Cazzateddhra di Surbo PAT

Prodotto Agroalimentare Tradizionale della Puglia

Cazzateddha

Panetti dalla forma schiacciata costituiti semplicemente da farina acqua e lievito. Gli ingredienti sono: Farina di grano duro, acqua, sale, lievito di birra. Si pongono la farina  il sale e il lievito in un recipiente;  si  aggiunge l’acqua e si mescola il tutto fino ad ottenere una pasta omogenea. Si lascia riposare l’impasto il tempo necessario alla lievitazione e si procede alla cottura formando delle schiacciatine con le proprie mani e ponendole velocemente in forno a legna a fiamma diretta.

Elementi che comprovino che le metodiche siano state praticate in maniera omogenea e secondo regole tradizionali per un periodo non inferiore ai 25 anni

La sua origine è sicuramente molto antica e ricalca, nella forma,  tipi di pane tuttora in auge nei paesi arabi. A testimonianza della tradizionalità e storicità del prodotto si segnala la  citazione sul Vocabolario dei Dialetti Salentini di G. ROHLFS pag. 127 – Ed. Congedo 1976. Da circa un decennio, a Surbo nei giorni 1-2 e 3 luglio gli viene anche dedicata una sagra (Sagra de la Cazzateddha).

Territorio

Comune di Surbo (LE)

Vincotto PAT Puglia

Colore bruno con riflessi rossi più o meno intensi, prodotto molto dolce e denso dovuto alla caramellizzazione degli zuccheri del mosto d’uva. Il mosto d’uva subito dopo la spremitura viene sottoposto ad un lento processo di cottura nel corso del quale si concentrano gli zuccheri e si caramellizzano.

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Tortarello PAT

Il tortarello (C. melo L. subsp. melo var. flexuosus L. Naudin), come il carosello e il barattiere, è una cucurbitacee appartenenti alla specie Cucumis melo L.; è diffuso su tutto il territorio pugliese e i frutti sono consumati immaturi, crudi in insalata o per accompagnare primi piatti. Le popolazioni di tortarello sono ritenute estremamente interessanti, perché rappresenterebbero la traccia di antiche cultivar…

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Cicoria riccia PAT

In Puglia, terra fertile per moltissime piante, ortaggi e frutti, accanto alla “cicoria tradizionale” si coltiva massicciamente la variante della cicoria riccia, detta in dialetto salentino “cecora rizza”.

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