Ravioli di patate PAT Lazio

Ravioli secchi, friabili, con ripieno dal sapore non particolarmente dolce per la presenza di patate e pecorino grattugiato. Si presentano come panzerottini di colore giallo intenso in superficie, grazie all’aggiunta dell’uovo prima della cottura. Sono dolci della tradizione reatina fatti in casa secondo metodologie tradizionali.

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Ravioli con crema di castagne PAT Lazio

I Ravioli con crema di castagne si preparano a partire da una sfoglia ottenuta da farina, vino e olio extravergine di oliva. Successivamente si prepara una marmellata facendo bollire in acqua delle castagne precedentemente arrostite sul fuoco e sbucciate, tritate finemente e poste nuovamente sul fuoco con l’aggiunta di zucchero, liquore aromatico e cioccolato fondente. Si ricava una sfoglia molto sottile subito ritagliata in piccoli fazzoletti che, farciti col ripieno, vengono chiusi in forma di ravioli, fritti in abbondante olio extravergine di oliva e cosparsi di zucchero. In alternativa, la cottura può avvenire anche al forno.

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Quaresimali PAT Lazio

Il prodotto presenta una forma trapezoidale a base di mandorle naturali, zucchero, uova, spezie e aromi naturali. Di colore dorato, si caratterizza per il sapore tipico delle mandorle. Si producono tutto l’anno in quanto possono essere conservati, senza particolari accorgimenti, per periodi piuttosto lunghi.

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Pupazza frascatana PAT Lazio

La Pupazza Frascatana è stata realizzata “quasi per gioco” negli anni ‘60, come scherzo goliardico, ma al tempo stesso come stimolo commerciale per la produzione delle pasticcerie locali. Nel giro di pochissimi anni questo particolare prodotto ha avuto successo e si è diffuso rapidamente diventando patrimonio iconografico ed economico del territorio di Frascati e dei Castelli Romani in generale. Caratteristica specifica e saliente delle Pupazze, nella loro versione definitiva, la presenza dei tre seni: due per il latte e uno per il vino, dato il tessuto produttivo e sociale vitivinicolo di Frascati e dei Castelli Romani. Due Pupazze Frascatane sono state esposte a Parigi presso il Parc de la Villette.

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Sentiero Italia CAI PIEMONTE 22° Tappa Rifugio Quintino Sella – Rifugio Barbara Lowrie

Rifugio Quintino Sella – Rifugio Barbara Lowrie Con questa tappa di lunghezza media e dislivello sensibile si passa dalla Provincia di Cuneo alla Provincia di Torino. La partenza dal Rifugio Quintino Sella prevede una breve risalita e poi una lunga discesa verso il Pian del Re e le sorgenti del fiume Po. Lungo il percorso si incontrano alcuni splendidi laghi di montagna e si cammina con le imponenti pareti est e nord del Monviso alle spalle. Giunti al Pian del Re si prosegue salendo per prati e pascoli sul versante meridionale fino al Colle della Gianna che separa la Valle Po dalla vicina Val Pellice segnando anche il confine provinciale. Da qui una lunga discesa porta al Rifugio Barbara Lowrie che sorge nei pressi della borgata Grange del Pis.

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I tirannicidi (Armodio e Aristogitone

Le due imponenti statue, che inizialmente facevano forse parte di un più complesso gruppo statuario, furono rinvenute nel corso degli scavi di Villa Adriana, la grandiosa residenza suburbana che l’imperatore Adriano iniziò a farsi costruire presso Tivoli nel 126 d.C. Si tratta di due fra le molte copie romane che, proprio a partire dal II secolo, vennero realizzate ispirandosi agli originali bronzei attribuiti a Kritíos e Nesiótes i quali, a loro volta, riprendevano il celebre gruppo dei Tirannicidi (che letteralmente significa: «uccisori di tiranni»), realizzato dal maestro ateniese Antenor.

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Pizzicotti (biscotti) PAT Lazio

Tradizionale biscotto della domenica da gustare con thé o liquori. La ricetta si tramanda da generazioni ed ha origine agli inizi del ‘900, quando parte della provincia di Rieti era legata amministrativamente all’Abruzzo aquilano: infatti, nel territorio marsicano esistono biscotti realizzati nello stesso modo. Il nome è legato al fatto che per formare i Pizzicotti basta pizzicare un po’ di impasto e metterlo nella teglia senza dargli una forma precisa.

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Pizza varata PAT Lazio

Pizza tradizionale di Sant’Angelo Romano a base di farina 00, acqua, uova intere, lievito di birra, sale, semi di anice ed eventuale aggiunta di olio e strutto, per rendere l’impasto più morbido. Presenta forma rotonda od ovale e sulla superficie della pizza sono formati manualmente dei solchi per simulare i solchi fatti con l’arato (chiamato in dialetto Sant’Angelese “varato”) sul terreno e dei piccoli fori fatti con la forchetta o con uno stuzzicadenti per simulare i semi sul terreno. È proprio dal temine dialettale “varato” che deriva il nome della Pizza Varata “che sembra un terreno lavorato”.

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Pizza grassa PAT Lazio

La preparazione di questa pizza affonda le sue radici nella metà del ‘700, quando questo territorio da originario Comune di uomini liberi, era divenuto, dopo secolari vicende, dominio della casa reale di Napoli, rientrando tra i cosiddetti “stati allodiali” di privato patrimonio della corona. Si ha testimonianza, infatti, di una pizza elaborata nello stesso modo e nota con il nome di Pizza salata, proprio a Napoli. La Pizza grassa, oggi prodotta quasi esclusivamente nel periodo quaresimale invernale, in quanto legata alla produzione ancora casalinga dei salumi di suino, in passato rappresentava uno dei piatti forti delle famiglie di Leonessa per festeggiare la Pasqua e rompere il lungo periodo quaresimale di astinenza dai cibi grassi. Ancora oggi, nel giorno di Pasqua, è viva la tradizione di imbandire le tavole per la colazione della mattina con la Pizza grassa, il vino rosso, le uova sode, la frittata di coratella di abbacchio e salumi vari.

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