Liquore di fico d’India PAT

Prodotto Agroalimentare Tradizionale della Puglia

Il fico d’India è una pianta molto diffusa in Puglia, in particolare quella con frutti con polpa gialla, ma si trovano, an che, quelli a polpa rossa e bianca. Questo liquore nasce originariamente nella zona del Gargano ma viene oggi preparato in tutta la Puglia. Ha un colore giallo dorato ed un gusto delicato e profondo.

Il promontorio del Gargano ed in alcune zone del Salento la presenza delle piante di fico d’India, spesso piantate dagli stessi contadini nei pressi dei muretti a secco, danno un’impressione di esoticità unico nel paessagio italiano.

La preparazione del liquore al fico d’India è la seguente:

  • Ponete 10 fichi d’India sbucciati in un contenitore di vetro a chiusura ermetica e ricoprite con 500 ml di alcool. Lasciate riposare per 10 giorni.
  • Preparate lo sciroppo riscaldando 40 grammi di zucchero unito a 500 ml di acqua.
  • Una volta pronto fatelo raffreddare ed unitelo all’alcool dal quale avrete tolto i fichi d’India.
  • Filtrate e lasciate riposare per almeno 20 giorni. Conservate in bottiglie di vetro.

Il liquore di fico d’India può essere gustato dopo un pranzo oppure abbinato a dessert. È un liquore che può essere apprezzato in qualsiasi momento della giornata.

PROPRIETÀ

Il fico d’India è un vegetale che appartiene alla famiglia delle Cactaceae, la stessa del cactus e di altre piante succulente. Il fico d’India è quindi una pianta grassa, che può superare i 3 metri d’altezza e che produce frutti commestibili molto gustosi. Le recenti scoperte, poi, hanno dimostrato quanto sia sostenibile la sua coltivazione, e quanto sia versatile nel consumo alimentare, apportando notevoli benefici per la salute dell’organismo. 


Fungo cardoncello PAT

Adatto alla conservazione e cucinato in vari modi: crudo, arrosto, fritto, gratinato, trifolato, da solo, con la pasta o con il riso, in abbinamento a piatti di carne, pesce, legumi o verdure. Il fungo fresco contiene mediamente dall’85% al 95% di acqua, il 4-5% di zuccheri, il 3,8-4% di proteine, lo 0,4-0,7% di grassi;…

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Quatarone PAT

Il ‘quatarone’ prende il nome dalla caldaia di rame stagnato che si adopera per cuocerla. È una preparazione a base di carni e frattaglie che abitualmente si prepara con cadenza settimanale, di solito nella serata del giorno di macellazione o nel giorno seguente. La sua base è costituita da ogni tipo di frattaglie, ritagli e…

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Caprino PAT

Formaggio grasso di latte di capra, di lunga stagionatura, a pasta dura. La crosta è abbastanza morbida, rugosa, di colore bianco nel formaggio fresco, mentre in quello più stagionato è abbastanza dura e di colore paglierino. La pasta è morbida, o dura con la stagionatura, di colore bianco nel fresco, paglierino chiaro nello stagionato. L’occhiatura…

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