Carlentina, carosella, marzocca, pappola e risciola PAT

Nell’Avellinese, in particolare nella Comunità Montana Ufita e Alta Irpinia si coltivano diverse varietà di frumento tenero che, dopo la molitura vengono utilizzate per produrre il pane. Alcune di queste sono la carlentina, la carosella e la pappola, tutte varietà di frumento tenero a semina autunnale. La carlentina presenta una spiga aristata con culmo alto almeno un metro, così come la carosella la cui spiga, però, si differenzia da quella della carlentina in quanto completamente priva delle ariste.

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Arte del Pizzaiuolo Napoletano
IHC Unesco

L’arte del pizzaiuolo è parte integrante dei valori culturali della città di Napoli, al pari del suo patrimonio di musei e chiese, ed è il simbolo di una tradizione culinaria che si tramanda da generazioni e che per la sua caratteristica rende la lavorazione spettacolare e ne fa un momento di incontro, di convivialità, così da tramandare dal maestro agli apprendisti la tecnica e i segreti per la realizzazione di una vera pizza.

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IHC Unesco

Processioni cattoliche con grandi strutture processionali a spalla
IHC Unesco

Processioni cattoliche con grandi strutture processionali a spalla si svolgono in tutta Italia, ma in particolare in quattro centri storici: Nola Palmi Sassari Viterbo

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IHC Unesco

Campania
PASTA DI GRAGNANO IGP

La produzione della pasta di Gragnano IGP si articola in diverse fasi, dall’impasto al confezionamento. Tra queste, la più importante è sicuramente quella della trafilatura in bronzo, che avviene dopo l’impasto ed è necessaria per dare alla pasta la forma desiderata. Successivamente, la pasta viene lasciata essiccare ad una temperatura compresa tra 40 e 80°C per un periodo compreso tra le 6 e le 60 ore. Questa fase è molto delicata perché serve per eliminare l’umidità in eccesso. Dopo il raffreddamento, la pasta viene confezionata entro le 24 ore per evitare che perda le sue caratteristiche organolettiche.

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PASTA DI GRAGNANO IGP

Campania
OLIVA DI GAETA DOP

Quando l’oliva è allo stadio di piena maturità, raggiunto quando l’epicarpo è nero brillante, può essere raccolta anche con l’ausilio di mezzi meccanici. Dopo la raccolta, le olive sono sottoposte al procedimento di lavorazione e inserite in contenitori pieni d’acqua fino all’inizio della fermentazione con un raggiungimento in discesa di un pH uguale o inferiore a 4,5. La resa massima di produzione delle olive è 7 tonnellate per ettaro di oliveto.

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OLIVA DI GAETA DOP

Campania
VITELLONE BIANCO DELL’APPENNINO CENTRALE IGP

Il Vitellone bianco dell’Appenino Centrale IGP è carne bovina, di razza Chianina, Marchigiana, Romagnola, di età compresa tra i 12 e i 24 mesi, nati ed allevati nell’area geografica indicata nel disciplinare. Dalla nascita allo svezzamento è consentito l’uso dei seguenti sistemi di allevamento: pascolo, stabulazione libera, semibrado. Nelle fasi successive allo svezzamento e fino alla macellazione, i soggetti devono essere allevati esclusivamente a stabulazione libera, a posta fissa, semibrado.

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VITELLONE BIANCO DELL’APPENNINO CENTRALE IGP

Campania
MARRONE DI SERINO – CASTAGNA DI SERINO IGP

Il Marrone di Serino è coltivato secondo le modalità stabilite dal disciplinare. In particolare, per alimentare il terreno è utilizzato il concime organico. La raccolta dei frutti dura dal 25 settembre fino al 5 novembre e deve essere eseguita a mano o con raccoglitrici meccaniche idonee a preservare l’integrità del prodotto. La produzione massima annua di frutti è fissata in 3 tonnellate per ettaro e, dopo la raccolta, i frutti sono immersi in acqua bollente, sterilizzati, confezionati e immessi al consumo.

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MARRONE DI SERINO – CASTAGNA DI SERINO IGP

Campania
MARRONE DI ROCCADASPIDE IGP

Per ottenere il Marrone di Roccadaspide, i terreni sono coltivati secondo la metodologia tradizionale con i criteri stabiliti dal disciplinare di produzione. Questi si trovano ad almeno 250 m di altitudine e hanno una densità non superiore alle 130 piante per ettaro. La raccolta dei frutti, effettuata nel periodo autunnale non oltre la prima decade di novembre, è eseguita a mano o con ausili meccanici purché non alterino la qualità del pericarpo. Prima di essere immessi al consumo, i Marroni sono sottoposti al procedimento della “curatura”. Il prodotto fresco può essere commercializzato entro 3 mesi dalla raccolta, mentre quello in guscio è prima essiccato.

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MARRONE DI ROCCADASPIDE IGP