Ciambelle da sposa PAT Lazio

Prodotto Agroalimentare Tradizionale del LAZIO

Ciambella dalla caratteristica forma a rosa, conferita dai tagli fatti sulla superficie dell’impasto prima della cottura in forno. È preparata con farina di grano tenero tipo 00, uova, olio di oliva e sale. La superficie è ricoperta da una glassa bianca ottenuta spennellando lo zucchero

Processed with MOLDIV

METODO DI PRODUZIONE

Gli ingredienti vengono amalgamati ed impastati con l’impastatrice meccanica. Si formano le ciambelline e si versano in acqua bollente per 10 minuti circa. Quando vengono a galla, si scolano e si lasciano asciugare. A questo punto si intaglia con un coltello la superficie, lungo i bordi, si predispongono le ciambelle nelle teglie e si lascia cuocere in forno alla temperatura di 280°C. Crescendo nel forno si aprono a formare delle caratteristiche rose. L’operazione finale prevede di far rotolare le ciambelline in zucchero a velo disciolto o albume d’uovo per conferire loro la caratteristica colorazione bianca.

CENNI STORICI

La preparazione delle Ciambelle da sposa vanta una lunga tradizione. La metodologia di preparazione è rimasta invariata dai tempi in cui la madre della sposa le preparava e le mandava a casa dello sposo insieme alla dote. I tagli sull’impasto venivano effettuati alcuni giorni prima del matrimonio, in occasione del rito di preparazione del letto nuziale e veniva distribuita, poi, agli invitati. Ancora oggi è tradizione presentarla al rinfresco oferto dalla sposa, in occasione del matrimonio. La glassa bianca della superficie richiama, infatti, il colore classico della purezza.

Territorio di produzione

Cittaducale, Antrodoco (RIETI)


Padellaccia PAT del Lazio
La padellaccia si tratta di un piatto fortemente legato alla tradizione contadina e soprattutto all’allevamento del maiale. Le succulenti rifilature e le parti meno pregiate ricavate dalla macellazione del maiale diventano…
Continua a leggere
Ricotta viterbese PAT Lazio
La ricotta veniva mangiata prevalentemente dai pecorai, che rivendevano per necessità il più ricercato formaggio e lasciavano per casa la meno pregiata ricotta. Fu chiamata, pertanto, “il formaggio dei poveri”. Oggi…
Continua a leggere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *