Cipolla rosa della Val Cosa, Cipolla rosa di Castelnovo del Friuli e Cavasso Nuovo PAT Friuli Venezia Giulia

Prodotto Agroalimentare Tradizionale del Friuli Venezia Giulia

Genere: Allium specie cepa.

È una cipolla a giorno lungo, con bulbo di medie dimensioni, appiattito e con apice singolo o multiplo. Il seme presenta una germinabilità non elevata che in natura raramente supera il 50%. Si semina, o più frequentemente si trapianta, a partire dai primi giorni di marzo. Le plantule, già dalle prime fasi, formano un abbozzo di bulbo con colorazione rosa accentuato. I bulbi, che presentano tunica esterna e sottotuniche rosa, si raccolgono in tarda estate e sono caratterizzati da conservabilità elevata. Essi sono particolarmente apprezzati per il sapore dolce e la scarsa piccantezza.

Tradizionalità

Da testimonianze locali emerge che, durante la prima metà del secolo scorso, la cipolla rosa era venduta nell’ambito dei mercati rionali di alcuni comuni della Val Cosa, da cui deriva appunto l’attuale denominazione attribuita al prodotto. Nel comune di Castelnovo del Friuli, in particolare, si ha memoria di personaggi femminili, note come rivendicules des semences, che si erano specializzate nella produzione del seme della cipolla rosa, oltre che di altre colture, dalla cui vendita ricavavano il guadagno per il proprio sostentamento.

Territorio di produzione: Intero territorio della Val Cosa, in provincia di Pordenone.

Filon PAT Friuli Venezia Giulia

E’ un salume che si ottiene dalla lombata (o carré) del maiale. La lombata di maiale viene disossata e rifilata per ottenere un “filone” di carne magra. Viene quindi massaggiata con una concia di sale, pepe ed erbe e lasciata riposare in luogo fresco per 24 ore, affinché il sale penetri in profondità. Trascorso tale periodo, ripulita dal sale in eccesso, viene appesa nell’affumicatoio dove resta per 3-4 giorni, esposta ad un fumo controllato di legna di faggio (vengono aggiunti rami di ginepro per conferire il caratteristico profumo).

Continua a leggere
Gnochi de susini PAT Friuli Venezia Giulia

Gli gnocchi  di susine, cibo antico di origine boema,  furono introdotti nella nostra regione dalla nobiltà e dai funzionari dell’amministrazione austro-ungarica. La produzione documentabile degli gnocchi con le prugne si può  far risalire al 1800, secolo di cui si possiedono alcuni ricettari di cucina tipica locale come, ad esempio, “La cucina triestina” di Maria Stelvio.

Continua a leggere
Pancetta arrotolata dolce e affumicata PAT Friuli Venezia Giulia

Da sempre in moltissime famiglie della Carnia si produce insaccati di carne suina di grande qualità; lo scorrere degli anni, l’affermarsi dei moderni rapporti commerciali, la nomea di questi prodotti è uscita dai confini territoriali dell’area carnica. Tuttora la Carnia è ricchissima di famiglie che in modo generazionale – padre/figlio – si tramandano l’arte del “purcitar” e la passione degli antichi mestieri legati all’alimentazione, tra cui il norcino. Nonostante i numeri limitati – meglio dire non industriali -, esiste una interessantissima attività di salumeria, caratterizzata da produzioni di tipo familiare per lo più artigianale che danno origine ad un’ampia varietà di specialità carnee preparate con tecnologie particolari e caratteristiche di transizione tra l’attuale tradizione italiana e quella dei paesi del Nord. La caratteristica principale della salumeria carnica è costituita dall’uso del fumo.

Continua a leggere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *