Olio dei Colli orientali PAT Friuli Venezia Giulia

L’Olio dei Colli Orientali PAT Friuli è un olio extravergine di oliva di alta qualità. Questo olio è prodotto nelle colline orientali del Friuli Venezia Giulia, una zona rinomata per il suo terroir unico che conferisce all’olio caratteristiche organolettiche distintive.

  • Colore: Verde dorato
  • Aroma: Fruttato con sentori di erba fresca e mandorla
  • Sapore: Equilibrato, con una leggera nota piccante e amaro
  • Varietà di Olive: Principalmente Bianchera, Leccino, e Pendolino
  • Metodo di Raccolta: Manuale, per garantire la qualità del frutto
  • Processo di Estrazione: A freddo, per preservare le caratteristiche organolettiche e nutrizionali
Tradizionalità

La produzione dell’olio extravergine di oliva nei Colli Orientali del Friuli è una pratica secolare, radicata nella cultura e nella tradizione locale. L’olio rappresenta non solo un prodotto di qualità, ma anche un simbolo di identità territoriale e di rispetto per l’ambiente e la biodiversità. L’Olio dei Colli Orientali PAT Friuli è un vero tesoro del patrimonio agroalimentare italiano, apprezzato per la sua qualità e autenticità

Territorio di produzione: Colli orientali del Friuli, includendo comuni come Cividale del Friuli, Manzano, e Prepotto

Fagiolo rampicante Fiorina PAT Friuli Venezia Giulia

Fagiolo ad accrescimento indeterminato, baccelli lunghi circa 20 cm con screziatura rossa su fondo beige. N° 5-6 semi per baccelli. Semi ovali con screziatura rossa su fondo beige che all’invaiatura pesano fra 1,8 e 2,4 grammi. Resa alla sgusciatura del baccello invaiato uguale o superiore al 50%. Incidenza buccia su peso totale del seme all’invaiatura: 10-12%. La granella si consuma all’invaiatura o secca in diverse pietanze. Presenta caratteristiche culinarie particolarmente pregevoli che la fanno preferire alla maggior parte delle varietà attualmente in commercio.

Continua a leggere

Formaggio asìno PAT Friuli Venezia Giulia

La prima fonte certa in cui troviamo notizia di questo prodotto è dello storico Enrico Palladio, scritta in latino Rerum Foroiuliensium nel 1659: “qui Asinum vocant ab Aso pago …” (che chiamavano Asìno dal paese Asio). Tra le memorie storiche vi è poi una lettera del 1749 che il Vescovo di Concordia, Giacomo Maria Erizzo, inviò ad un Pievano d’Asio per assicurarsi una adeguata scorta di formaggio Asìno: “…siamo ora al tempo delli formaggi asini, non vorrei che mi succedesse qualche disguido per tali frutti …”.

Continua a leggere

Pindulis PAT Friuli Venezia Giulia

Storicamente comunque l’allevamento delle specie ovicaprine era molto diffuso in Valle e tale metodo di conservazione della carne veniva regolarmente utilizzato. E’ riportato riferimento dell’esistenza antica di questo prodotto nel libro di S. Nievo, “La Foresta di Tarvisio”, A. Pizzi Spa Cinisello Balsamo 1986 (pag. 195 rif. affumicatoio di Malborghetto).

Continua a leggere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *