Frittata con i bruscandoli PAT

  Prodotto Agroalimentare Tradizionale del Veneto

La frittata con i bruscandoli  è il piatto tradizionale che viene gustato durante la festa di San Marco, il 25 aprile, generalmente festeggiata in Veneto con un pic-nic sulle rive dei fiumi o in qualche bel prato in campagna. Nel VIII secolo, alle origini della festa, la popolazione era povera e questo piatto si poteva preparare semplicemente con uova e germogli di luppolo selvatici  che venivano raccolti lungo il percorso.

Ingredienti

  • 4  uova
  • 1 mazzetto bruscandoli – 400 g
  • 1 cipollotto
  • 20 g Parmigiano Reggiano
  • 2 cucchiai olio extravergine di oliva
  • q.b sale
  • q.b. pepe

Istruzioni

  • Lavate i bruscandoli, tagliate le punte e tenete le foglie (eliminate la parte di gambo troppo duro).
  • Tagliate a rondelle finemente il cipollotto, anche la parte verde.
  • In una padella antiaderente soffriggete il cipollotto con un cucchiaio di olio. Dopo qualche minuto aggiungete le punte dei bruscandoli. Mettete il coperchio alla padella e stufate per 5 minuti a fiamma bassa.
  • Sbattete le uova con il parmigiano, un pizzico di sale e un pizzico di pepe.
  • Procedete o con la cottura tradizionale in padella o in vasocottura.

Cottura tradizionale:

  • Versate nella padella con i bruscandoli, le uova sbattute. Coprite col coperchio e cuocete a fuoco medio-basso fino a che la parte superiore della frittata non si sarà rappresa.
  • Girate la frittata (eventualmente aiutandovi con il coperchio) e cuocete ancora 2-3 minuti, senza coperchio.

La festa di San Marco

Per i territori che hanno vissuto sotto il dominio della Serenissima questa è una festa molto sentita. Il santo, patrono di Venezia, si ricorda  proprio il 25 aprile, data del suo martirio. Altra data legata al Santo è il 31 gennaio,  che ricorda, invece,  l’arrivo delle reliquie a Venezia: due coraggiosi marinai trovarono in Egitto, dentro ad un sarcofago, la cassa che si diceva  contenesse il corpo di San Marco e la traportarono nella loro barca, dopo averla ricoperta di carne di maiale in modo da ingannare la dogana egiziana che la considerava impura e perciò intoccabile. Arrivati a  Venezia vennero accolti da grandi festeggiamenti, in quanto il  Santo era da sempre in grande considerazione dai Veneti,  anche come  intercessore importante dei momenti difficili, e ne fecero dono al  doge Partecipazio.

Una festa che è sempre stata vissuta con grande solennità, con processioni in piazza e feste al Palazzo Ducale. Nelle piazze lo sfarzo e nelle campagne, invece, … ci sia arrangiava. La tradizione vuole che dev’esser un festa da vivere all’aria aperta per perpetuare l’accoglienza riservata a quel “Marco”, scampato alla morte per naufragio quando si stava recando ad Alessandria d’Egitto.

Si festeggia preparando, come vi ho descritto, un umile pasto, quello che i pescatori che l’accolsero poterono preparargli vista la tempesta che impediva loro di andare a pescare: una bella e semplice  frittata di uova fresche di uccelli palustri, profumata con erbe appena raccolte

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