Terremoti: faglie attive in Italia

Terremoti L’Italia si colloca nel settore centrale del bacino Mediterraneo, caratterizzato da un complesso mosaico geodinamico, contraddistinto attualmente da zone di convergenza e di distensione con diverso grado di attività. In prevalenza, la deformazione crostale si distribuisce lungo sistemi di faglie riconoscibili in superficie, ma talvolta sepolti, e si manifesta con eventi sismici.

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Foreste di faggio antiche e primordiali dei Carpazi e di altre regioni d’Europa

Nei dieci siti naturalistici italiani protetti dall’UNESCO rientrano le Foreste Casentinesi in Emilia Romagna; le Faggete del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise, nei comuni di Villavallelonga, Lecce nei Marsi, Pescasseroli e Opi in Abruzzo; la Faggeta del Monte Cimino e del Monte Raschio nel Lazio; la Foresta Umbra nel Parco Nazionale del Gargano in Puglia; la Foresta di Cozzo Ferriero in Basilicata, nel Parco del Pollino.

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Origini e caratteristiche della Fauna Italiana

La fauna italiana è un mosaico frutto di diversi contributi, ma sicuramente il principale è rappresentato dalla componente continentale eurasiatica o Palearticache in Italia ha trovato a più riprese modo di affermarsi, soprattutto nelle fasi di clima più freddo e nei periodi in cui gli ambienti naturali dominanti del paese erano le foreste di latifoglie e le steppe. Alla prima situazione si deve la presenza delle grandi specie forestali che oggi l’Italia ha il vanto di ospitare ancora al completo rispetto alle altre nazioni europee. Il lupo (Canis lupus),

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IL “MARE NOSTRUM”: UN COMPLESSO INSIEME DI ECOSISTEMI MARINI DIVERSI

Di particolare interesse fra gli ecosistemi marini, vi sono le praterie a posidonia. La posidonia oceanica non è un’alga, ma una pianta superiore sottomarina che produce fiori e frutti. A differenza delle alghe, la posidonia ha delle vere radici (che si fissano al substrato sabbioso), un fusto modificato (rizoma) e foglie nastriformi disposte in fasci. Le praterie sono rigogliose soprattutto sulle sabbie del litorale, da 1 m fino a 30 m di profondità o poco oltre. Le caratteristiche dei fondali sabbiosi cambiano radicalmente quando su di essi si instaura una prateria di posidonia, un substrato vivente che ospita comunità completamente diverse da quelle presenti negli ambienti sabbiosi non colonizzati.

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ECOSISTEMI TERRESTRI ITALIANI

Convenzionalmente, nel caso in cui contengano meno di 500 parti per milione (ppm) di sali disciolti, le acque si definiscono “dolci”. Rientrano nella definizione anche le acque dolci stagnanti e le acque di transizione salmastre come le lagune, gli stagni costieri, i delta e gli estuari. Il fatto che gli ambienti siano così diversi determina una forte variabilità delle loro caratteristiche: la salinità per esempio passa da valori prossimi allo zero (acque di scioglimento dei ghiacciai, ruscelli, torrenti e laghi d’alta quota) a valori prossimi o uguali a quelli dell’acqua di mare (acque di transizione), o a volte a valori anche superiori (stagni salati, saline).

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Utilizzo delle risorse idriche in Italia

Il consumo d’acqua pro-capite vede l’Italia al primo posto in Europa ed al terzo mondo su scala globale dopo Stati Uniti e Canada, tuttavia con valori estremamente variabili sul territorio nazionale che spaziano da 150 a 400 litri al giorno. Ma il dato preoccupante riguarda le perdite delle reti di distribuzione, che purtroppo fa rilevare un tasso di circa il 40 per cento, sia per l’uso potabile che per quello irriguo.

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Risorse idriche nel contesto geologico del territorio italiano

Per quanto riguarda l’origine delle acque utilizzate in Italia, in estrema sintesi si rileva che quasi i tre quarti di esse derivano da laghi e fiumi ed un quarto da risorse sotterranee. Più della metà delle risorse superficiali risiedono nell’Italia settentrionale, un quinto al centro, un quinto al sud e circa 7% nelle isole maggiori. Delle acque sotterranee utilizzate circa il 70% è nelle pianure alluvionali settentrionali. Nel settentrione d’Italia la domanda idrica è maggiore in ragione di una attività agricola e zootecnica a carattere intensivo e di una maggiore concentrazione industriale.

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