bicchiere di vino bianco; a sua evaporazione unite un cucchiaio di conserva di pomodoro diluita in mezzo bicchiere di acqua tiepida. Continuate la cottura a fuoco lento e se il fondo restringesse troppo, aggiungete poca acqua calda. Un minuto prima di ritirare la casseruola dal fuoco, cospargete gli ossibuchi con la buccia di mezzo limone grattugiata e un cucchiaino di prezzemolo tritato. Servite subito.

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Pan cott o zuppa di pane PAT Emilia Romagna

Pane raffermo condito con soffritto e ragù di carne. Preparare un soffritto con aglio, lardo, prezzemolo e farlo ben rosolare. A parte predisporre un ragù classico di carne. Tagliare a fette del pane casereccio raffermo e in una teglia alternare fette di pane, ragù, soffritto, per più strati. Spolverare ogni strato con abbondante parmigiano reggiano; infornare e gratinare.

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Pesce gatto in umido PAT Emilia Romagna

Piatto a base di pesce gatto. Pulire ed eviscerare i pesci, a cui avrete però lasciato le teste. Preparate un battuto con cipolla, prezzemolo e aglio, rosolateli bene con olio di oliva e aggiungete i pesci gatto precedentemente infarinati. Bagnate con un bicchiere di vino bianco ben secco, fatelo evaporare e portate a cottura con conserva di pomodoro fresco, nella misura di circa un cucchiaio per ogni pesce. Aggiustate di sale e pepe. Cuocete per circa un’ora a fuoco moderato e servite con polenta abbrustolita calda.

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Polenta condita PAT Emilia Romagna

Farina di mais, carne di manzo, acqua, sale, olio, burro, cipolla, salsa di pomodoro, pepe, formaggio grana padano. Per la preparazione della polenta è necessario utilizzare un paiolo, per la realizzazione della ricetta è sufficiente disporre di una normale attrezzatura da cucina.

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Polenta di farina di castagne PAT Emilia Romagna

Polenta a base di farina di castagne secche. Farina di castagne, acqua salata per la cottura. Cuocere la farina di castagne come una normale polenta. Al momento di condirla però dovrete avere un composto abbastanza sostenuto. Preparate il piatto di portata con la “pattona” questo è il suo nome dialettale, su cui avrete versato latte di pecora completamente scolato dal suo siero per circa cinque giorni.

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Pollo alla cacciatora PAT Emilia Romagna

Pollo ruspante, cipolla, pomodoro. Trinciate una grossa cipolla e lasciatela nell’acqua corrente per più di mezz’ora. Asciugatela e ponetela in padella con olio e lardo. Cotta che sia, mettetela da parte.Tagliate un pollastro in dieci pezzi circa, friggeteli nell’unto che resta e, rosolati, uniteci la cipolla. Condite con sale e pepe, e annaffiateli con mezzo bicchiere di vino rosso¹, insieme a pomodoro spezzettato. Fate cuocere il giusto (nel senso che, il giusto, ossia il pollastro, abbia, cuocendo, a dormire il sonno del medesimo), e servite.

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Punta di petto di vitello ripiena PAT Emilia Romagna

Preparato a base di carne di vitella, uova, pane grattugiato. Tagliere la punta di petto a metà aprendola a libro senza però dividerla e riempirla con una manciata di prezzemolo ben tritato, le uova intere, il Parmigiano ed il pangrattato, amalgamando bene con l’aiuto del latte. Cucire la punta con un filo da imbastire ed eventualmente legare con dello spago sottile. Potrete lessare la punta di petto in abbondante acqua salata e aromatizzata con tutti gli odori, oppure con altro manzo e carne mista, come per un normale brodo di carne. Lasciarla raffreddare dopo una cottura di circa due ore e tagliarla a fette non troppo sottili. Servirla con salsine tipiche della nostra cucina.

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Radicchi selvatici di campo con la pancetta PAT Emilia Romagna

Radicchi di campo selvatici, pancetta, aceto. Pulite e lavate abbondantemente i riccioni. A parte tagliate grossolanamente 100-150 gr.di pancetta e fatela soffriggere in un pentolino fino a che sarà di un bel colore biondo-rosato, abbassate la fiamma, che fino a quel momento avrete mantenuto sostenuta, e aggiungete 4 cucchiai da tavola di aceto, mescolate e gettate sui riccioni lasciati interi.

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Ragù alla romagnola PAT Emilia Romagna

Preparato a base di carne di manzo, carne di maiale, rigaglie di pollo, cipolla sedano e carota. Fate soffriggere nel burro un trito di cipolla, carota, sedano e pancetta tritata. Quando il soffritto comincerà a dorarsi unite la di polpa magra di manzo tagliata a dadini e fegatini di pollo anch’essi tagliuzzati. Le rigaglie di pollo possono arricchire o costituire da sole il fondamento di un buon ragù: rigaglie in senso lato, s’intende, comprendenti i fegatini, il collo, e’ maghèt, i bargigli e i “fagioli” se si tratta di un galletto. Lasciate rosolare per qualche minuto, bagnate con  vino rosso e lasciate evaporare. Quando il vino sarà completamente evaporato, unite pomodori freschi, spellati e privati dei semi, sale, pepe e 1 punta di noce moscata. Bagnare di tanto in tanto con qualche cucchiaio di brodo di carne e lasciate cuocere a fiamma bassa per circa 40 minuti.

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Risotto ai codini PAT Emilia Romagna

Il risotto ai codini è un piatto tipico della tradizione culinaria italiana, particolarmente diffuso in Emilia Romagna. Preparato con riso, brodo, e un condimento a base di codini di maiale o coda di rospo, questo piatto è amato per la sua cremosità e il suo sapore ricco e avvolgente

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Risotto con le poveracce PAT Emilia Romagna

Piatto a base di riso e vongole (poveracce). Lavate molto bene in acqua fresca “al purazi” (le poveracce) e mettetele in una pentola con un po’ d’acqua. Fatele cuocere sul fuoco finché non si aprono. A questo punto togliete i gusci e lavate le vongole nel loro brodo, dopo averlo passato per separarlo dalla sabbia che hanno lasciato le vongole. A parte fate un battuto con olio, burro, aglio, prezzemolo e cipolla. Fare soffriggere, unite della conserva di pomodoro e le vongole e fate bollire per circa dieci minuti, aggiungendo ogni tanto un po’ di brodo di vongole. Prendete ora un altro tegame e metteteci dentro un battuto di olio, burro, cipolla e quando il burro si sarà sciolto del tutto versate il riso e mischiate per un quarto d’ora. Quando vedrete il riso asciutto versate del vino bianco e due mestoli di acqua calda. Fate bollire a fuoco basso e coprite col coperchio. A metà cottura versate solo metà del sugo che avete preparato in precedenza e del brodo. Quando la cottura sarà terminata versate il riso nel piatto di portata e finite di condire con l’altra metà di sugo. Portate in tavola ben caldo.

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Salsa di prezzemolo PAT Emilia Romagna

Prezzemolo, aglio, tuorlo sodo, mollica di pane, aceto, olio, sale, pepe. Si tritano le foglie di prezzemolo con spicchi d’aglio, si unisce tuorlo d’uovo sodo, mollica di pane intrisa nell’aceto e strizzata, sale, pepe, olio e si amalgama il tutto.

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Salsa verde per bolliti PAT Emilia Romagna

La versione più “moderna” prevede: peperoni verdi in abbondanza, 2-3 carote, 1 bella cipolla, sedano e finocchio freschi, 2-3 spicchi d’aglio. Tritare finemente tutti gli ingredienti e condire con olio e sale. Serve da accompagnamento a carni o pesci lessi.

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Scàpa, mnufocc, menni PAT Emilia Romagna

E’ un derivato molto più “fluido” della polenta di castagne (da qui il nome skapa ossia “che scappa dal piatto”). Veniva, e viene consumata, dopo un parziale raffreddamento, o anche fredda, con il latte o la panna. Le materie prime sono costituite da: farina di castagne, acqua, latte e/o panna.

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Seppie con piselli PAT Emilia Romagna

Seppia, piselli, conserva di pomodoro, olio extravergine di oliva, aglio, cipolla, prezzemolo, sale e pepe. Eliminate l’osso interno delle seppie. Asportate, se ancora presente, la sacca dell’inchiostro, gli occhi e il becco che si trova fra i tentacoli. Lavate le seppie e tagliatele a striscioline. Fate rosolare la cipolla e l’aglio con un po’ di olio; unite poco sale e versatevi le seppie tagliate; lasciate cuocere 5 minuti, bagnate con il vino bianco e fatelo evaporare. Unite a questo punto i pomodori, incoperchiate e abbassate la fiamma. Dopo 25 minuti aggiungete alla preparazione i piselli scottati per 3 minuti in acqua bollente salata. Continuate la cottura ancora per 15 minuti, aggiungendo acqua calda, se necessario. Regolate di sale e pepe, spolverizzate di prezzemolo e servite.

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Spaghetti con le poveracce PAT Emilia Romagna

Spaghetti, poveracce, aglio, olio, prezzemolo. Anche per la preparazione di questo piatto esistono “piccole variazioni sul tema” rispetto alla disponibilità degli ingredienti. Prendete due chili di poveracce fresche. Apritele con il calore del fuoco, dopo averle sciacquate in acqua corrente. Poi estraete i frutti e lavateli nella loro acqua per togliere anche gli ultimi granelli di sabbia. Dopo aver messo l’acqua del pesce da parte, fate soffriggere nell’olio, quattro spicchi schiacciati di aglio, che butterete via appena rosolati. Aggiungete l’acqua delle poveracce (condita con un pizzico di pepe), filtrandola e lasciate che il fuoco la consumi un po’Tagliuzzate le poveracce con un coltello e mettetele nella pentola assieme a del prezzemolo tritato. Dopo tre minuti il sugo è pronto ad accompagnare in tavola gli spaghetti.

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Spinaci alla romagnola PAT Emilia Romagna

Spinaci, soffritto, uva secca (passa). Lessateli solo con l’acqua che contengono e dopo averli scolati metteteli in un soffritto di olio, aglio, prezzemolo, sale e pepe, lasciandoli interi, regolate di sale e pepe, aggiungete l’uva passa, spolverizzate con poco zucchero, mescolate più volte con un cucchiaio di legno e terminate la cottura. Serviteli caldi, come contorno a piatti di carne.

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Tagliatelle con ricotta e noci PAT Emilia Romagna

Pasta fatta con uova, farina, acqua condita con burro, olio, ricotta, formaggio grana padano, noci, sale. Si impasta la farina con le uova intere aggiungendo, solo se necessario, pochissima acqua; si tira la sfoglia e la si taglia in tante listarelle. In un recipiente di terracotta si prepara il condimento con olio, burro, sale e la ricotta di pecora; si amalgama bene. Una volta tolto il tegame dal fuoco si uniscono le noci spellate, tritate finemente con la mezzaluna e si versa il composto sulle tagliatelle che nel frattempo saranno state cotte in abbondante acqua leggermente salata. Si cosparge con formaggio grana padano grattugiato.

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Tinche all’Emiliana PAT Emilia Romagna

Tinche, olio d’oliva, una piccola cipolla, uno spicchio d’aglio, un gambo di sedano, una carota, quattro pomodori al sugo, sale, pepe. Quando le tinche sono ancora vive, fare ingoiare loro una cucchiaiata di aceto, che toglie ai pesci il caratteristico sapore di fango. Pulirle, squamarle e lavarle accuratamente, staccare le teste e tenerle a parte. Pelare i pomidori e spezzettarli. Tritare la cipolla, la carota, il sedano e l’aglio: mettere il ricavato in un recipiente, unire qualche cucchiaiata d’olio e soffriggere lentamente bagnando di tanto in tanto con qualche cucchiaiata d’acqua. Salare, pepare, aggiungere i pomidori e le teste dei pesci; cuocere bene poi passare tutto quanto al setaccio, lasciando cadere il passato in un casseruola pulita. Sistemare nel recipiente le tinche e cuocerle a fiamma bassa.

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Torta di patate PAT Emilia Romagna

Pasta sfoglia ripiena di patate lessate (preferibilmente varietà “Spunta”), formaggio grana, lardo pestato, cipolle, olio, pepe e sale. Si prepara un soffritto con olio, lardo, cipolle, pepe e sale al quale si aggiungono le patate preventivamente lessate e schiacciate. Si prepara una pasta, tirata abbastanza sottile e si fodera una teglia di circa 25 cm di diametro; stendere il ripieno sulla pasta e ripiegare i bordi della pasta sul ripieno. Spennellare la superficie con uovo sbattuto. Con i rebbi della forchetta graffiare leggermente la superficie della torta; infornare a circa 200 gradi, tradizionalmente è utilizzato il forno a legna.

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Tortelli di farina di castagne PAT Emilia Romagna

Si prepara la pasta con la farina, le uova, l’acqua, il sale; si stende a sfoglia e si taglia a strisce di 15 cm. Circa di larghezza e 30 cm di lunghezza. Si dispongono sopra alla pasta le pallottoline di ripieno ottenuto stemperando la farina di castagne con il latte. Si piega la sfoglia, si tagliano i tortelli in quadratini e si schiacciano i bordi per evitare la fuoriuscita del ripieno durante la cottura. Si cuociono in acqua bollente per circa 15 minuti, si scolano e condiscono in una zuppiera con un condimento ottenuto amalgamando la ricotta di pecora, un po’ di burro, un pizzico di sale e le noci spellate tritate fini.

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Trippa alla reggiana PAT Emilia Romagna

La trippa, comunemente detta, non è altro che l’apparato digerente o stomaco del bovino. Risciacquare ripetutamente la trippa in acqua corrente poi tagliarla a striscioline larghe circa un centimetro. Tritare la pancetta con una cipolla di media grandezza e uno spicchio di aglio; mettere il trito in una casseruola, unire il burro e soffriggere bene, poi aggiungere la trippa, una cucchiaiata di salsa di pomodoro, sale, pepe, spezie e tanta acqua quanto basta per coprire la trippa. Farla bollire. Spolverarla con abbondante parmigiano reggiano.

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Trippa di manzo alla piacentina PAT Emilia Romagna

Trippa di manzo, fagiolini bianchi di Spagna, lardo, burro, aglio, due coste di sedano, una carota, una cipolla, salvia, alloro, prezzemolo, salsa di pomodoro, vino bianco secco, sale, pepe. Si risciacqua ripetutamente in acqua corrente la trippa, poi la si taglia a fettucce larghe 1cm circa. Si mette tutto in un recipiente di terracotta unitamente a tutti gli ingredienti per la cottura. 

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Trippa PAT Emilia Romagna

Piatto a base di trippa, lardo, burro, cipolla, prezzemolo, vino bianco, pomodoro, parmigiano-reggiano, sale, pepe. Prendete un chilo o due di trippa cruda (di manzo o di vitello) come la si vende dappertutto, raschiatela bene e pulitela, lavandola più volte in acqua fredda, finché questa risulterà chiara. Lessatela insieme a una cipolla. In due ore e mezzo di bollore, tre al massimo, la trippa sarà cotta. Tagliatela a fettucce sottili.

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Trote come si preparano a Succiso PAT Emilia Romagna

Trote cucinate. Trote di media grossezza, eviscerate e lavate con abbondante acqua e aceto. Fate sciogliere in una teglia circa 50 gr. di burro e adagiatevi le trote, salatele e pepatele e copritele con foglie di alloro. incoperchiate la teglia e sigillatela con un peso in modo da conservare il vapore di cottura. Dopo circa 15 minuti girate le trote e copritele nuovamente fino a cottura ultimata.

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Valigini PAT Emilia Romagna

Riciclo degli avanzi di carne lessata, cane di vitella o foglie di verza o bietola. Tritare finemente la cane lessata e aromatizzarla con noce moscata, pepe, spezie e sale. A piacere si possono aggiungere al composto quali leganti un uovo e il pane grattugiato precedentemente passato in padella con un po’ di pane. Si preparano poi le fettine di vitella battendole salandole e pepandole, e successivamente si stende su ogni fettina il composto e un cucchiaio di parmigiano reggiano.

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Verzolini PAT Emilia Romagna

Carne lessa, burro, brodo, pangrattato, formaggio grana padano grattugiato, noce moscata, pepe, una cipolla, un uovo, una verza, salsa di pomodoro. Tritare finemente della carne lessa. Soffriggere una cipolla con poco burro, aggiungere la carne e farla passare leggermente. Scottare con un po’ di brodo caldo il pane grattugiato, mescolare, unire la noce moscata, pepe, il soffritto con la carne tritata, un po’ di formaggio grana padano grattugiato; legare il tutto con un uovo. Scottare in acqua salata le foglie di verza, allargarle sul tagliere, mettere nel centro una manciatina o due di ripieno, arrotolare le foglie e legarle con un filo di refe. Disporre i verdolini in un tegame con un po’ di burro fuso, aggiungere un po’ di brodo e salsa di pomodoro. Cuocere a fuoco basso per una ventina di minuti.

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Zigulleda, siguleda o cipollata PAT Emilia Romagna

Cipolle o cipollotti, uova, olio, sale, pepe e Parmigiano Reggiano. Versate nella padella l’olio, fate rosolare i cipollotti tagliati a rotelle con i gambi: devono appassire, scolateli dell’olio di cottura e lasciate raffreddare e, con calma, versateli in una terrina dove, in precedenza, avrete sbattuto a dovere le uova, la farina e il formaggio con sale e pepe. Mescolate il tutto e rimettete nella padella dove l’olio sarà ancora caldo. Lasciate cuocere. Togliete dal fuoco e spruzzate leggermente la siguleda con aceto, magari balsamico se ne disponete.

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Zucchini ripieni PAT Emilia Romagna

Zucchini, olio, burro, sale, prezzemolo, carne tritata. Pulire gli zucchini, tagliarli a metà e togliere la polpa che andrà tritata e messa a restringere sul fuoco con olio e burro, un pizzico di sale, prezzemolo tritato, pane grattugiato e spezie. Quando l’acqua della polpa degli zucchini sarà asciugata aggiungere carne macinata e legare il tutto con un uovo. Riempire la parte cava degli zucchini con il ripieno e mettere a cuocere il tutto con un po’ di olio e burro. 

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Zuppa di ceci PAT Emilia Romagna

Ceci nostrani, bicarbonato, vari tipi di carne di maiale, sedano, carote, formaggio, sale, pane casereccio. Si lasciano a bagno per 24 ore i ceci con un pizzico di sale e uno di bicarbonato. Si mettono in una pentola con acqua abbondante un pezzo di costine di maiale, di musino, di pedino e di cotenne ben pulite e tagliate a liste, due gambi di sedano a pezzi, due carote tagliate a dischi e un po’ di sale. Si porta ad ebollizione, si uniscono i ceci ben lavati e lasciati bollire per quattro ore circa. Mezz’ora prima di togliere dal fuoco si unisce qualche pezzo di salsiccia. 

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Zuppa di pesci PAT Emilia Romagna

Pesci del Po, cipolla, aglio, prezzemolo, carote, sedano, olio, pomodori, sale, pepe, farina, acqua. Si fa soffriggere in una casseruola un trito di cipolla, aglio, prezzemolo, carote, sedano con poco olio. Dopo qualche minuto si aggiungono i pomodori maturi tagliati a pezzetti e, in seguito, pesci di diverse specie puliti e tagliati a grandi pezzi. Si uniscono acqua calda, pepe e farina (quest’ultima cotta con acqua in un tegame a parte). Si lascia a cuocere il tutto con il coperchio per un’ ora circa.

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*Deroga alle norme igienico sanitarie

I PAT vengono riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (Mipaaf) in ogni regione d’Italia e l’elenco dei riconoscimenti si arricchisce ogni anno di produzioni tipiche la cui origine si perde nel tempo. Al 2020 in Italia si contano più di 5000 Prodotti Agroalimentari Tradizionali. In Sardegna siamo a più di 200 e tra questi ritroviamo alcune tra le preparazioni più antiche e tradizionali dell’isola

Questi prodotti rappresentano un patrimonio vastissimo, spesso inesplorato e non facile da comunicare vista la sua immensa varietà, i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) vanno ad integrarsi in un patrimonio agroalimentare, quello italiano, che insieme alle produzioni a marchio DOP e IGP è tra quelli di maggior qualità.

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