Il sugo alla zia Vittoria PAT

Prodotto Agroalimentare Tradizionale della Puglia

Il sugo alla zia Vittoria è un condimento il cui ingrediente primario è il “peperone rosso” ed a volte quello “giallo”. Ogni zona ed ogni famiglia può avere ricette diverse o metodi differenti di preparazione, ma il prodotto rimane lo stesso, dal sapore: intenso, corposo, lievemente acidulo.

Ingredienti

L’aroma di questo sugo, viene agevolato dall’aggiunta di altri ingredienti per insaporire la salsa.

Gli ingredienti utilizzati nella preparazione del sugo alla zia Vittoria sono semplicissimi, ovvero:

  • 500 g peperoni gialli o rossi;
  • 1 kg pomodori rossi maturi adatti per fare la salsa;
  • 1 spicchio d’aglio;
  • 1 cipolla;
  • olio extravergine di oliva q.b.;
  • 1 gambo di sedano;
  • sale q.b.;
  • basilico q.b.

Preparazione

Il sugo alla zia Vittoria si utilizza proprio come la classica “salsa di pomodoro“, soprattutto come condimento per la pasta o altri primi piatti, ma i suoi usi sono molteplici per il suo sapore delizioso e la sua versatilità. Cominciamo con la preparazione del sugo alla zia Vittoria, quindi:

  • prendete i peperoni ed il gambo di sedano e cominciate a tagliarlo in piccoli pezzetti;
  • in una padella antiaderente, aggiungete abbondante olio extravergine e fate un soffritto con dell’aglio e della cipolla.

A questo punto, raggiunta la doratura, dovrete:

  • aggiungere i pomodori, i peperoni rossi o gialli ed il sedano che averete precedentemente tagliato;
  • salate e lasciate cuocere il tutto.

Ultimata la cottura, con l’aiuto di uno spremi pomodori, passate bene il composto che avete creato al fine di ottenere una salsa omogenea. Ora unite qualche fogliolina di basilico fresco e conservate in vasetti di vetro di varia grandezza, che andranno successivamente sterilizzati a bagnomaria per circa 30 minuti o con un pastorizzatore. Il sugo alla zia Vittoria è ottimo per condire pasta di qualsiasi tipo, per primi piatti semplici e gustosi.

Tradizioni

La tradizione vuole che il sugo alla zia vittoria venga preparato in casa, nelle famiglie (il suo nome probabilmente deriva da questa sua natura familiare e casereccia), e che la ricetta si tramandi di generazione in generazione.

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