Riserva naturale integrale Lestra della Coscia – Lazio

La Riserva occupa un settore relativamente asciutto della foresta, caratterizzato da foresta planiziaria di tipo meso-xerofitico, con vegetazione arbustiva a mirto ed erica ed esemplari isolati di querce di notevoli dimensioni. Particolare interesse riveste la presenza, al suo interno, di un gruppo di Eucaliptus grandis, con altezze prossime ai cinquanta metri, inseriti nell’elenco degli Alberi monumentali, frutto di un impianto artificiale a scopo sperimentale.

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Riserva Naturale Foresta demaniale del Circeo – Lazio

La Riserva, dichiarata “Riserva della Biosfera” nel 1977 è ambiente protetto già dal 1934 con l’istituzione del Parco Nazionale del Circeo. All’interno del suo territorio, sono incluse le Riserve Naturali Statali “Piscina della Gattuccia”, “Lestra della Coscia” e “Piscina delle Bagnature”.

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Riserva Naturale di popolamento animale Pantani dell’Inferno – Lazio

Il territorio della Riserva di Pantani dell’Inferno, di ridotta estensione (circa 40 ha) è costituito da un susseguirsi di canneti e prati-pascoli periodicamente allagati, contornati da canali di bonifica di diversa portata e profondità. Impostato su terreni sabbiosi e limoso-sabbiosi, presenza una notevole varietà di specie e si presta particolarmente alla sosta dei limicoli e delle specie legate al canneto. Molto varia anche la microfauna, con presenza di arvicole, mustiolo, topo selvatico, riccio ecc.

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Riserva Naturale Comprensorio di Fogliano-Laghi di Fogliano, Monaci e di Caprolace – Lazio

Il Lago di Fogliano, il più grande fra quelli gestiti dall’Ufficio, ha una superficie di 404 ha e una profondità media di 1 m ed è il più a nord dei tre. Il Lago di Monaci, con una superficie di circa 95 ha e una profondità media di 1 m, è il più piccolo. Dei tre laghi gestiti è l’unico a non possedere una foce in comunicazione diretta con il mare; comunica indirettamente attraverso il Canale Rio Martino. In ultimo il Lago Caprolace, con un’estensione di 226 ha e 1,7 m di profondità. E’ quello più a sud dei tre.

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Ex vivaio forestale e fondazione Sir Walter Becker – Lazio

La Fondazione, costituita nel 1925 dall’omonimo nobiluomo inglese, nasce per promuovere la selvicoltura tramite la produzione e diffusione delle specie legnose più adatte ai rimboschimenti e alla propagazione forestale. La Fondazione ha sede presso un ex vivaio forestale nel quale sono state impiantate, a fini sperimentali, numerose specie forestali – per lo più conifere tra cui pino nero, douglasia, abete rosso e bianco – che hanno creato, negli anni, un paesaggio suggestivo e un microclima particolare. Oggi la sede conserva la memoria del lavoro svolto negli anni all’interno del vivaio, tutelando la presenza delle conifere alpine e al tempo stesso grazie ad alcuni percorsi didattici dedicati alla conoscenza del particolare ecosistema bosco che si è creato, può ospitare eventi istituzionali e scolaresche in visita.

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Centro di educazione ambientale di Castelfusano Canale della lingua – Lazio

Il Centro è una struttura, ideata e realizzata per sviluppare temi ambientali in un contesto naturale, che ogni anno ospita migliaia di visitatori. La Sede è una tenuta demaniale, adiacente alla pineta di Castelfusano (Riserva Naturale Statale del Litorale Romano), dove è possibile apprendere i meccanismi che regolano gli equilibri naturali, avendo un’esperienza diretta dell’importanza della biodiversità, ma soprattutto avendo la possibilità di sperimentare sul campo ciò che si è imparato sui libri.

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Riserva naturale integrale Rio bianco – Friuli Venezia Giulia

Il territorio della Riserva è impervio e selvaggio per le caratteristiche stesse dell’ambiente fisico costituito da pendii scoscesi (35-40°), ripidi ghiaioni mobili e frequenti salti di roccia. Dal punto di vista geologico, la natura della zona è piuttosto uniforme con predominanza di dolomia del Ladinico-formazione dello Schlern: dolomia, calcari dolomitici e calcari più o meno stratificati. Date le notevoli difficoltà di accesso, limitate al fondovalle e a qualche disparato tracciato a mezzacosta, la Natura si è mantenuta quasi intatta, rappresentando nell’insieme forse uno degli ambienti più integri delle nostre Alpi Orientali. La Riserva è inoltre ricca d’acqua, infatti molte sono le sorgenti che scaturiscono dalle montagne circostanti e affluiscono nel Rio Bianco in piccoli ruscelli a cascate. La cima più alta è il Monte Ghisniz (1927 m), mentre la quota minima si tocca lungo l’asta del Rio Bianco (690 m circa).

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Riserva naturale integrale Cucco – Friuli Venezia Giulia

La Riserva è rappresentata dal margine inferiore dell’Alpe piccola, nelle immediate vicinanze con il fondo valle. Il versante di insediamento è di modesta pendenza (15-30°), esposto a sud, ben modellato e in buona fase di consolidamento, anche se non sono rari gli affioramenti rocciosi. Il suolo, che non si evolve oltre il protorendzina, deriva da una matrice rocciosa di origine calcareo-dolomitico che con le successive frammentazioni ha dato luogo ad un accumulo di detrito grossolano. La fascia superiore, limitrofa alla Riserva, è rappresentata da pareti rocciose e da detriti di falda solo in parte consolidati che, provocando frequenti scarichi di materiali, ostacolano la già modesta evoluzione stazionale. L’ambiente è relativamente indisturbato data la sua impervietà. I versanti, data la loro acclività, risultano instabili. L’area della Riserva occupa una piccola parte di un versante, tra i 900 e i 700 metri.

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Foresta demaniale di Tarvisio – Friuli Venezia Giulia

La Foresta di Tarvisio si estende su quasi 24.000 ettari tra le maestose Alpi Carniche e le possenti Giulie, lungo i confini con l’Austria e la Slovenia, nell’estremo settore nord-orientale della provincia di Udine. La sua storia affonda le radici in tempi antichi. Nel lontano 1007, l’Imperatore di Germania Enrico II, noto anche come “il Santo”, concesse queste terre al Vescovo di Bamberga in Baviera, il quale ne mantenne il dominio fino al 1759. Fu in quell’anno che la foresta passò nelle mani di Maria Teresa, Imperatrice d’Austria. Dopo la conclusione della prima guerra mondiale, nel 1919, in seguito al trattato di San Germano, questa preziosa risorsa fu attribuita all’Italia e incorporata nel Demanio dello Stato.

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Riserva naturale zoologica biogenetica Sacca di Bellocchio – Emilia Romagna

L’area è ubicata a cavallo del confine tra le province di Ferrara e Ravenna, immediatamente a nord della foce del fiume Reno. Si estende tra le retrostanti Valli di Comacchio ed il mare, rappresentando un collegamento ecologico sia in senso nord-sud (durante le migrazioni) che in senso est-ovest, consentendo all’avifauna di spostarsi secondo le esigenze trofiche con le retrostanti Valli di Comacchio, dalle quali è separato dalla S.S. Romea ed è a queste collegata attraverso il Canale Bellocchio.

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