Alkermes PAT

  Prodotto Agroalimentare Tradizionale della Toscana (Firenze)
Alkermes PAT

Descrizione sintetica del prodotto:

È un liquore dolce, tipo elisir, di colore rosso brillante, di sapore speziato-aromatico, ph 5.1 e 35 gradi alcolici. Si dice che sia un liquore “corroborante” che ravviva gli spiriti e irrobustisce l’organismo; viene utilizzato in pasticceria come colorante ed aromatizzante (serve per inzuppare le pesche di Prato, la zuppa inglese e il gattò o rotolo ripieno al cioccolato) e si usa nella preparazione della mortadella di Prato.

Il nome deriva dall’arabo qèrmiz che vuol dire “colore scarlatto” o “alchermes” o “kemir”, termine con cui gli arabi designavano il corpo essiccato di una cocciniglia che vive sulla Quercus coccifera. Gli insetti di sesso femminile vengono chiamati chermese e una volta disseccati e ridotti in polvere forniscono una sostanza rossa fortemente colorante ancora oggi impiegata nella preparazione del liquore.

Descrizione dei processi di lavorazione:

La metodica di lavorazione è ancora quella artigianale, secondo l’antica ricetta. Le droghe sono messe a macerare con alcol per ottenere la “tintura” a cui verrà aggiunta acqua distillata di rosa e fiori di arancio, lo zucchero e la soluzione colorante ottenuta con la cocciniglia. Il tutto viene mescolato e messo a maturare in botti di rovere per 6 mesi. Dopo di che viene filtrato ed imbottigliato per essere destinato al consumo.

Materiali, attrezzature e locali utilizzati per la produzione:

La produzione avviene in laboratorio uso alimentare, impiegando mescolatore e percolatore in acciaio inox. Le botti per la maturazione sono in legno di rovere della capacità di 300-700 e mantenute in cantina alla temperatura costante di 18°C. L’imbottigliatrice è in acciao inox.

Tradizionalità

Il più antico prezzario di questo liquore, prodotto nell’Officina profumo-farmaceutica di Santa Maria Novella, risale al 1859 anche se la ricetta originale dell’alkermes è quella dettata da fra’ Cosimo Bucelli, direttore dell’Officina di Santa Maria Novella già nel 1743, trovata nel ricettario della Fonderia dell’Officina stessa. Ma la storia dell’alkermes è molto più antica: secondo fonti storiche, si narra che questo liquore, considerato una specialità medicinale, fosse già prodotto, come elixir di lunga vita dalle Suore dell’Ordine di Santa Maria dei Servi di Firenze, fondato nel 1233.

Agli inizi del Cinquecento si hanno notizie della preparazione anche dai frati di Santa Maria Novella e dai Certosini (alkermes di Firenze o rosolio). È diventato famoso grazie a Caterina de’ Medici che lo fece conoscere in Francia. L’alkermes veniva e tutt’oggi viene utilizzato nella preparazione della zuppa inglese, dolce italianissimo le cui origini alcuni fanno risalire alla Corte dei Medici.

Produzione

L’alkermes, nella sua ricetta tradizionale, viene prodotto nella Officina erboristica di Santa Maria Novella a Firenze. Non si conoscono altre produzioni originali di alkermes, salvo preparazioni casalinghe secondo le ricette presenti nei vari testi di cucina tipica.

Miele di Acacia Toscano PAT

Per la sua estrazione i telaini del melario vengono disopercolati (viene tolta la cera che chiude le celle di immagazzinamento del miele) e successivamente centrifugati per togliere il miele dalle cellette. Il miele va poi nel maturatore dopo essere stato filtrato con filtro a calza; dal maturatore passa poi all’invasettatrice. Nella stanza del miele viene…

Leggi di +

Il grande vecchio di Montefollonico PAT

È un formaggio pecorino di forma cilindrica, a facce piane e scalzo diritto. Viene prodotto in pezzature tra i 4,5 e i 9 kg, con altezza dagli 8 ai 18 cm e diametro dai 20 ai 35 cm.La buccia è beige, striata, mentre la pasta è liscia, di colore giallo paglierino e sapore leggermente piccante.

Leggi di +

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *