Sedano
Coltivazione BIO

Come coltivare il sedano in modo biologico

Il sedano (Apium graveolens L.) è una specie erbacea biennale appartenente alla famiglia delle Apiaceae, originaria della zona mediterranea e conosciuto come pianta medicinale fin dai tempi di Omero. Apium graveolens allo stato spontaneo (“sedano selvatico”) fa parte della flora indigena italiana, fino a 1500m circa di quota. Oggi però lo s’incontra più spesso allo stato coltivato, o spontaneizzato a partire da coltivazioni. Il sedano selvatico sembra sia del tutto assente da Piemonte e Valle d’Aosta

Oltre che in Italia, il sedano selvatico è indigeno nei paesi del bacino del Mediterraneo e in quasi tutta l’Europa centro-meridionale, nonché in Asia in una vasta fascia che va dal Medioriente fino alla Cina

È una delle piante più facili da coltivare a condizione che si tenga conto di alcune semplici indicazioni.

CLIMA

Ottimale per la crescita 15-20°C – minima 8°C  – moderatamente soleggiata.

TERRENO

Per quanto riguarda il substrato, il sedano si adatta molto bene a terreni di medio impasto o sciolti, freschi, profondi e ricchi di sostanza organica e calcarei con un pH che si mantiene intorno a 7.

SEMINA

Luna calante – impianto 25×30 -100 piante mq.

TRAPIANTO

Per il momento del trapianto è necessario attendere che le giovani piantine emettano 4-5 foglie e raggiungano un’altezza di 15-20 cm. La messa a dimora di ogni pianta deve essere effettuata fino alla zona del colletto.

IRRIGAZIONE

È importante irrigare abbondantemente, soprattutto nella fase post trapianto; irrigazione che deve essere assicurata ogni volta che gli strati superficiali si sono asciugati.

Il tempo del trapianto dipende dalla tecnica di coltivazione.

In serra è possibile trapiantare tra dicembre e gennaio e poi fare la raccolta in aprile-maggio; in pieno campo è meglio attendere i primi tepori primaverili, facendo attenzione se non ci sono condizioni di ritorno del freddo.

CONSOCIAZIONE

La consociazione  è consigliata con cavoli, cipolle, melanzane, peperoni, porri  e lattughe.

Per una migliore qualità organolettica e per sistemi agroecologici più efficaci, tenere conto della possibilità di associare il sedano come indicato nella seguente tabella.(vedi consociazioni)

COLTIVAZIONE

Coltura intercalare non deve seguire altre Umbrelliferae ( finocchio, prezzemolo e sedano ). Coltivata in  autunno ed in inverno richiede poca acqua, sconsigliamo le produzioni estive che necessitano di numerose irrigazioni.

Per quanto riguarda la concimazione, soprattutto per garantire una migliore qualità, vanno evitati i fertilizzanti minerali come nitrati o fosfati. Per questo motivo, per ottenere un equilibrato apporto di nutrienti e una buona fertilità complessiva del substrato, è necessario optare per la concimazione organica a base di letame maturo.

Il letame deve essere interrato con uno scavo profondo a 30-40 cm. Se si desidera ottenere una base di sedano più tenera e sbiancata (eziolazione) si consiglia di diserbo le piante manualmente o, nel caso di colture più estese, con apposite zappatrici

La raccolta viene effettuata non appena le piante sono completamente sviluppate e le coste hanno raggiunto uno sbiancamento sufficiente: per il procedimento è sufficiente estirparle a secco. Successivamente, la radice deve essere tagliata nel punto di inserimento delle guaine più esterne.

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