Le Vie di Dante

Le vie sono le stesse percorse dall’illustre letterato in fuga da Firenze dopo la condanna a morte proclamata dai Guelfi per via delle sue simpatie ghibelline. Da quel momento Dante abbandonò per sempre la sua Firenze (non ci farà infatti più ritorno), ma lungo il suo avventuroso cammino al di là degli Appennini in cerca di protezione trovò l’ispirazione per scrivere la sua opera più celebre: la Divina Commedia.

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TOSCANA, Ville e giardini medicei

Dodici ville e due giardini sparsi nel paesaggio toscano compongono questo sito che testimonia l’influenza esercitata dalla famiglia Medici sulla cultura europea moderna attraverso il suo mecenatismo. Costruite tra il XV e il XVII secolo, rappresentano un innovativo sistema di costruzione in armonia con la natura e dedicato al tempo libero, alle arti e al sapere. Le ville incarnano una forma e una funzione innovativa, un nuovo tipo di residenza principesca che differiva sia dalle masserie di proprietà dei ricchi fiorentini dell’epoca sia dalla potenza militare dei castelli baronali. Le ville medicee costituiscono il primo esempio del legame tra architettura, giardini e ambiente e divennero un riferimento indelebile per le residenze principesche in tutta Italia e in Europa. I loro giardini e l’integrazione nell’ambiente naturale hanno contribuito a sviluppare l’apprezzamento del paesaggio caratteristico dell’Umanesimo e del Rinascimento.

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Itinerari culturali / Le tre virtù teologali

La fede è la virtù per la quale l’uomo crede in Dio e a tutto ciò che egli gli ha rivelato e che la Chiesa gli propone a credere. La speranza, per la dottrina cristiana, è la virtù per la quale l’uomo desidera e aspetta da Dio la vita eterna come sua felicità. La carità è la virtù per la quale l’uomo ama Dio al di sopra di tutto e il suo prossimo come se stesso per amore di Dio.

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Architettura Romanica in Italia
Abbazia e Basilica di San Miniato al Monte, FIRENZE

La più antica testimonianza storica di una chiesa dedicata a San Miniato risale al 783: un luogo di culto è infatti già appellato col titolo di “basilica” in un diploma di Carlo Magno. L’edificio era ormai così negletto e pericolante che il vescovo fiorentino Ildebrando iniziò a ricostruire ex novo, il 27 aprile del 1018, una grandiosa basilica in forme romaniche che custodisse ben più degnamente le reliquie di San Miniato, reperite dallo stesso vescovo sotto l’attuale “porta santa”, in quello che forse si può ritenere uno dei più antichi cimiteri cristiani di Firenze.

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Abbazia e Basilica di San Miniato al Monte, FIRENZE

MAF Museo Archeologico Nazionale di Firenze – La chimera di Arezzo

L’offerta votiva rappresentata dal bronzo, è di rara bellezza e raffinata fattura, ma non solo, è effettivamente particolare e inconsueta se si pensa che è inequivocabilmente rivolta a un dio etrusco ma sicuramente rappresenta il mito greco della Chimera uccisa da Bellerofonte. Non è quindi da scartare l’ipotesi che sia un’opera greca pervenuta in Etruria.

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