
Prodotto Agroalimentare Tradizionale del Friuli Venezia Giulia
Dolce di pasta frolla, ripieno di frutta secca, pinoli e zucchero, fritto in olio bollente. Forma quadrangolare a bocconcino, tipo raviolo, della dimensione di 3/5 cm. Di lato, chiuso su tutti i lati. Aspetto rigonfio, di colore dorato/marroncino.

Gli ingredienti caratterizzanti (frutta secca) sono le noci bianche e i pinoli.
Materie prime usate per la pasta:
- farina di frumento
- zucchero (saccarosio)
- uova
- latte o acqua
- burro o margarina o oli di semi vegetali
- liquori
- sale
- limone, essenze o scorze grattugiate
materie prime usate per il ripieno:
- noci bianche
- pinoli
- zucchero
- vanillina
- sale
- liquori o grappa
Si produce un impasto di farina con latte o acqua, si aggiungono gli ingredienti previsti dalla ricetta e si impasta sino ad ottenere un impasto omogeneo e morbido. La pasta ottenuta si stende a sfoglia sottile, sulla quale vengono posti i boli di ripieno. Si ripiega la pasta e la si taglia alla misura indicata chiudendo tutti quattro i lati del raviolo. I ravioli ottenuti vengono fritti in olio bollente fino a colorazione dorata. Si procede successivamente ad una spolverata superficiale di zucchero.
Tradizionalità
Gli strucchi sono dolci tradizionali delle Valli del Natisone. Venivano serviti nelle occasioni di vita più importanti quali matrimoni, battesimi e sagre. Per la festa del patrono S.Antonio, che cade il 17 gennaio, era tradizione confezionare in abbondanza dolci delle valli (gubane e strucchi) da offrire ad amici e parenti, che in questa occasione venivano a festeggiare il santo.
Nel libro “Nozze di ieri in Friuli” edito da Arti Grafiche Friulane nel gennaio 1968, vengono citati gli struki, come dolci caratteristici della valle che venivano mangiati nei giorni di festa. Nel 1970 veniva stampato un depliant pubblicitario di un’azienda della zona, nel quale, tra le specialità vendute, appaiono anche gli strucchi.
Territorio di produzione: Valli del Natisone e Cividale del Friuli.

Sardoni salati PAT Friuli Venezia Giulia

Aglio di Resia PAT Friuli Venezia Giulia

Cavolo cappuccio di Collina di Forni Avoltri PAT Friuli Venezia Giulia
La coltivazione del Cappuccio di Collina (nome locale: chiaput) è nota sin dai secoli scorsi. Il seme, tramandato da generazioni, è ancora quello originale e non se ne conosce la provenienza storica. Numerose sono le pubblicazioni sui giornali locali; inoltre, sono molteplici le indicazioni culinarie sull’utilizzo dei “crauti” ottenuti con questo ortaggio.

