Il paesaggio della pietra a secco dell’Isola di Pantelleria

L’isola di Pantelleria si sviluppa su una superficie di 8.453 ettari, collocati al centro del canale di Sicilia, sul rift che divide il continente africano da quello europeo. Il 71,1% della superficie totale dell’isola è coperta da terrazzamenti, 5.899 ettari modellati dall’opera dell’uomo a testimonianza di un lungo utilizzo di questa terra ostile, dominata dalle irrequietezze del vulcano, dalla mancanza di fonti d’acqua, dalla presenza quasi costante del vento. La significatività del paesaggio della pietra a secco dell’Isola di Pantelleria è strettamente legata al secolare impegno dell’agricoltura pantesca che ha utilizzato tecniche di coltivazione specifiche per rispondere ai limiti ambientali, alla necessità di risparmio idrico e alla protezione delle piante dai frequenti e intensi venti dominanti.

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Il paesaggio rurale storico di Lamole – Greve in Chianti

Il paesaggio di Lamole rappresenta il risultato di secoli di adattamento delle popolazioni locali ad un ambiente alto collinare che ha impresso le sue forme alla base naturale allo scopo di sviluppare le attività agricole. L’area, ampliamente utilizzata nel corso dei secoli a scopi agricoli, vedeva già la presenza di importanti insediamenti al tempo degli Etruschi. La storia di quest’area è strettamente legata alle sue caratteristiche geomorfologiche; fino dal periodo romano l’area era stata individuata come zona particolarmente adatta all’agricoltura, per l’esposizione e le caratteristiche del terreno. Le pendenze elevate, almeno dal periodo medievale, hanno favorito in molte parti del territorio la realizzazione di terrazzamenti, costituiti da muri a secco che consentono di sostenere porzioni di terreno che vengono così rese pianeggianti, dando la possibilità di sfruttare le superfici ottenute per le coltivazioni.

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Paesaggio policolturale del Mandrolisai: i vigneti di Atzara e Sorgono (NU)

La regione storica del Mandrolisai, collocata esattamente al centro della Sardegna, degrada con le sue colline granitiche verso sud-ovest collegando il massiccio del Gennargentu alla grande valle fluviale del Tirso e al golfo di Oristano. L’area oggetto della candidatura è ubicata nel settore meridionale del Mandrolisai, che è quasi interamente ricompreso nel bacino idrografico del Rio Massari, sub bacino del Tirso.

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Paesaggio dei “Vigneti terrazzati del versante retico della Valtellina”

L’area nel suo complesso presenta un buon grado di integrità paesaggistica (pari alla classe IV dell’analisi VASA). Sono limitati i fenomeni di dispersione insediativa e i fabbricati rurali sono generalmente ben conservati. Nel 1954 la superficie vitata era molto più ampia e si estendeva su oltre 2.027 ha. Nell’arco di 60 anni vi è stato perciò un notevole abbandono della viticoltura a vantaggio del bosco passato da 1236 a 2136 ha. Come si è potuto constatare nel sopralluogo nel bosco permangono ancora, sia pure in uno stato più o meno intenso di degrado, i terrazzamenti che potrebbero ancora essere oggetto di recupero alla coltivazione della vite. Nonostante queste trasformazioni il paesaggio viticolo ha conservato in vaste aree il suo aspetto storico e tradizionale che fanno della Valtellina probabilmente uno dei più estesi sistemi terrazzati viticoli del Nord Italia.

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Paesaggio Agrario di Olivastri storici del Feudo di Belvedere

Le aree umide presenti nell’ambito Gargano occupano ben il 6% circa della superficie e sono rappresentate per la quasi totalità dalle due lagune costiere di Lesina e Varano. La quasi totale assenza di idrologia superficiale ha determinato una scarsa presenza di zone umide al difuori delle due lagune costiere sebbene siano attualmente rinvenibili piccole aree sopravvissute alla bonifica e alla urbanizzazione, tra cui la più significativa è rappresentata dalla Palude di Sfinale presente sulla costa tra Peschici e Vieste.

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Paesaggio storico della Bonifica Leopoldina in Valdichiana

L’integrità del paesaggio storico della Lessinia è facilmente leggibile osservando la sua struttura mantenutasi nel
tempo e contraddistinta da una forte integrazione tra le attività antropiche e la base ambientale. Ampie
distese a pascolo costellate da rocce affioranti e piccole aree a bosco assieme ad un edificato storico
mantenuto in uso grazie alle attività di allevamento, consentono agli Alti pascoli della Lessinia di
inserirsi nella VI classe di integrità.

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Alti pascoli della Lessinia

L’integrità del paesaggio storico della Lessinia è facilmente leggibile osservando la sua struttura mantenutasi nel
tempo e contraddistinta da una forte integrazione tra le attività antropiche e la base ambientale. Ampie
distese a pascolo costellate da rocce affioranti e piccole aree a bosco assieme ad un edificato storico
mantenuto in uso grazie alle attività di allevamento, consentono agli Alti pascoli della Lessinia di
inserirsi nella VI classe di integrità.

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Il sistema agricolo terrazzato della Val di Gresta

Il paesaggio storico della Valle di Gresta copre una superficie di 603,56 ha di cui 336,67 ha inclusi nel comune di Mori e 266,89 ha nel comune di Ronzo Chienis. L’area iscritta include insediamenti sviluppatisi in stretta relazione al contesto ambientale e in stretta connessione alle attività rurali. Il paesaggio è caratterizzato da aree a bosco e da ampi terrazzamenti sostenuti da muri a secco che hanno permesso di coltivare superfici pianeggianti piuttosto estese. La valle è comunemente conosciuta come la Valle degli Orti, richiamando alla memoria la sua storica vocazione agricola ancora oggi mantenutasi pressoché inalterata e legata alle colture orticole di qualità che contribuiscono alla unicità del paesaggio. I terrazzamenti si collocano sua una serie di ampi ripiani che dalle quote più basse risalgono verso la parte alta della valle, sui quali si collocano anche i centri abitati.

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Il paesaggio agro-silvo-pastorale del territorio di Tolfa

L’area è compresa nei confini amministrativi del Comune di Tolfa e si estende per 16.588,22 ettari.
Il paesaggio di Tolfa è un mosaico di matrice medievale di elevato valore ecologico e percettivo, derivante dalla giustapposizione di tessere di campi chiusi a seminativo, e soprattutto di pascoli e di bosco.Questo territorio è – per la sua natura di proprietà collettiva a supporto dell’economia di sussistenza delle famiglie residenti – condensatore di una moltitudine di pratiche agricole tradizionali che affiancano l’attività prevalente dell’allevamento brado di razze autoctone bovine ed anche equine (bovini maremmani e cavallo tolfetano).

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Il paesaggio rurale dei vigneti terrazzati della Valle di Cembra

Il paesaggio della Valle di Cembra si estende su una superficie di 2.243 ettari, di cui il 30% destinato alla viticoltura terrazzata. La storia della Valle di Cembra inizia in epoca preistorica ma è a partire dal periodo medioevale che l’economia locale inizia a basarsi sull’attività vitivinicola con il rimodellamento delle pendici montane a fini agricoli.

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