Il sistema agricolo terrazzato della Val di Gresta

Il paesaggio storico della Valle di Gresta copre una superficie di 603,56 ha di cui 336,67 ha inclusi nel comune di Mori e 266,89 ha nel comune di Ronzo Chienis. L’area iscritta include insediamenti sviluppatisi in stretta relazione al contesto ambientale e in stretta connessione alle attività rurali. Il paesaggio è caratterizzato da aree a bosco e da ampi terrazzamenti sostenuti da muri a secco che hanno permesso di coltivare superfici pianeggianti piuttosto estese. La valle è comunemente conosciuta come la Valle degli Orti, richiamando alla memoria la sua storica vocazione agricola ancora oggi mantenutasi pressoché inalterata e legata alle colture orticole di qualità che contribuiscono alla unicità del paesaggio. I terrazzamenti si collocano sua una serie di ampi ripiani che dalle quote più basse risalgono verso la parte alta della valle, sui quali si collocano anche i centri abitati.

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Barbusto PAT

Barbusto L’impasto è ottenuto utilizzando carne (spalla e pancetta), cuore e polmoni (in misura massima del 20 % del peso totale del composto) opportunamente macinati ed aggiunti di sale, pepe, cannella, aglio ed eventuali conservanti a norma di legge, che vengono amalgamati lavorando l’impasto con le mani o in apposite impastatrici.

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Carne “fumada” di Siror PAT

Il girello estratto dalla coscia del manzo disossata, viene inserito in una rete alimentare, tipo quella dell’arrosto, viene cosparsa di i un composto di pepe, sale, alloro, ginepro e rosmarino ed eventuali spezie naturali, per una durata di circa 15 giorni. Il girello viene più volte girato nel composto, affinché la salatura sia omogenea per tutto il pezzo.

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M49, ‘Papillon’ Via il radio Collare, ora l’orso è completamente libero.

L’orso M49 si e’ liberato del radiocollare e ora è completamente ‘libero’ perche’ i suoi spostamenti non saranno piu’ geolocalizzati. Il plantigrado piu’ ricercato d’Italia – soprannominato ‘M49-Papillon’ dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, da sempre contrario all’abbattimento – e’ sempre stato monitorato attraverso il collare da quando a fine luglio e’ fuggito per la seconda volta dal recinto del Casteller, alla periferia di Trento.

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M49, ‘Papillon’ di nuovo in fuga. Il ministro Costa: “Deve continuare a vivere”

Il suo nome dice poco, una sigla – M49 – ma è il soprannome che gli ha dato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa a dire molto di più di questo orso: Papillon, da oggi nuovamente in fuga dopo essere evaso, ed è la seconda volta, da quella che evidentemente considera la sua prigione presso il Centro faunistico del Casteller, a sud di Trento, dove era stato rinchiuso.

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Cacciatore nostrano all’aglio di Caderzone PAT

Insaccato stagionato di puro maiale, da consumarsi allo stato crudo. La produzione si protrae per tutto l’anno; in passato essa avveniva, per problemi legati alla conservazione, solamente nel periodo che va da settembre ad aprile.

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