Pera Pêr Martìn PAT Friuli Venezia Giulia

Prodotto Agroalimentare Tradizionale del Friuli Venezia Giulia

La maggior parte dei dati relativi alla descrizione dell’albero e del frutto del  Pêr Martìn sono tratti da una scheda inedita (a cura di Pietro Zandigiacomo) di prossima pubblicazione.

Credit photo by ersa.fvg.it

Albero: Pianta di elevata vigoria e con portamento semiassurgente nella fase giovanile. La chioma diventa però di tipo globoso con rami procombenti nella fase adulta e di senescenza. Varietà molto lenta ad entrare in produzione, ma molto longeva. Le piante mature raggiungono altezze elevate e diametri del tronco notevoli (fino a 60 cm).

Foglie e germogli: La pagina inferiore delle foglie e gli assi dei germogli presentano al germogliamento una tomentosità bianca molto evidente, indicando che questa varietà potrebbe appartenere alla specie Pyrus nivalis.  

Fiore: Fiori riuniti in corimbi, con numerosi stami dotati di grosse antere di colore rosso vivo.

Frutto:

  • pezzatura: piccola (ca. 80 g)
  • forma: sferoidale, appiattita verso il calice (il calice è persistente)
  • peduncolo: lungo, dritto o leggermente ricurvo, inserito sul frutto verticalmente o leggermente obliquo
  • buccia: prima verdastra, poi – dopo l’ammezzimento – di colore marron cuoio
  • polpa: prima biancastra, di elevata consistenza e sapore tannico/astringente, poi marrone, morbida e dolce dopo l’ammezzimento in fruttaio
  • epoca di fioritura: mediotardiva
  • epoca di raccolta: fine ottobre-inizio novembre a seconda dell’altitudine
  • caratteristiche generali: varietà assai rustica (vegeta anche in vallate particolamente fredde, ad es. in Val Resia e in Val Raccolana), interessante per i diversi usi tradizionali tuttora in atto; la produzione de singoli alberi è abbondante qualora regolarmente gestita con leggere potature ad anni alterni e con modeste concimazioni organiche. Non sono necessari interventi fitosanitari.
Tradizionalità

La presenza di peri della  varietà Pêr Martìn è attestata nella regione FVG da tempi molto antichi. Intorno al 1880, il  Pêr Martìn (nominato come pere “Martini”) è presente in Carnia, come dimostrano due elenchi cartacei (Archivio privato) che illustrano le varietà di fruttiferi coltivate rispettivamente da Luigi De Cillia, di Siaio di treppo carnico, e da una famiglia Morassi di Cercivento (Molfetta, 1998).

Lo stesso frutticoltore Luigi De Cillia presentò nel 1886 (il 23.10.1886) all’Esposizione permanente di frutta a Udine (organizzata dall’Associazione agraria friulana), frutti delle pere “Martino  […] (da sidro)” (cv Pêr Martìn) meritando un “attestato di benemerenza” per la lunga e intelligente propaganda fatta in Carnia a favore della frutticoltura (Commissione per la frutticoltura, 1886).

Nelle diverse aree della Carnia, i frutti di Pêr Martìn sono ancora ben conosciuti, legati soprattutto alla produzione di sidro e di distillati assieme ai frutti di altre varietà di pere tipicamente da sidro (es. Martinòns, Masonduj, Scjafoàcs, Salvadôrs, Baldi e altre). La distilleria del cav. Elio Cortolezzis di Treppo Carnico (chiusa nel 1977) era celebre per il suo distillato di pere prodotto con frutti delle varietà Pêr Martìn e Scjafoàcs (Molfetta, 1998).

Alberi di pero della varietà Pêr Martìn sono stati identificati nel corso delle ricerche della Comunità montana della carnia sulle antiche varietà di fruttiferi che hanno condotto alla realizzazione del campo catalogo di Enemonzo (Sulli, 1988). Alberi annosi di Pêr Martìn vegetano in molte aree della Carnia, quali Paularo (Zandigiacomo, 1998), Treppo carnico (Pellegrini, 1998) e Verzegnis (F. Sulli, com. pers.).

Gli alberi di Pêr Martìn sono ancora ben diffusi in altre aree montane del FVG: nel Canal del Ferro, dove la varietà è nota come Pêr/ Peruç di San Michêl e Clôce, e in Valcanale ove invece viene chiamata con un termine “tedesco”, Loze o Lotze (Governatori, 1992; Adduca, 1998; Zandigiacomo, 2014).

In particolare, in Val Resia, ove alberi annosi sono ancora presenti anche accanto agli stavoli in quota (I. Pielich, com. pers.), i frutti sono denominati “te mìke rùske” (ovvero “piccole pere”) e, per tradizione, venivano utilizzati per produrre sidro (Longhino, 1988). La buona produzione di frutti (soprattutto di “Pêr Martìn”) da utilizzare per il sidro, è documentata dalla presenza di diverse strutture, comprensive di frantoio, torchio e di altre attrezzature, in Valle, ad esempio a Pòdklànaz e a Tàpod Làson (Longhino, 1988; Adduca, 1998).

Infine, i peri della varietà  Pêr Martìn sono noti anche nelle aree montane slovene a ridosso del confine con l’Italia. In questo caso, sono denominati Tepka; i frutti sono tipicamente utilizzati per la produzione di sidro. Già alla fine dell’Ottocento, in una relazione del prof. Carlo Mader (1898) si rendeva noto che alberi della varietà Tepka (“varietà locale”) erano presenti nella Valle superiore dell’Isonzo e Val d’Idria. Successivamente, in un articolo sulla frutticoltura del “Goriziano” (inteso come una vasta area che, nel primo dopoguerra, comprendeva molti territori a nord-est di Gorizia, compresa l’Alta Valle dell’Isonzo e la Valle del Vipacco) si ricorda, fra le varietà di pere coltivate “nella regione montana”, “una varietà locale, la Tepca” (Vallig, 1925). In particolare, il Pêr Martìn sembra corrispondere alla varietà attualmente denominata “Črna tepka” (ovvero “Tepka nera”), rappresentata e descritta sulle pagine di un recente manuale (AA. VV., s.d.). Questa varietà da sidro sembra essere diffusa anche in altre aree della slovenia ed in Austria (Carinzia e Stiria).

In generale, è possibile che la varietà Pêr Martìn sia un’entità policlonale; in ogni caso i frutti sono tipici e tradizionalmente utilizzati per prodotti particolari (dal sidro e distillati ai “persecs”).

Territorio di produzione: Gli alberi di Pêr Martìn sono presenti, di norma come piante singole o in filare, in un ampio territorio regionale, soprattutto in Carnia, ma anche nel Canal del Ferro (compresa la Val Resia e la Val Raccolana), in Val Canale e, sebbene in modo più sporadico, sulla montagna dell’Alto pordenonese. Sono interessati alla produzione della Pera Pêr Martìn agricoltori professionali e hobbisti delle province di Pordenone e Udine.

Formaggio salato PAT Friuli Venezia Giulia

Il formaggio salato appartiene ad una antichissima tradizione produttiva sviluppatasi in epoca remota su entrambe le falde dei crinali che dividono la Val Tagliamento e l’Alta Val d’Arzino. Per una popolazione di montagna, impegnata nel conflitto della sopravvivenza in un ambiente non ostile ma aspro e poco ricettivo, la possibilità di conservare il cibo “formaggio” a lungo nel tempo è stata una autentica ragione di vita. Se nella pedemontana pordenonese la tracce produttive del “salato” si sono perse da lungo tempo. Il radicamento vitale del sistema lattiero caseario in Carnia ha consentito che quantomeno la tradizione orale non conoscesse soluzione di continuità e con essa, si verificasse una seppure limitata continuità produttiva.

Continua a leggere
Caciotta caprina PAT Friuli Venezia Giulia

L’allevamento tradizionale della capra in Friuli-Venezia Giulia ha una tradizione secolare, il prodotto principale di questo allevamento era ed è il latte. Il latte caprino oltre che impiegato come tale, per le qualità riconosciute fin dall’antichità, veniva destinato alla caseificazione e alla produzione di caciotte caprine che erano l’unico modo per conservarlo nel tempo.

Continua a leggere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *