Anisetta PAT

Prodotto Agroalimentare Tradizionale della Puglia

L’anisetta è un liquore a base di anice verde (Pimpinella anisum) e il suo nome deriva proprio dalla pianta che ne è la principale aromatizzante. In puglia la produzione di questo liquore risale agli inizi del secolo scorso, in particolar modo nel Salento dove erano presenti numerose distillerie. Una di queste era la ditta “Nicola De Giorgi” (San Cesario di Lecce) ed il liquore che più la rese famosa fu proprio l’“Anisetta”, già prodotta sin dal 1919, tanto che nel 1920 il re Vittorio Emanuele III concesse alla Ditta De Giorgi il Brevetto della Real Casa (20 luglio 1920).

L’Anisetta per la distilleria De Giorgi era all’inizio un liquore in sperimentazione, dato che già producevano per la vendita all’ingrosso altri tipi di liquore come l’amaretto, l’anice, il nocino, il mandarinetto. Però Nicola De Giorgi dopo la fase di sperimentazione decise di iniziare a produrre e commercializzare l’Anisetta in un mercato di nicchia e questa scelta fu azzeccata, poiché il liquore della Casa De Giorgi riscosse molto successo, ottenendo numerosi riconoscimenti a esposizione e fiere del settore.

Nicola, intorno alla metà degli anni venti del Novecento, commissionò al noto disegnatore Luigi Bompard dei bozzetti per manifesti pubblicitari per poter fare pubblicità all’Anisetta: numerose testimonianze pubblicitarie sono presenti su periodi pugliesi negli anni ’20 del secolo scorso. Da quel momento la strada dell’Anisetta fu in discesa dato che invitarono Nicola De Giorgi a partecipare a numerose fiere ed esposizioni per presentare e far conoscere meglio l’Anisetta De Giorgi.

Altra importante realtà Salentina fu la distilleria Pistilli che, alla fine degli anni ’60, fu acquistata e gestita da Mario Cappello, proveniente da una famiglia di liquoristi. La Ditta Cappello inizia la sua attività come liquorificio nel 1949 con lo stabilimento ubicato a Lecce. Nel 1963, Mario Cappello, insieme al figlio Antonio, costruì l’attuale opificio a San Cesario (strada statale Lecce-Galatina) dove trasferì tutta la produzione di liquori.

Negli ultimi decenni la prestigiosa tradizione liquoristica salentina ha rischiato quasi di sparire ma è stata recentemente ripresa e viene portata avanti da alcune giovani dinamiche aziende; la tradizione vive anche in molte famiglie che spesso si tramandano di generazione in generazione l’affascinante arte dei liquori fatti in casa.

Cotogno e Cotognata PAT

I frutti di colore giallo sono di dimensioni variabili, asimmetrici, maliformi. La buccia del frutto è fittamente ricoperta di peluria che scompare a maturazione . La polpa è facilmente ossidabile, poco dolce e astringente. Non è possibile il consumo allo stato fresco dei frutti: hanno polpa dura anche a maturità. Il frutto è usato per la preparazione di confetture,…

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Fegatini di Laterza  PAT

Gli gnummareddi sono preparati con frattaglie miste di agnello o capretto da latte (fegato, polmone e rognone) strette all’interno del loro stesso budello, insieme a foglie di prezzemolo gigante e carosello (semi di finocchio selvatico). Alcune varianti contemplano anche l’uso di trippa, animelle e di pezzetti di altra carne nel ripieno. Fra gli altri ingredienti presenti, secondo le numerose varianti, possono esservi pecorino o altro formaggio, alloro, lardo, peperoncino, aglio e spezie varie.

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Capperi in salamoia del Salento PAT

La raccolta dei capperi di Lecce avviene in estate tra i mesi di giugno e settembre. I boccioli dei capperi, piccole sfere di color verde scuro, vengono raccolti a mano nelle prime ore del mattino o in serata. Una volta raccolti si setacciano, si elimina il peduncolo e si selezionano per grandezza.

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