Zuppa di pesce alla gallipolitana PAT

Questa zuppa, viene considerata la diretta discendente della cosiddetta “zuppa bruna”,  l’antico brodetto degli antichi greci, che ovviamente, negli ultimi secoli, si è arricchita del pomodoro. Ciò che più la contraddistingue e la rende originale è quella spruzzatina d’aceto finale, che ha il compito di rinfrescarne il gusto ed esaltarne il sapore;  proprio questo è l’elemento di originalità su cui tutti gli autori di testi di gastronomia salentina concordano

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Quatara di Porto Cesareo PAT

Il piatto è citato da Luigi Sada in Buon appetito a Leverano (1979) pag. 257. Questo piatto è tuttora molto apprezzato ma, ovviamente, si prepara con tutti i comfort delle moderne cucine casalinghe o professionali. E’ piatto principale in occasione di sagre e manifestazioni gastronomiche, fra cui l’ormai storica “Sagra del Pesce” di Porto Cesareo, una delle più datate e interessanti sagre del Salento.

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Polpo crudo arricciato PAT

Il polpo (Octopus vulgaris) viene consumato crudo come antipasto o aperitivo. È una delle pietanze che costituisce il cosiddetto “crudo di mare”. A Bari il crudo di mare viene definito la “colazione dei pescatori” e si compone di allievi, polpi, ostriche, noci, cozze nere, cozze pelose, ricci e tagliatelle di mare: tutto rigorosamente crudo. I polpi da mangiare crudi sono quelli di scoglio, pescati dalle barchette. Vengono arricciati con una tecnica unica al mondo che si perpetua da secoli.

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Polpo alla pignatta PAT

Il polpo anche grazie alla sua cospicua diffusione in tutte le acque che bagnano il Salento, è da sempre un assiduo frequentatore delle tavole dei salentini. Già il Galateo scriveva di uomini che nelle fredde notti invernali senza luna, ignudi e muniti di grosse torce costituite da sarmenti di edera secca e di rudimentali arpioni, si dedicavano proficuamente alla pesca di questi cefalopodi.

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Monacelle PAT

Varie le possibili utilizzazioni gastronomiche di questo mollusco, ricercato e considerato prelibato in tutto il Salento. Una delle varianti più comuni è la seguente: Si lavano le chiocciole, si privano dell’opercolo e si lasciano a bagno in acqua. Si pone in una casseruola, abbondante cipolla affettata, si spolverizza di sale e si lascia appassire con dell’ottimo olio d’oliva. Si uniscono le chiocciole ben sgocciolate, qualche foglia d’alloro e si  continua la cottura a fiamma allegra. Si regola ancora di sale e quando comincia ad affiorare nuovamente l’olio, si versa un bicchiere di vino (particolarmente indicato il Rosato del Salento) che si lascia evaporare. Quindi si serve ben caldo.

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Cozza tarantina PAT

Il mitilo, chiamato comunemente cozza, è un mollusco bivalve dalla forma allungata dotato di una conchiglia di color nero-violaceo; le valve sono bombate, uguali, di forma quasi triangolare e presentano sottili striature concentriche. La specie comunemente oggetto di allevamento e , quindi, di attività zootecnica, è il Mytilus galloprovincialis che costituisce tipicamente il patrimonio dei mitili tarantini alternativo ad altre specie meno apprezzate sul mercato quali il Mytilus perna  o il Mytilus edulis (cozza spagnola). All’interno delle valve  il colore è viola-madreperlaceo e può variare in relazione al ciclo riproduttivo e al sesso.Il corpo del mitilo è molle, completamente rivestito dai lobi del mantello.

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Cozze piccinne allu riènu PAT

Le chiocciole in questione (Euparipha pisana) sono le più piccole fra le chiocciole eduli salentine, ma anche le più visibili, infatti, nel periodo estivo, questi gasteropodi non si nascondono tra le pietre, né si sotterrano come le altre specie, ma si sigillano saldamente con un sottile epiframma vitreo ad un sostegno qualunque, generalmente vegetazione secca. Sono, quindi, le stoppie, i luoghi dove queste bestiole eleggono il proprio habitat preferito, sfidando la canicola, ed è lì che vengono  ricercate e raccolte, dai diretti consumatori oppure da raccoglitori professionisti che ne fanno stagionalmente commercio, solitamente in forma ambulante.

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Trota salmonata affumicata PAT

Le trote, pesci della famiglia dei Salmonidi, allevate in acquacoltura interessano due specie:
1) la trota fario, di origine europea, ha un corpo di forma allungata, leggermente compresso lateralmente. La testa è robusta, la bocca grande e munita di forti denti. Il colore del dorso è molto variabile dal bruno scuro all’argento e sui fianchi e sulla testa ha piccole macchie nere, rosse, marroni;
2) la trota iridea, di origine nordamericana, ha il corpo più slanciato, il muso tozzo, la testa piccola, presenta un dorso di colore grigio-bluastro o blu-verdastro, con fianchi grigio argentei. Ha una fascia di colore rosato lungo i fianchi, dove sono anche presenti numerose macchie nere.

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