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MIELE DELLE DOLOMITI BELLUNESI DOP

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MIELE DELLE DOLOMITI BELLUNESI DOP

La DOP Miele delle Dolomiti Bellunesi si ricava dal nettare dei fiori della zona bellunese e dall’ape “mellifera”, un incrocio tra diverse razze di api come la “Ligustica” e la “Carnica”. A seconda delle specie botaniche, le tipologie si suddividono in: “Miele delle Dolomiti Bellunesi” di Millefiori, “Miele delle Dolomiti Bellunesi” di Acacia, “Miele delle Dolomiti Bellunesi” di Tiglio, “Miele delle Dolomiti Bellunesi” di Castagno, “Miele delle Dolomiti Bellunesi” di Rododendro, “Miele delle Dolomiti Bellunesi” di Tarassaco.

Metodo di produzione e caratteristiche al consumo

Considerate le differenti tipologie di Miele, le caratteristiche organolettiche e melisso-palinologiche sono variabili. Sebbene vi siano queste differenze basilari, il Miele delle Dolomiti Bellunesi ha degli elementi che si riscontrano in tutte le tipologie: la purezza, la salubrità e l’alta conservabilità. Il procedimento di lavorazione inizia con la raccolta – a seconda delle diverse fioriture – e termina con la confezionatura, che deve avvenire necessariamente nel luogo di produzione.

Legame tra il prodotto e il territorio

Nella cornice delle Dolomiti, nella zona circostante Belluno, la produzione del miele affonda le sue radici già all’inizio del 1700. Il Miele era considerato non solo un ottimo alimento calorico e prelibato, ma veniva utilizzato anche dai medici come rimedio per molti malanni, specialmente come integratore e ricostituente. Il clima salubre e incontaminato della zona di produzione favorisce la ricca presenza di differenti specie botaniche che permettono al Miele delle Dolomiti Bellunesi di essere così variegato.

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