22 giugno – GIORNATA MONDIALE DELLA FORESTA PLUVIALE

Le foreste pluviali sono vitali per la sopravvivenza della vita sulla Terra. Assorbono la nostra anidride carbonica, stabilizzano i modelli climatici e ospitano metà delle specie animali e vegetali del mondo. Eppure ogni minuto perdiamo 40 campi da calcio di foreste pluviali, il che minaccia la nostra biodiversità e mette in pericolo la salute del nostro pianeta. La deforestazione causa il 15% delle emissioni globali di anidride carbonica che accelerano il cambiamento climatico, più di tutte le auto negli Stati Uniti e in Cina messe insieme. Le soluzioni climatiche naturali come la protezione e il ripristino delle foreste, tuttavia, potrebbero invertire le emissioni globali di un terzo. La Giornata mondiale della foresta pluviale celebra questa preziosa risorsa naturale e incoraggia le azioni per preservarla. I tuoi sforzi, insieme alle azioni degli altri, avranno un impatto positivo sulle foreste pluviali e sul clima in tutto il mondo.

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FORESTE MEDITERRANEE

Contrariamente alla maggioranza delle foreste dell’Europa centrale e settentrionale, dominate da un numero limitato di specie vegetali, le foreste mediterranee sono molto più varie e ospitano fino a 100 specie diverse di alberi. Alcune sono endemiche della regione o persino di una piccola zona. Si possono trovare habitat insoliti come le foreste siciliane di abete dei Nebrodi Abies nebrodensis o i boschi di dattero di Creta Phoenix theophrasti.

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FORESTE MONTANE

Nelle regioni montuose le foreste di conifere e caducifoglie si concentrano su aree molto più ristrette e, per tale motivo, i diversi tipi di foresta cambiano rapidamente a seconda dell’altitudine. I versanti più freddi e umidi esposti a nord sono spesso rivestiti di pini Pinus spp. e abeti rossi Picea abies, mentre quelli più caldi e assolati esposti a sud sono in genere dominati dal leccio Quercus ilex e dal carpine Carpinus betulus.

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FORESTE ALLUVIONALI

Spesso dominate da alberi come il pioppo Populus spp., il salice Salix spp. e l’ontano Alnus spp. su terreni più umidi o il frassino Fraxinus excelsior e l’olmo Ulmus spp. su terreni più secchi, le foreste alluvionali sono annoverate tra gli ecosistemi più complessi e dinamici d’Europa, in grado di accogliere una straordinaria diversità di flora e fauna.

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FORESTE TEMPERATE

Avvicinandosi all’Europa centrale e occidentale le foreste di conifere si confondono sempre più con alberi caducifogli come il faggio Fagus sylvatica e la quercia Quercus spp., che alla fine diventa la specie dominante. A differenza delle foreste boreali, le foreste temperate hanno per loro natura un sottobosco straordinariamente ricco. Le piante selvatiche crescono in abbondanza sotto lo strato fogliare, sfruttando il nutrimento dato dalle foglie in decomposizione e la maggiore luce che penetra nel manto forestale prima che gli alberi mettano le foglie.

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HABITAT FORESTALI

Le foreste naturali e seminaturali sono tra gli ecosistemi più complessi e ricchi di biodiversità al mondo, ma in Europa pochi di questi preziosi e antichi habitat sono sopravvissuti nel XXI secolo. Oggi circa un terzo dell’UE è territorio boscoso, ma meno di un decimo riveste un grande valore ecologico e solo in minima parte comprende foresta vergine, indenne da qualsiasi pressione antropica.

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I 7 segreti nascosti delle Foreste!

Le foreste sono state i nostri silenziosi aiutanti. Hanno segretamente giocato un ruolo più importante nella nostra vita quotidiana di quanto pensiamo. Non possiamo condurre una vita sana e produttiva che altrimenti faremmo senza di loro e non possiamo sperare di avere un mondo #ZeroHunger senza il loro aiuto, l’aiuto dei governi, delle agenzie e degli organismi che li proteggono e il vostro aiuto nel rispettarli.

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Foresta del Cansiglio

La prima testimonianza scritta nella quale è citato il Bosco d’Alpago (così era allora chiamata la foresta del Cansiglio) è un Diploma del 923 di Berengario I, incoronato Re d’Italia con l’appoggio dell’autorità ecclesiastica, nel quale il sovrano donava la foresta al feudo del Vescovo-Conte di Belluno.
Nei secoli successivi numerose furono le concessioni di diritto di pascolo ad enti e privati, ma la pressione delle attività umane sulla foresta si acuì quando, in epoca comunale, il Cansiglio divenne proprietà della Comunità di Belluno.

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