Gnocchi ricci PAT Lazio

Prodotto Agroalimentare Tradizionale del LAZIO

Gnocchi di colore giallo e forma ovale, preparati con farina, uova ed acqua calda. Quando l’impasto è ben amalgamato si formano degli gnocchi e si schiacciano tra il pollice e l’indice. Gli Gnocchi ricci sono considerati il piatto più antico della tradizione amatriciana: era il piatto tipico domenicale delle famiglie nobili. La ricetta si tramanda oralmente da generazioni e dal 2002 la Pro-Loco organizza ogni anno, in primavera, l’omonima Sagra. Il condimento ideale per gli Gnocchi ricci è un sugo a base di spezzatino di castrato di pecora o di macinato misto di maiale e vitellone, da condire con parmigiano e pecorino

Territorio di produzione

Provincia di Rieti: Amatrice


‘Ndremmappi di Jenne PAT Lazio

Gli ‘Ndremmappi rappresentano l’eccellente risultato di un matrimonio che dura centinaia di anni tra il mare e la montagna. L’introduzione delle alici nel condimento si deve ai pastori locali. Si narra infatti che un tempo quando in autunno le piane dei Fondi di Jenne e di Campitelli si coprivano di neve, i pastori portavano le greggi a svernare a Sud, verso la pianura pontina. A primavera, per il lungo viaggio di ritorno, portavano con sè i pochi prodotti che potevano conservarsi facilmente: passata di pomodoro e alici sotto sale. Da questi semplici ingredienti, e dalla farina di grano della terra di Jenne e dalle alici, è nato un piatto gustoso che unisce l’aroma del mare alle tradizioni di montagna. Dal 1911 a Jenne è presente il molino comunale a pietra, ancora oggi utilizzato per macinare la farina per gli ‘Ndremmappi di Jenne. A Jenne nel mese di settembre la Pro Loco organizza la ultratrentennale “Sagra degli Ndremmappi”.

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Carne di bovino maremmano PAT Lazio

La Maremmana è una razza di grande fascino e straordinaria bellezza, svolge un ruolo fondamentale sul territorio, assicurando il presidio dell’uomo e la conservazione del più tipico paesaggio della Maremma Tosco-Laziale. La razza bovina Maremmana, allevata da secoli nella maremma Tosco-Laziale, un tempo paludosa e malarica, è indubbiamente il prodotto dell’ambiente in cui vive. Secondo Borgiolo e Giuliani (1951) la Maremmana è “l’espressione di un integrale adattamento a condizioni dure e primitive di vita le quali hanno provocato una autentica selezione naturale del più adatto, eliminando inesorabilmente e sistematicamente gli individui più deboli ed incapaci di procacciarsi di che vivere nella prateria, nella palude e nel bosco sotto la sfera del sole o nei rigori invernali”.

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