Santa Maria della Pace -Chiostro del Bramante e le Sibille ed Angeli di RAFFAELLO

Nel 1656-1667 papa Alessandro VII fece restaurare l’edificio da Pietro da Cortona, che aggiunse la famosa facciata barocca che si spinge in avanti tra le ali concave: questa facciata, che voleva simulare un palcoscenico teatrale, ha due ordini ed è preceduta da un pronao semi-circolare sostenuto da colonne tuscaniche binate. La chiesa si spinge in avanti riempiendo quasi completamente lo spazio della piccola piazza che la precede; molte case furono demolite da Pietro da Cortona per creare questo spazio trapezoidale asimmetrico, che, col suo aspetto unitario intensamente plasmato, si pone tra le principali realizzazioni del barocco romano.

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CERVETERI e TARQUINIA, Necropoli etrusche

Le due necropoli del Lazio settentrionale, fedeli repliche dei sistemi urbanistici etruschi, sono tra i primi esempi di nuclei sepolcrali esistenti in Italia. La necropoli della Banditaccia di Cerveteri, si è sviluppata dal IX secolo a.C. e fu ampliata a partire dal VII secolo, seguendo un piano urbanistico ben definito. Simile è la storia e lo sviluppo della necropoli dei Monterozzi di Tarquinia.
Le tombe dipinte dei nobili, così come quelle più semplici, sono le uniche straordinarie testimonianze della vita quotidiana, delle cerimonie, della mitologia e delle capacità artistiche del popolo etrusco.

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ROMA, Arte Paleocristiana
Il mosaico della Basilica dei Santi Cosma e Damiano

I mosaici della Basilica dei Santi Cosma e Damiano si compongono di due parti. Quelli dell’abside che vengono generalmente considerati coevi alla costruzione della chiesa e quelli dell’arco absidale di solito riferiti al papato di Sergio I (687-710 d.C.). Nell’abside sono rappresentate sei figure. Al centro il Cristo posto (come) su una scala formata da nuvole il cui colore va sfumando dai rossi della base verso il celeste della sommità.

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Il mosaico della Basilica dei Santi Cosma e Damiano

ROMA, Monumenti Romani
La Colonna Traiana

Ancora oggi, la Colonna Traiana affascina e meraviglia ogni visitatore a Roma. Gli episodi mirabilmente raccontati su di essa, possono essere considerati come vere e proprie foto, diapositive che hanno memorizzato, in maniera indelebile, le molteplici operazioni militari avviate nel 101 d.C. nella Dacia, territorio che attualmente corrisponde alla Romania, precedentemente incominciate dallo stesso imperatore Domiziano. Fu solamente con l’intervento decisivo e risoluto di Traiano che la Dacia venne sconfitta definitivamente e che, quindi, divenne una provincia romana.

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La Colonna Traiana

ROMA, Architettura romana
Tempio di Marte Ultore

Marte Ultore era il Marte Vendicatore, “Colui che dalla sconfitta risolleva”, era il riscatto dai gravi torti subiti da un popolo, naturalmente dal popolo romano, il popolo prediletto dagli Dei. Il grande torto subito dai romani nel 44 a.c. fu l’assassinio del più grande condottiero della storia: Giulio Cesare, l’uomo di cui il mondo non si dimenticherà mai più. Ottaviano aveva promesso di erigere a Roma un tempio dedicato a Marte Ultore alla battaglia di Filippi del 42 a.c., in cui con Marco Antonio aveva sconfitto gli uccisori di Cesare.

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Tempio di Marte Ultore

ROMA, Architettura romana
Il Tempio

Ebbe a lungo la denominazione di “tempio della Fortuna Virile” e fu identificato solo negli anni ’20 con il tempio dedicato al dio Portuno (Portunus o Portumnus), divinità protettrice dei fiumi e dei porti e anche del vicino Portus Tiberinus, figlio della Dea italica Mater Matuta nell’aspetto di Dea marina.

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Il Tempio

La cucina tradizionale DOP
Bucatini all’Amatriciana

Amatriciana: i segreti e i trucchi per la pasta perfetta Sebbene il procedimento sia molto facile, la vera risposta di questo piatto sta in alcune semplici domande riguardo la preparazione. Innanzitutto, partiamo dagli ingredienti: assolutamente vietato usare la pancetta, quello che vi serve è il guanciale (possibilmente di Amatrice), che dovrete acquistare e tagliare a listarelle. Per quanto riguarda il pomodoro, nella ricetta a denominazione protetta compare proprio il San Marzano, che è ottimo se sbollentato, pelato e privato di tutti i suoi semini interni. In ogni caso, se proprio non recuperate questo tipo di pomodoro, potete utilizzarne anche degli altri oppure dei pelati confezionati. Per una consistenza perfetta, evitate le passate. Passiamo al formaggio: utilizzate rigorosamente il pecorino romano.

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Bucatini all’Amatriciana