Carota

La carota (Daucus carota ssp. sativus), ottimo ortaggio appartenente alla famiglia delle Ombrellifere,  conosciuta già all’epoca dei Romani, si caratterizza per la radice a fittone di colore arancione, dal cui colletto si sviluppano le foglie, tutte basali, picciolate, profondamente incise. L’infiorescenza, portata da un lungo stelo (fino a 30 cm d’altezza), è formata da minuscoli fiorellini bianco-verdastri. I semi sono piccolissimi.

La raccolta si effettua estirpando la carota prima che abbia raggiunto il suo massimo sviluppo, quando è ancora tenera e senza lignificazione del “cuore”. A partire da 50-60 giorni dopo la semina si scalza leggermente con il dito la base della pianta per vedere il diametro della radice. L’estrazione avviene tirando il ciuffo di foglie preso alla base. Le carote si conservano in una cantina buia ma arieggiata appoggiate in una cassetta di legno, meglio se con un sottofondo di sabbia asciutta.

La carota è famosa per il contenuto in vitamina A, preziosissima per la salute dei tessuti e per il benessere dell’organismo: contiene infatti un precursore di tale vitamina, il betacarotene, che conferisce il colore all’ortaggio, soprattutto in superficie, dove è maggiormente presente. Questa sostanza rafforza tutto l’organismo (la vista in particolare); combatte i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento, e quindi ostacola la formazione di rughe e occhiaie, e la caduta di capelli; è un antianemico perché aumenta la produzione di globuli rossi; è un emolliente delle mucose e della pelle, placa i dolori dovuti a ulcere gastrointestinali e gli arrossamenti cutanei; infine, combatte le malattie dell’apparato respiratorio.

Il terreno

Va seminata su terreni leggeri e ben drenati. Suoli troppo compatti o sassosi e lavorazioni grossolane possono provocare malformazioni o sviluppo stentato delle radici. Può essere coltivata in vaso, con profondità di almeno 40 cm, avendo cura di scegliere varietà a radice corta o tondeggiante. Utilizzare una terra molto soffice e leggera, con una buona percentuale di sabbia di fiume e un ottimo drenaggio sul fondo del contenitore (uno strato di ghiaia o biglie di argilla).

Preparazione del suolo

Prima di piantare le carote bisogna lavorare il terreno perché sia ben drenante e sciolto, serve quindi effettuare una vangatura profonda (idealmente arrivando a 30 cm di profondità o più), sistemando compost o altro concime organico.

Oltre al lavoro di vanga è importante anche affinare bene la superficie, con una zappa o una fresa, e livellarla col rastrello, visto che andremo poi a seminare semini molto piccoli direttamente nell’orto.

Quanto concimare le carote

La carota è una pianta da radice, quindi è bene concimarla senza eccessi di azoto, che finirebbero per privilegiare lo sviluppo delle foglie a scapito della parte sotterranea, che è quella che ci interessa raccogliere.

In questo generalmente è meglio utilizzare il compost piuttosto che il letame, ed evitare la pollina.

L’apporto di sostanza organica al suolo è fondamentale, perché ha una funzione ammendante: rende il terreno più soffice e “corregge” in parte i difetti di un terreno un po’ troppo argilloso. Inoltre la sostanza organica è preziosa anche nel trattenere correttamente l’acqua. Per questo motivo è bene impiegare ammendanti ricchi di sostanza come appunto il compost, piuttosto che concimazioni liquide o granuli solubili.

Come e quando seminare le carote

La semina è un momento importante per la carota e si può eseguire per buona parte dell’anno. Attenzione in particolare a evitare il trapianto e a mettere le carote alla giusta distanza.

Periodo di semina

Le carote richiedono un clima non troppo caldo, perché la radice indurisce se la temperatura è molto alta. In generale si adattano comunque a tutti i climi, mentre sono decisamente più esigenti riguardo al tipo di terreno che incontrano. Per questo il periodo di possibile coltivazione è molto ampio.

Questa verdura si semina generalmente in primavera, tra marzo e giugno. Nell’orto famigliare conviene seminare a più riprese, in modo da avere una produzione scalare. Vi sono varietà precoci che possono essere seminate a febbraio e tardive che possono essere seminate fino a ottobre, se ci si aiuta con un tunnel per preservare l’ortaggio dal gelo si possono raccogliere carote praticamente per tutto l’anno.

Non eseguire trapianti

Essendo una pianta a radice fittonante le carote non si devono seminare in semenzaio: questo ortaggio deve essere piantato direttamente in piena terra. Le carote non sopportano un eventuale passaggio dai vasetti all’orto: se si semina in vaschette si condiziona lo sviluppo delle radici e molto probabilmente si otterranno carote deformi.

Mantenere la giusta distanza

Si può seminare a spaglio ma è preferibile farlo per file, evitando distanze ravvicinate, che creano troppa concorrenza tra le radici. La distanza tra le file deve essere di 25 centimetri, mentre lungo la fila almeno 5 cm (la distanza ottimale tra le piante è di 8 cm, possiamo decidere poi di diradare in seguito). Il seme deve essere interrato a un centimetro di profondità massimo.

Come seminare

Il seme della carota è molto piccolo, si può facilitare la semina mischiando ai semi un po’ di sabbia o facendo strisce di carta di giornale bagnata con una colla naturale (tipo la cocoina) da interrare. Esistono in commercio anche nastri di semi già pronti da stendere oppure semi confettati, che sono più grandi per via del rivestimento. In ogni caso bisogna verificare che il confetto o il nastro sia in sostanze naturali, per garantire il rispetto del metodo biologico.

Germinazione lenta. Il seme delle carote germina a temperature tra i 12 ed i 20 gradi, la carota ha una germinazione particolarmente lenta, può impiegare anche 40 giorni a emergere. Per questo non spaventatevi se non vedete comparire subito le giovani piantine: serve molta pazienza. Una copertura con tessuto non tessuto aiuta a scaldare e può accelerare la germinazione.

Bagno ai semi. Anche immergere i semi in acqua tiepida o in camomilla qualche ora prima della semina può essere utile per accelerare la germinazione.

Come si coltivano le carote

Controllo delle erbe infestanti. Siccome la germinazione dei semi di carota è lenta occorre evitare la concorrenza di erbe infestanti dell’orto con frequenti sarchiature che si eseguono a mano vicino ai semi e con la zappa negli spazi interfila. Con le carote si può anche usare la tecnica del pirodiserbo.

Diradare le piantine. Se le piante risultano troppo fitte occorre diradare le piantine, eliminando quelle più stentate e lasciando al massimo una piantina ogni 5 centimetri. L’operazione va fatta quando la carota emette la quarta foglia e la parte area sta a 3-4 centimetri di altezza.

Rincalzo e zappettatura. Un leggero rincalzo può rendersi necessario se le radici emergono dal terreno, onde evitare che la luce faccia inverdire il colletto delle carote. Quando la parte alta della radice diventa verde non è buona da mangiare, questo non significa dover scartare tutta la carota, basta tagliare il pezzo verdeggiante. A parte il rincalzo smuovere il terreno interfila con la zappa è un’operazione comunque molto utile per mantenere soffice la terra intorno alla radice, farla spesso aiuta a produrre carote belle e di buona dimensione.

Pacciamatura. Se l’orto è esposto al vento o comunque si tende a creare una crosta sul terreno è ottimale proteggere la coltivazione con una pacciamatura, che evita il seccarsi e quindi l’indurirsi del suolo. Questo ovviamente sostituisce le operazioni di rincalzo e zappettatura.

Consociazione

Nell’orto, si ottiene una difesa naturale alternando la carota a file di porri, cipolle o aglio (sgradito anche ai topi e arvicole, che mangiano le radici): sono repellenti per la mosca della carota.

Successioni e avvicendamento.

Non conviene ripetere la carota a sé stessa, alla carota seguono bene le piante solanacee come pomodoro o patata, ma anche i legumi, ad esempio i piselli, oppure aglio e porro. Meglio evitare di succedere le carote con i cavoli, l’asparago, la cipolla,  tutte le chenopodiacee e le altre piante ombrellifere (come finocchi e sedano).

Acqua

L’irrigazione deve essere abbondante e frequente nelle prime fasi di sviluppo delle piantine, poi più distanziata ma sempre in buona quantità. Le annaffiature si possono eseguire per infiltrazione laterale, attraverso tubi microforati o gocciolanti, ma anche semplicemente a pioggia: le foglie non temono malattie fungine. Attenzione alla temperatura: l’acqua troppo fredda può provocare spaccature nelle radici. Inoltre, per evitare che le radici si spacchino, nelle due settimane prima della raccolta è bene ridurre la quantità d’acqua fornita.

Principali malattie della carota

Fisiopatie: La carenza d’acqua provoca partizione della radice, rovinando la verdura, mentre l’eccesso d’acqua produce spaccature che spesso si associano a batteriosi e diventano marciume.

Batteriosi: Xantomonas ed Erwina Carotovora sono le due batteriosi che possono colpire più spesso le carote, in orticoltura bio si prevengono con una giusta gestione del suolo, evitando eccessi d’acqua che provochino ristagni. In casi di particolare necessità si interviene con trattamenti a base di rame, che pur essendo consentito nel metodo biologico è possibilmente da evitare.

Malattie funginee: le carote sono attaccate da due tipi di peronospora: una colpisce la parte aerea, l’altra attacca la radice. Inoltre possono contrarre anche l’alternaria, soprattutto su terreno pesante e argilloso. Altro problema di natura funginea è la sclerotinia che causa danni ai tessuti vegetali, che si ricoprono di una muffetta bianca e in seguito puntini neri. Come per le batteriosi tutte queste malattie proliferano in condizioni di umidità, che vanno possibilmente evitate. Anche le malattie funginee possono essere contrastate con l’impiego di rame.

Quando raccogliere le carote

Le carote hanno un ciclo colturale di 75 – 130 giorni a seconda della varietà seminata, per cui si raccoglie generalmente a due mesi dalla semina. Di solito la radice si coglie quando il suo diametro supera il centimetro e sta sotto ai  due centimetri. Se si lascia troppo nel terreno si indurisce il cuore, che è la parte centrale di colore tendente al bianco, nella carota vecchia diventa legnoso e quindi sgradevole da mangiare.

La raccolta delle carote si fa estirpando la radice, è opportuno i giorni prima ammorbidire il terreno innaffiando sovente.

Per conservare le carote raccolte occorre lasciarle asciugare in un ambiente ventilato e poco umido, dopo di che questa verdura si mantiene bene se tenuta al fresco.

Nell’orto famigliare si possono seminare le carote scaglionate per avere una raccolta scalare che consenta all’orticoltore di portare carote fresche in tavola per buona parte dell’anno. La coltura protetta in tunnel prolunga il periodo di possibile coltivazione anche a buona parte dei mesi invernali.

Varietà

Tra le varietà più collaudate si consigliano Amsterdam, dalla radice profumata, dolce, cristallina, praticamente senza cuore, ideale anche per la produzione di carote mignon; Mezza Lunga Nantese, precoce, senza cuore, cilindrica, di media grossezza; Flakkee, la più grossa, con punta terminale allungata. Fra le curiosità c’è la carota hybrid F1 Deep Purple, una nuova varietà dalla radice viola, che unisce in sé oltre alle normali grandi qualità gustative e salutari della carota tradizionale anche la grande quantità di antociani che sono molto utili, grazie al loro potere antiossidante, a combattere i radicali liberi; si consuma preferibilmente cruda in insalata oppure poco cotta per non perdere il suo bel colore e le sue proprietà.

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