La Calabria ed il sentiero del Tracciolino

L’escursione parte proprio da Monte S. Elia, il punto di riferimento sono proprio le tre Croci, dove un piccolo sentiero scenderà vertiginosamente su di una dorsale fino alla sterrata che via via diventerà sentiero e che stringerà al punto di diventare un vero e proprio senso unico coperto spesso da felci ma che permette nonostante tutto una atmosfera davvero particolare. Proseguendo verso sud lasceremo la vista della cittadina di Palmi perché rapiti dal mare e dai mille colori che le numerose calette mostreranno.

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Calabria
I SUOI VINI DOP

Bagnata dalle limpide acque del mar Ionio e del mar Tirreno è separata dalla Sicilia dallo stretto di Messina, la Calabria è una regione ricca di storia e di tradizioni, con un patrimonio culturale vastissimo. Con circa 10.000 ettari vitati, la Calabria è la quindicesima regione italiana per superficie coltivata a vite, per una estensione dei vigneti peri a quella della sola provincia di Trento , che rappresenta l’1,62% del patrimonio viticolo nazionale. Dopo anni di immobilismo, il comparto vitivinicolo Calabrese si sta rimettendo in moto, con nuove idee sulla qualità dei prodotti, l’utilizzo di moderni strumenti di marketing e comunicazione e sulla valorizzazione del ricco patrimonio di vitigni autoctoni.

La Calabria è una regione del sud Italia che gioca un piccolo ruolo nell’ambito vitivinicolo italiano, seppur negli ultimi anni la sua presenza sta pian piano crescendo grazie al lavoro di piccoli produttori intenti a valorizzare il territorio. I vigneti calabresi ricoprono circa 14 mila ettari.
La viticoltura in Calabria risale al tempo degli Enotri e Greci, nel 700 a.C.. Con l’avvento dell’Impero Romano l’attività vinicola viene completamente abbandonata, fino al Medioevo, periodo in cui ricomincia a fiorire. Nei secoli successivi la produzione di vino si riduce drasticamente, perdendo i suoi mercati di riferimento. Con l’arrivo della fillossera, nel XX secolo, il panorama viticolo cambierà radicalmente e la regione ricomincia a produrre vini di qualità con discreto successo.

I vitigni più coltivati in Calabria sono quelli a bacca rossa, che costituiscono circa il 75% della produzione. Tra tutti il gaglioppo, che copre il 40% della produzione di vini rossi, a cui seguono greco nero, manzoni bianco, magliocco canino, pignoletto, greco bianco, lacrima, malvasia bianca, alicante, nerello cappuccio, sangiovese, aglianico.
La Calabria conta 9 Denominazioni di Origine Controllata (DOC). A nord della provincia di Cosenza, troviamo la DOC Terre di Cosenza, prodotta nelle 4 tipologie rosso, rosato, bianco e spumante. A sud di Cosenza, sul lato ovest, ci sono le piccole DOC Savuto, Scavigna e Lamezia.
In provincia di Crotone, invece, sul versante est, ci sono le DOC Cirò – che può essere prodotta nella versione vino bianco da uve greco bianco, oppure nelle versioni rosso o rosato, da prevalenza di uve gaglioppo – Melissa e Sant’Agata di Isola Caporizzuto. In provincia di Reggio Calabria troviamo le DOC Bivongi, condivisa con la provincia di Catanzaro, e Greco di Bianco, vino da dessert dalle omonime uve.

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I SUOI VINI DOP

Calabria
PATATA DELLA SILA IGP

Per coltivare la patata il terreno è arato e liberato dai ristagni d’acqua. La coltura ha una rotazione biennale e la semina si svolge da metà aprile a fine giugno. La raccolta inizia la seconda metà di agosto e finisce il 30 novembre e viene eseguita a mano o con mezzi meccanici. Dopo la raccolta, la patata è conservata in luoghi idonei per almeno 8 mesi. Il disciplinare prevede anche la conservazione in celle frigorifere, ma vieta l’utilizzo di ogni trattamento chimico.

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PATATA DELLA SILA IGP

Calabria
OLIO DI CALABRIA IGP

L’Olio di Calabria IGP è un olio extravergine di oliva. Le varietà di olive utilizzate sono: “Carolea”, “Dolce di Rossano”, “Sinopolese”, “Grossa di Gerace”, “Tondina”, “Ottobratica”, “Grossa di Cassano” e “Tonda di Strongoli” per il 90% e per il restante 10% da altre cultivar. Quando è immesso al consumo, l’Olio di Calabria ha un colore dal verde al giallo paglierino. Ha un odore tipico dell’oliva verde, leggermente fruttato, unito a un retrogusto piccante.

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OLIO DI CALABRIA IGP

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CIPOLLA ROSSA DI TROPEA CALABRIA IGP

La metodologia di coltivazione cambia in base alla categoria della cipolla. L’irrigazione può variare in base all’andamento pluviometrico e alla tipologia di terreno. Dopo la raccolta, i bulbi dei cipollotti devono subire l’eliminazione della tunica esterna; invece, la cipolla da consumo fresco è privata della tunica esterna ed è sottoposta al taglio della coda e, infine, la cipolla da serbo è esposta per 8-15 giorni sul terreno per essere asciugata.

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CIPOLLA ROSSA DI TROPEA CALABRIA IGP

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CLEMENTINE DI CALABRIA IGP

Per coltivare le Clementine di Calabria è necessario che le coltivazioni siano inserite in apposito Albo attivato, aggiornato e pubblicato ogni anno. La densità massima per ettaro è 1.200 piante e le modalità di concimazione e irrigazione sono decise dalla Regione Calabria. Infine, la raccolta si svolge tra ottobre e febbraio e i frutti raccolti, prima dell’immissione al consumo, sono conservati in celle frigorifere tra 4-6 °C.

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CLEMENTINE DI CALABRIA IGP

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LIMONE DI ROCCA IMPERIALE IGP

La coltivazione del Limone di Rocca Imperiale può essere di tre tipologie: tradizionale, integrata e biologica. Il momento più delicato è la raccolta che deve essere svolta a mano senza nessun altro tipo di ausilio per non rovinare le qualità del frutto. Dopo la raccolta, il frutto è conservato in ambienti umidi ad una temperatura di massimo 11 °C e per un tempo massimo di 60 giorni.

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LIMONE DI ROCCA IMPERIALE IGP

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PECORINO DEL MONTE PORO DOP

Quando è immesso al consumo ha una forma rotonda, con facce piane, crosta dura e rugosa, di colore variabile, dal giallo oro per la tipologia fresco al nocciola più o meno scuro per la tipologia semistagionato e stagionato, tendente al rossiccio laddove la crosta è trattata con peperoncino. Al taglio il colore si presenta variabile, dal bianco per la tipologia fresco al paglierino più o meno intenso per la tipologia semistagionato e stagionato. Il sapore è fragrante, con aromi di fiori selvatici, pastoso e piacevolmente nocciolato all’assaggio, caratteristiche che diventano sempre più intense con l’aumentare del periodo di stagionatura, accompagnandosi ad una decisa pungenza e sapidità nella tipologia stagionato.

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PECORINO DEL MONTE PORO DOP