BIODIVERSITÀ e SALUTE

Le comunità sane si affidano a ecosistemi ben funzionanti. Forniscono aria pulita, acqua dolce, medicinali e sicurezza alimentare. Inoltre limitano le malattie e stabilizzano il clima. Ma la perdita di biodiversità sta avvenendo a ritmi senza precedenti, con un impatto sulla salute umana in tutto il mondo, secondo un rapporto sullo stato delle conoscenze pubblicato congiuntamente dalla Convenzione sulla diversità biologica (CBD) e dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) La biodiversità è alla base di tutta la vita sulla Terra e si riferisce alla varietà biologica in tutte le sue forme, dalla composizione genetica di piante e animali alla diversità culturale.

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Ndakasi, la gorilla e la sua storia d’amore con l’uomo che l’ha protetta e accudita per 14 anni

La gorilla di montagna Ndakasi è morta a soli 14 anni dopo una lunga malattia, tra le braccia dell’uomo – André Bouma – che l’ha protetta e curata per tutta la sua vita. La gorilla fu trovata aggrappata al corpo della madre uccisa dai bracconieri quando aveva solo 2 mesi. Divenne famosa sul web per un selfie scattato da un ranger della riserva in cui viveva.

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PASCOLI ARBORATI

manza era una volta pratica comune in tutta Europa, ma era particolarmente importante per le dehesas. La loro complessa struttura, associata a una gestione dinamica, offre una ricca varietà di habitat e microhabitat alle specie selvatiche. Il rigogolo Oriolus oriolus, la ghiandaia marina Coracias garrulus e l’upupa Upupa epops sono un avvistamento frequente durante tutto l’anno.

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FORMAZIONI ERBOSE

Le formazioni erbose sono ampiamente diffuse in tutta Europa. Generalmente rientrano in due categorie: quelle naturali e quelle sviluppate dall’uomo. Le prime sono presenti solo nelle zone in cui l’ambiente è troppo aspro per favorire la crescita di alberi e di folta vegetazione. È il caso, ad esempio, delle regioni steppiche aride, delle zone di alta montagna esposte a lunghi periodi di freddo intenso, o delle valle fluviali e praterie alluvionali regolarmente erose dal continuo flusso e riflusso delle acque di piena.

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22 giugno – GIORNATA MONDIALE DELLA FORESTA PLUVIALE

Le foreste pluviali sono vitali per la sopravvivenza della vita sulla Terra. Assorbono la nostra anidride carbonica, stabilizzano i modelli climatici e ospitano metà delle specie animali e vegetali del mondo. Eppure ogni minuto perdiamo 40 campi da calcio di foreste pluviali, il che minaccia la nostra biodiversità e mette in pericolo la salute del nostro pianeta. La deforestazione causa il 15% delle emissioni globali di anidride carbonica che accelerano il cambiamento climatico, più di tutte le auto negli Stati Uniti e in Cina messe insieme. Le soluzioni climatiche naturali come la protezione e il ripristino delle foreste, tuttavia, potrebbero invertire le emissioni globali di un terzo. La Giornata mondiale della foresta pluviale celebra questa preziosa risorsa naturale e incoraggia le azioni per preservarla. I tuoi sforzi, insieme alle azioni degli altri, avranno un impatto positivo sulle foreste pluviali e sul clima in tutto il mondo.

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I GRANDI CARNIVORI IN EUROPA

In Europa vivono cinque grandi carnivori: il lupo Canis lupus, l’orso bruno Ursus arctos, il ghiottone Gulo gulo, la lince Lynx lynx e la lince pardina Lynx pardinus. Sono tutti grandi predatori che hanno bisogno di ampi spazi per vivere, cacciare e crescere i cuccioli.

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FORESTE MEDITERRANEE

Contrariamente alla maggioranza delle foreste dell’Europa centrale e settentrionale, dominate da un numero limitato di specie vegetali, le foreste mediterranee sono molto più varie e ospitano fino a 100 specie diverse di alberi. Alcune sono endemiche della regione o persino di una piccola zona. Si possono trovare habitat insoliti come le foreste siciliane di abete dei Nebrodi Abies nebrodensis o i boschi di dattero di Creta Phoenix theophrasti.

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FORESTE MONTANE

Nelle regioni montuose le foreste di conifere e caducifoglie si concentrano su aree molto più ristrette e, per tale motivo, i diversi tipi di foresta cambiano rapidamente a seconda dell’altitudine. I versanti più freddi e umidi esposti a nord sono spesso rivestiti di pini Pinus spp. e abeti rossi Picea abies, mentre quelli più caldi e assolati esposti a sud sono in genere dominati dal leccio Quercus ilex e dal carpine Carpinus betulus.

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