Vino della Basilicata
BASILICATA IGP

I vini a IGP “Basilicata” Bianco presentano un colore giallo paglierino, con odore fruttato e sapore secco e sapido. Il bianco passito si differenzia per il colore giallo tendente all’ambra. Il titolo alcolometrico volumico totale minimo è pari a 10,50% vol. per il bianco e 13% vol. per il passito. La versione Rosso ha un colore rosso rubino, un profumo fruttato e un sapore armonico. Il rosso passito, invece, si differenzia per il colore tendente al granato. Il titolo alcolometrico minimo è pari a 11% vol. per il rosso e 14,5% vol. per il passito. Il rosato (11% vol.) ha un colore rosato cerasuolo, con un profumo persistente ed un sapore secco. Le tipologie “novello” e “frizzante” devono avere un titolo alcolometrico minimo pari rispettivamente a, 11,00% vol. e 10,50% vol.

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BASILICATA IGP

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VINO MATERA DOP

Dal punto di vista della produzione, è opportuno distinguere l’uvaggio utilizzato nelle diverse tipologie. Per il Rosso si usano uve di Sangiovese, per almeno il 60%, unite ad un 30% di Primitivo. Quest’ultimo rappresenta invece la fonte del 90% delle uve per la realizzazione dell’omonimo vino monovitigno, anche nella variante Passito, del Rosato e dello Spumante rosé. Discorso analogo per il Greco, che ha una quota dell’85% del corrispondente vitigno. Nelle tipologie di vino Moro, invece, troviamo un 60% di Cabernet sauvignon, un 20% di Primitivo e un 10% di Merlot. La Malvasia bianca di Basilicata è invece il vitigno prevalente nel Bianco, nel Bianco passito e nello Spumante, con almeno l’85% del totale. In tutte le produzioni, a completamento delle quote mancanti e non oltre le stesse, è ammesso l’uso di altri vitigni a bacca analoga, purché idonei alla coltivazione in Basilicata.

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VINO MATERA DOP

Vino della Basilicata
MATERA DOP

Pur con le peculiarità che ogni tipologia presenta, e che sono puntualmente descritte nel disciplinare, i vini Matera presentano diversi tratti in comune. A partire dall’ottima struttura, abbinata ad un’acidità normale e ad un notevole equilibrio gustativo. All’aspetto si presentano rosso rubino, cerasuolo o giallo a paglierino, a seconda delle produzioni. Tonalità che vengono ulteriormente diversificate a seconda del periodo di invecchiamento. Tutti i vini della denominazione, però, rilasciano aromi fruttati e floreali.

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MATERA DOP

Capocollo della Basilicata PAT

il capocollo subisce un processo di “salagione a secco” con sale marino a mezza grana condito con diverse spezie.
successivamente, in seguito ad un riposo al freddo, essenziale per far penetrare alla perfezione il sale e gli aromi nella carne, il salume viene massaggiato meticolosamente;
quindi avvolto in uno specifico involucro denominato “pelle di sugna”.
dopodiché, viene legato e sistemato ad asciugare per 10 giorni circa in appositi locali, dove il salume si disidrata perdento gran parte dell’acqua contenuta al suo interno.
Il processo di lavorazione si completa con un periodo di stagionatura per un tempo minimo di 3 mesi.

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‘Ncandarata PAT

L’agnello delle Dolomiti Lucane è dotato di uno speciale “marchio” denominato esattamente “Agnello delle Dolomiti Lucane” che ne specifica la tipicità. Detto “marchio” nasce in virtù di garantire al consumatore l’origine della carne. Per rafforzare ancora di più le garanzie dovute al consumatore, l’agnello delle Dolomiti Lucane si fregia altresì di un altro marchio denominato “Italialleva”, nato dall’intesa tra l’Associazione Italiana Allevatori e il Ministero delle Politiche Agricole.

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Basilicata
I SUOI VINI DOP

La Basilicata è terra generosa in fatto di vini e nonostante la produzione sia assai frammentaria, molti sono i vini degni di nota e tra questi: l’Aglianico del Vulture. È senza dubbio tra i migliori vini prodotti in regione ed è anche l’unico a fregiarsi dal 1971 del marchio d.o.c. Viene prodotto nella zona del monte Vulture, antichissimo vulcano spento, che per l’origine dei suoi terreni conferisce al vino quelle caratteristiche di gusto così rare e tanto apprezzate

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Basilicata
LENTICCHIA DI ALTAMURA IGP

La coltivazione della “Lenticchia di Altamura” non può essere abbinata ad altre coltivazioni di legumi per non alterarne le qualità organolettiche. La semina inizia a novembre e termina a marzo e il disciplinare prevede, inoltre, che la resa massima sia di 2,5 tonnellate di granella per ettaro. Dopo la raccolta, le lenticchie sono pulite, separate da corpi estranei (come le pietre) e confezionate per l’immissione al consumo.

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LENTICCHIA DI ALTAMURA IGP

Basilicata
MOZZARELLA DI GIOIA DEL COLLE DOP

Al sapore le note prevalenti sono di latte delicatamente acidulo, con piacevole retrogusto di fermentato, più intenso nel formaggio appena prodotto, le note odorose prevalenti sono di latte/yogurt bianco con eventuali sfumature di burro. Si presenta al consumo con una superficie liscia o lievemente fibrosa, lucente, non viscida né scagliata. L’aspetto esterno è di colore bianco, con eventuali sfumature stagionali di colore paglierino. Al taglio la pasta, che deve avere consistenza elastica ed essere priva di difetti, presenta una leggera fuoriuscita di siero di colore bianco. Non è consentito l’impiego di conservanti e additivi/coadiuvanti.

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MOZZARELLA DI GIOIA DEL COLLE DOP

Basilicata
PEPERONE DI SENISE IGP

Il Peperone di Senise è seminato tra febbraio e marzo. La maturazione è graduale e la raccolta deve essere eseguita manualmente da agosto quando la buccia del peperone è rossa. Dopo la raccolta, i peperoni sono lasciati essiccare al sole per circa 2-3 giorni fino a quando il contenuto in acqua non arriva al 10-12%. La tipologia in polvere si ottiene dal peperone macinato.

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PEPERONE DI SENISE IGP