Formaggio caprino morbido PAT Friuli Venezia Giulia

Prodotto Agroalimentare Tradizionale del Friuli Venezia Giulia

Forma cilindrica allungata. Caprino morbido: prodotto in cilindri di circa 4/5 cm di diametro e della lunghezza di 10/12 cm formati da pasta semplice o impastata con erbe aromatiche della zona. Viene chiamato in modi diversi a seconda della zona produttiva, come jama morbido, kozji žmiteka nelle zone del carso al confine con la Slovenia.

E’ ricavato da latte caprino crudo o trattato termicamente (termizzato o pastorizzato) con l’aggiunta di fermenti selezionati. Dopo una coagulazione lenta raggiunta in 24 ore ad una temperatura di 20°C la cagliata viene raccolta in sacchetti di iuta dove rimane a scolare per circa 24 ore, la pasta viene quindi lavorata e salata.

Tradizionalità

L’allevamento tradizionale della capra in Friuli-Venezia Giulia ha una tradizione secolare, il prodotto principale di questo allevamento era ed è il latte. Il latte caprino oltre che impiegato come tale, per le qualità riconosciute fin dall’antichità, veniva destinato alla caseificazione che era l’unico modo per conservarlo nel tempo. La produzione dei formaggi di puro latte di capra era però in genere limitata a livello familiare o comunque di piccole aziende, dato che il latte caprino ottenuto da animali condotti al pascolo, veniva frequentemente lavorato nelle malghe insieme al latte delle bovine.

Tra le numerose aziende che si inseriscono in questa tradizione può essere citata l’azienda Zaro, situata a Pian delle Farcadizze (Faedis), presso la quale la produzione di cui trattasi ebbe inizio 30 anni fa.

Territorio di produzione: Intero territorio regionale.

Bondiola PAT Friuli Venezia Giulia

Misto di carne insaccata di forma sferica, detto anche Saûc, nell’impasto del quale alla solita miscela di carne e cotenna per il cotechino sono aggiunti muscoletti di maiale e pezzetti di lingua. Nell’impasto usuale del cotechino (carne magra e cotiche macinate) vengono aggiunti muscoletti interni del maiale, pure macinati, e la lingua a piccoli pezzetti. Il tutto viene insaccato in grossi budelli (in particolare nel budello gentile) in modo che assuma la caratteristica forma sferoidale.

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