I tirannicidi – Armodio e Aristogitone

Le due imponenti statue, che inizialmente facevano forse parte di un più complesso gruppo statuario, furono rinvenute nel corso degli scavi di Villa Adriana, la grandiosa residenza suburbana che l’imperatore Adriano iniziò a farsi costruire presso Tivoli nel 126 d.C. Si tratta di due fra le molte copie romane che, proprio a partire dal II secolo, vennero realizzate ispirandosi agli originali bronzei attribuiti a Kritíos e Nesiótes i quali, a loro volta, riprendevano il celebre gruppo dei Tirannicidi (che letteralmente significa: «uccisori di tiranni»), realizzato dal maestro ateniese Antenor.

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Villa Pignatelli

Voluta nel 1826 dal baronetto Sir Ferdinand Richard Acton, figlio di John Francis Edward Acton, VI Baronetto, primo ministro di Ferdinando I, la villa venne realizzata da Pietro Valente a cui successe nel 1830 Guglielmo Bechi. Per eseguire i lavori fu necessario demolire una preesistente abitazione appartenente ai Carafa. I lavori del Valente non furono semplici, dovendo di volta in volta adeguarsi alle precise richieste del proprietario inglese. Non a caso diverse furono le controversie tra le due parti circa i lavori di esecuzione, tant’è vero che furono circa ventidue i progetti presentati dall’architetto napoletano per trovare l’accordo con Ferdinand Richard Acton. A causa di queste diatribe, i lavori di decorazione interna e quelli del giardino esterno furono affidati ad un’altra persona, il toscano Guglielmo Bechi.

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Atalanta e Ippomene di Guido Reni nel Museo di Capodimonte a Napoli

La tela (sia la versione a Madrid che a Napoli) rappresenta il mito di Atalanta, da Le Metamorfosi di Ovidio, ninfa la cui imbattibile capacità nella corsa fu sconfitta solo da Ippomene tramite uno stratagemma ordito da Afrodite. Atalanta è infatti una donna avversa al matrimonio, pronta a sposarsi solo con colui che l’avrebbe battuta in una gara di corsa. I suoi spasimanti che vengono di volta in volta sconfitti pagheranno la posta in gioco con la morte, così Ippomene, con l’aiuto di Afrodite, che gli ha fornito i pomi d’oro, durante la corsa getta gli stessi nel giardino delle Esperidi, allorché Atalanta una volta che si china per raccoglierli, viene così sorpassata perdendo la gara.

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Acciughe sotto sale e alicette piccanti PAT

Il procedimento adottato sia in ambito familiare che dalle piccole aziende che commercializzano il prodotto, prevede che le alici fresche vengano tenute sotto sale una prima volta per circa 2 giorni, per poi essere pulite completamente, salate una seconda volta, coperte con dei pesi perché si pressino ed espellano il sangue naturalmente e poi lasciate a maturare. Oltre che semplicemente sotto sale, spesso le alici vengono miscelate, al momento della seconda salatura, anche con il peperoncino macinato e con dei pezzetti di aglio, perché acquisiscano un sapore piccante.

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Cucina tipica Napoletana
Pasta e Patate rivisitazione di Edoardo De Filippo

La Pasta e Patate Napoletana di Eduardo de Filippo ( ricetta tratta da Se cucin comm vogl’ io di Eduardo De Filippo) . Cottura “slow”, tradizionale e lenta, di quelle che emanano un odore per tutta la casa. Piatto buono e sostanzioso

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Pasta e Patate rivisitazione di Edoardo De Filippo

Arte del Pizzaiuolo Napoletano
IHC Unesco

L’arte del pizzaiuolo è parte integrante dei valori culturali della città di Napoli, al pari del suo patrimonio di musei e chiese, ed è il simbolo di una tradizione culinaria che si tramanda da generazioni e che per la sua caratteristica rende la lavorazione spettacolare e ne fa un momento di incontro, di convivialità, così da tramandare dal maestro agli apprendisti la tecnica e i segreti per la realizzazione di una vera pizza.

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IHC Unesco