Toscana
I SUOI VINI DOP

La Toscana ed i suoi vini rossi: dai famosi Chianti, Brunello di Montalcino e Vino Nobile di Montepulciano fino alle produzioni di vini rossi con uve “internazionali”, come Cabernet Sauvignon, Merlot e Pinot Nero. Bolgheri e i Supertuscans sono esempi di prodotti fondati su un patrimonio ambientale e professionale di prim’ordine. Conosciuti anche i Vini bianchi Toscani, come la Vernaccia di San Gimignano a pieno diritto una tra le eccellenze della regione. Ed infine Il Vin Santo, uno dei prodotti più interessanti in Italia sia dal punto di vista organolettico che da quello della tecnica di vinificazione e maturazione.

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I SUOI VINI DOP

Toscana
MORTADELLA DI PRATO IGP

Le carni utilizzate per la Mortadella sono condite con diverse spezie come il pepe, il sale, la cannella e l’alchermes. La Mortadella ha un sapore esclusivo, quasi esotico, e un colore rosa opaco. Dopo il condimento con le spezie, le carni sono insaccate in un budello naturale e poi stufate. In seguito, il prodotto è risciacquato e refrigerato per un massimo di 48 ore. Dopo l’asciugatura, il prodotto deve essere confezionato entro 20 minuti per non perdere le qualità organolettiche.

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MORTADELLA DI PRATO IGP

Toscana
FARRO DELLA GARFAGNANA IGP

Il Farro della Garfagnana IGP può provenire da tre specie differenti: “Triticum monococcum”, “Triticum dicoccum” e “Triticum tricoccum”. Quando è immesso al consumo, il Farro della Garfagnana ha un chicco con striature biancastre a seguito della “brillatura” e una consistenza farinosa.
Metodo di coltivazione
Il Farro della Garfagnana è coltivato in terreni situati dai 300 ai 1000 metri di altitudine. Il terreno è concimato con sostanze organiche ed è severamente vietato l’uso di diserbanti o concimi chimici. Infine, la produzione massima è di 25 quintali per la granella vestita. Una volta raccolto, il seme è brillato con apposite macchine e immesso al consumo. Il farro coltivato con la tecnica tradizionale è classificato come prodotto biologico.
Legame tra il prodotto e il territorio
La Garfagnana (provincia di Lucca) è probabilmente l’unico areale in Toscana dove il farro è sempre stato coltivato. L’apprezzamento che ai giorni nostri viene riservato al Farro della Garfagnana ha origini lontane ed è rimasto invariato nel tempo, a testimonianza della qualità e unicità del prodotto.

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FARRO DELLA GARFAGNANA IGP

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MARRONE DEL MUGELLO IGP

Conformemente al disciplinare, le modalità di coltivazione, la potatura e la concimazione non devono alterare le caratteristiche del frutto. Negli impianti, infatti, è vietata ogni somministrazione di fertilizzanti e fitofarmaci di sintesi. Infine, la resa massima è di kg 2.500 frutti per ettaro.

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MARRONE DEL MUGELLO IGP

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FAGIOLO DI SORANA IGP

La coltivazione del Fagiolo di Sorana avviene secondo la metodologia tradizionale. La concimazione è di tipo organico ed è vietato il diserbo chimico. Quando le valve del baccello si aprono spontaneamente (deiscenza) sono raccolte a mano e lasciate seccate al sole per 3-4 giorni. I baccelli, infine, sono conservati in contenitori di legno con aggiunta di pepe e grano per evitare lo sviluppo di insetti.

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FAGIOLO DI SORANA IGP

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TOSCANO o TOSCANA IGP olio EVO

Le caratteristiche distintive e le modalità di produzione dell’olio si differenziano in base alla menzione geografica aggiuntiva. L’olio al consumo ha un colore che va dal verde al giallo oro, un odore fruttato con sentore di mandorla, carciofo, frutta matura e verde di foglia, e un sapore marcatamente fruttato.

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TOSCANO o TOSCANA IGP olio EVO

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CANTUCCINI o CANTUCCI TOSCANI IGP

Per preparare i Cantuccini Toscani/Cantucci Toscani IGP sono necessari i seguenti ingredienti: farina di frumento, mandorle intere, uova di gallina, zucchero e miele. Gli ingredienti sono impastati e cotti alla temperatura compresa tra i 100 e i 300 °C per un massimo di 40 minuti.

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CANTUCCINI o CANTUCCI TOSCANI IGP

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RICCIARELLI DI SIENA IGP

Il disciplinare presenta le modalità di preparazione dei Ricciarelli di Siena IGP, indicando quali sono gli ingredienti da utilizzare e le giuste percentuali. In particolare, su un chilo di impasto sono necessarie: mandorle dolci (35-50%), zucchero semolato (35-47%), albume d’uovo di gallina (6-12%), zucchero a velo (5-8%) e agenti lievitanti. Per dare un tocco di sapore in più al prodotto, il disciplinare prevede la possibilità di aggiungere vaniglia in bacche o oli essenziali di agrumi e aroma di mandorle. La porzionatura avviene conferendo la tipica forma a losanga ovalizzata. La cottura è effettuata ad una temperatura compresa tra 150-200°C per un periodo oscillante fra i 12 ed i 20 minuti.

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RICCIARELLI DI SIENA IGP

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FINOCCHIONA IGP

Quando è immessa al consumo, la Finocchiona, ha peso all’insacco superiore a 6 Kg e fino a 25 kg. Le fette hanno una consistenza morbida di colore rosso nella parte della carne e leggermente rosato nella parte relativa al grasso. La Finocchiona emana un gradevole aroma dato dalla presenza di semi o fiori di finocchio. Il processo di elaborazione del prodotto segue diverse fasi a partire della macinatura fino allo stagionamento.

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FINOCCHIONA IGP

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CASTAGNA DEL MONTE AMIATA IGP

I terreni dove le fustaie di castagne da frutto sono coltivate si trovano in una fascia compresa tra i 350 e i 1000 m.s.l.m. e derivano rocce vulcaniche e arenacee con componente silicea, idonei a conferire al frutto le caratteristiche organolettiche sopra citate. La somministrazione di fertilizzanti di sintesi e il ricorso a fitofarmaci nella fase produttiva sono vietati. La raccolta, che avviene a mano e con mezzi atti a non deturpare le caratteristiche del prodotto, si svolge dal 15 settembre al 15 novembre di ogni anno.

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CASTAGNA DEL MONTE AMIATA IGP