Ex vivaio forestale e fondazione Sir Walter Becker

La Fondazione, costituita nel 1925 dall’omonimo nobiluomo inglese, nasce per promuovere la selvicoltura tramite la produzione e diffusione delle specie legnose più adatte ai rimboschimenti e alla propagazione forestale. La Fondazione ha sede presso un ex vivaio forestale nel quale sono state impiantate, a fini sperimentali, numerose specie forestali – per lo più conifere tra cui pino nero, douglasia, abete rosso e bianco – che hanno creato, negli anni, un paesaggio suggestivo e un microclima particolare. Oggi la sede conserva la memoria del lavoro svolto negli anni all’interno del vivaio, tutelando la presenza delle conifere alpine e al tempo stesso grazie ad alcuni percorsi didattici dedicati alla conoscenza del particolare ecosistema bosco che si è creato, può ospitare eventi istituzionali e scolaresche in visita.

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Centro di educazione ambientale di Castelfusano – Canale della lingua

Il Centro è una struttura, ideata e realizzata per sviluppare temi ambientali in un contesto naturale, che ogni anno ospita migliaia di visitatori. La Sede è una tenuta demaniale, adiacente alla pineta di Castelfusano (Riserva Naturale Statale del Litorale Romano), dove è possibile apprendere i meccanismi che regolano gli equilibri naturali, avendo un’esperienza diretta dell’importanza della biodiversità, ma soprattutto avendo la possibilità di sperimentare sul campo ciò che si è imparato sui libri.

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Riserva naturale integrale Rio bianco – Friuli Venezia Giulia

Il territorio della Riserva è impervio e selvaggio per le caratteristiche stesse dell’ambiente fisico costituito da pendii scoscesi (35-40°), ripidi ghiaioni mobili e frequenti salti di roccia. Dal punto di vista geologico, la natura della zona è piuttosto uniforme con predominanza di dolomia del Ladinico-formazione dello Schlern: dolomia, calcari dolomitici e calcari più o meno stratificati. Date le notevoli difficoltà di accesso, limitate al fondovalle e a qualche disparato tracciato a mezzacosta, la Natura si è mantenuta quasi intatta, rappresentando nell’insieme forse uno degli ambienti più integri delle nostre Alpi Orientali. La Riserva è inoltre ricca d’acqua, infatti molte sono le sorgenti che scaturiscono dalle montagne circostanti e affluiscono nel Rio Bianco in piccoli ruscelli a cascate. La cima più alta è il Monte Ghisniz (1927 m), mentre la quota minima si tocca lungo l’asta del Rio Bianco (690 m circa).

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Riserva naturale integrale Cucco – Friuli Venezia Giulia

La Riserva è rappresentata dal margine inferiore dell’Alpe piccola, nelle immediate vicinanze con il fondo valle. Il versante di insediamento è di modesta pendenza (15-30°), esposto a sud, ben modellato e in buona fase di consolidamento, anche se non sono rari gli affioramenti rocciosi. Il suolo, che non si evolve oltre il protorendzina, deriva da una matrice rocciosa di origine calcareo-dolomitico che con le successive frammentazioni ha dato luogo ad un accumulo di detrito grossolano. La fascia superiore, limitrofa alla Riserva, è rappresentata da pareti rocciose e da detriti di falda solo in parte consolidati che, provocando frequenti scarichi di materiali, ostacolano la già modesta evoluzione stazionale. L’ambiente è relativamente indisturbato data la sua impervietà. I versanti, data la loro acclività, risultano instabili. L’area della Riserva occupa una piccola parte di un versante, tra i 900 e i 700 metri.

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Foresta demaniale di Tarvisio – Friuli Venezia Giulia

La Foresta di Tarvisio si estende su quasi 24.000 ettari tra le maestose Alpi Carniche e le possenti Giulie, lungo i confini con l’Austria e la Slovenia, nell’estremo settore nord-orientale della provincia di Udine. La sua storia affonda le radici in tempi antichi. Nel lontano 1007, l’Imperatore di Germania Enrico II, noto anche come “il Santo”, concesse queste terre al Vescovo di Bamberga in Baviera, il quale ne mantenne il dominio fino al 1759. Fu in quell’anno che la foresta passò nelle mani di Maria Teresa, Imperatrice d’Austria. Dopo la conclusione della prima guerra mondiale, nel 1919, in seguito al trattato di San Germano, questa preziosa risorsa fu attribuita all’Italia e incorporata nel Demanio dello Stato.

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Riserva naturale zoologica biogenetica Sacca di Bellocchio – Emilia Romagna

L’area è ubicata a cavallo del confine tra le province di Ferrara e Ravenna, immediatamente a nord della foce del fiume Reno. Si estende tra le retrostanti Valli di Comacchio ed il mare, rappresentando un collegamento ecologico sia in senso nord-sud (durante le migrazioni) che in senso est-ovest, consentendo all’avifauna di spostarsi secondo le esigenze trofiche con le retrostanti Valli di Comacchio, dalle quali è separato dalla S.S. Romea ed è a queste collegata attraverso il Canale Bellocchio.

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Riserva Naturale Popolamento Animale Salina Di Cervia – Emilia Romagna

Salina di origine probabilmente etrusca, è situata in una vasta depressione a ridosso del cordone sublitoraneo percorso dalla S.S. Adriatica. La Salina è costituita da 97 vasche, di dimensioni e profondità varie, separate da una rete di bassi arginelli con vegetazione spiccatamente alofila. Le vasche presentano ampi specchi d’acqua a diversa salinità, dossi bassi e distese melmose. Sugli argini più elevati vi sono siepi di prugnolo Prunus spinosa e tamerice Tamarix gallica. Al centro della Salina vi sono alcuni appezzamenti coltivati e prati incolti. L’accesso e il deflusso delle acque marine sono regolati da canali artificiali in collegamento con il mare e da un canale circondariale che distribuisce le acque. L’alimentazione di acqua dal mare avviene tramite il canale del Pino (o Canalino di Milano Marittima), lo scolo attraverso il Canale della Bova che sfocia al Porto Canale di Cervia. L’estrazione del sale avviene in modo meccanizzato, anche se una piccola parte, di proprietà privata, viene sfruttata ancora in maniera artigianale, a scopo turistico-didattico. 

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Riserva naturale popolamento animale dune e isole della Sacca di Gorino – Emilia Romagna

La Sacca di Goro è, da un punto di vista ambientale, molto importante perché residuo di una tipologia lagunare costiera molto diffusa prima delle grandi bonifiche effettuate negli ultimi 150 anni. Le peculiarità ecologiche di quest’ambiente permettono l’insediamento e la presenza di importanti comunità vegetali e animali. Il sito si estende dal ramo del Po di Goro, all’altezza dell’abitato di Mesola, fino alla sua foce, estendendosi entro tutta la laguna di Goro, localmente conosciuta con il nome di Sacca, caratterizzata dall’apporto di acque dolci provenienti oltre che dal Po di Goro, anche dal Po di Volano e dal Canal Bianco, e da scambi con il mare aperto che dipendono unicamente dai cicli di marea e sono fortemente influenzati da uno scanno sabbioso (parzialmente incluso nella Riserva Naturale) che delimita il confine meridionale della sacca. Lo scanno è in continua evoluzione morfologica, a causa degli apporti sabbiosi del Po, e tende ad estendersi progressivamente verso ovest riducendo di conseguenza gli scambi con il mare aperto. La Riserva delimita quindi il confine con il mare aperto: la bocca principale della laguna, tra il Lido di Volano e l’estremità occidentale dello scanno, mette in comunicazione la Sacca con il mare.

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Riserva Naturale popolamento animale destra foce fiume Reno – Emilia Romagna

La Riserva fu istituita nel 1980 per tutelare la freccia di foce in sabbia che emergeva, circa parallelamente all’attuale linea di riva, proseguendo la sponda destra del fiume Reno verso nord fino allo sfocio a mare. Successivamente, la sabbia emersa è stata completamente erosa e, attualmente, è completamente invasa dal mare, in quanto sottoposta a rapida ingressione marina a causa del progredire di concomitanti fattori di minaccia, quali il procedere dell’erosione costiera, la subsidenza dell’area, l’innalzamento del livello del mare, i cambiamenti climatici e l’alterazione a livello territoriale del ciclo dei sedimenti.

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Riserva Naturale Orientata Sacca Di Bellocchio II – Emilia Romagna

L’area è ubicata a cavallo del confine tra le province di Ferrara e Ravenna, immediatamente a nord della foce del fiume Reno. Si estende tra le retrostanti Valli di Comacchio ed il mare, rappresentando un collegamento ecologico sia in senso nord-sud (durante le migrazioni) che in senso est-ovest, consentendo all’avifauna di spostarsi secondo le esigenze trofiche con le retrostanti Valli di Comacchio, dalle quali è separato dalla S.S. Romea ed è a queste collegata attraverso il Canale Bellocchio.

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