Salvia
Coltivazione BIO

Come coltivare la salvia in modo biologico

Salvia – Sage

Per iniziare questa coltivazione dobbiamo subito tener conto che la salvia ama il caldo e predilige posizioni soleggiate. La salvia (Salvia L., 1753) è una pianta resistente alla siccità (ma non esagerate) ed al gelo invernale mentre è sensibile ad umidità e ristagni idrici.

TERRENO

Per questo motivo si può adattare a molti suoli tipici dell’area mediterranea a condizioni che non siano troppo compatti e argillosi.
La salvia può essere propagata sia per seme che per talea ma è preferibile (per la sua rapidità) quella per talea o per divisione dei cespi di una pianta estirpata.

SEMINA

Se invece partite dal seme vi conviene preparare un semenzaio nel periodo primaverile ed effettuare il trapianto nel periodo di maggio quando le plantule avranno raggiunto circa 5 cm di altezza.

Per le modalità di coltivazione queste non cambiano, sia che coltiviate la salvia in pieno campo che in vaso. Basta tener presente le raccomandazioni della premessa.

Prima dell’impianto provvedete a reperire un buon quantitativo di sostanza organica da mettere sul fondo (solco o vaso che sia).

Si consiglia sempre l’uso dello stallatico di bovino ben maturo. In mancanza anche un concime organico confezionato.

IRRIGAZIONE

Per gli apporti idrici si tenga presente che per avere un buon aroma e ottime proprietà organolettiche non bisogna irrigare di frequente questa pianta.

PACCIAMATURA

Se la sua coltivazione avviene in aree distanti dal mare e, a maggior ragione, nelle regioni settentrionali vi consigliamo una pacciamatura con paglie per proteggere l’apparato radicale dalle gelate.

POTATURA

La pianta di salvia va poi potata e ripulita delle parti secche prima della primavera mentre alla fine della fioritura si effettua la potatura verde togliendo buona parte dei rami verdi per dare maggiore arieggiamento.

AVVERSITÀ

Per quanto riguarda parassiti e fitopatie si ricorda che i parassiti più frequenti della salvia sono gli afidi. In questo caso si può intervenire con macerato di ortica o con il sapone di Marsiglia.

Per diminuire la presenza degli afidi però vanno prima seguiti dei principi agronomici e di agro ecologia semplicissimi; non usare mai fertilizzanti di sintesi (in particolar modo i nitrati), non coltivare in zone umide o poco assolate

CONSOCIAZIONI

Non coltivare mai in maniera specializzata ma pensare ad una consociazione con altre specie quali: carota, cavolo e fragola. Utile è anche il ricorso alla presenza, dove si coltiva la salvia, di specie che possono ospitare gli afidi come le rose.

Proprietà antibatteriche

Una delle proprietà sicuramente più note e importanti della Salvia è quella antibatterica e antifungina; estratti di Salvia sono infatti risultati attivi contro una gran numero di ceppi batterici e fungini. Per uso esterno, la Salvia sotto forma di infuso, può essere utilissima nelle infiammazioni della mucosa orofaringea, proprio a causa delle sue proprietà antibatteriche, dovute all’olio essenziale; può inoltre risultare estremamente utile in caso di infezioni della gola, ascessi dentali, gengivite e ulcere di varia natura alla cavità della bocca. Per uso interno da sempre la Salvia è utilizzata sia come coadiuvante nelle affezioni dell’apparato respiratorio, a causa del suo contenuto in eucaliptolo sia come antidispeptico e digestivo, sotto forma di infuso. È noto anche l’uso interno come anti-idrotico, cioè come coadiuvante nella eccessiva sudorazione, specie quella notturna: l’effetto è rapido, permanente ed è massimo dopo circa due ore dall’assunzione.

Proprietà antiossidanti

Diversi componenti della Salvia (ad esempio l’acido caffeico, carnosico e rosmarinico, l’eucaliptolo e gli acidi salvianolici) possiedono notevoli attività antiossidanti. È stato dimostrato che gli acidi fenolici presenti nella componente non volatile della Salvia sono antiossidanti naturali, svolgono quindi un’azione anti-radicali liberi. I radicali liberi sono varie molecole di ossigeno attivato, dannose per l’organismo, che possono formarsi dal fumo di tabacco, da radiazioni ionizzanti, da alcune sostanze inquinanti, come solventi organici e pesticidi. Una volta formatisi, i radicali possono portare le seguenti conseguenze: nei cibi causano il deterioramento della parte lipidica (grassi); per l’uomo sono implicati in più di 100 patologie. Tuttavia, tutti gli organismi aerobi, incluso l’essere umano, hanno meccanismi di difesa a protezione di danni ossidativi e numerosi enzimi riparatori che rimuovono o riparano le molecole danneggiate dai radicali liberi. Ciò nonostante, questi meccanismi naturali possono risultare inefficienti, quindi diventa importante l’assunzione di composti antiossidanti tramite la dieta. Numerosi studi pubblicati nell’ultimo decennio, hanno dimostrato, tramite diverse tecniche all’avanguardia, la notevole capacità antiossidante degli estratti acquosi di Salvia.

Finocchio

Il finocchio è un ottimo ortaggio che si può mangiare sia cotto che crudo, viene usato anche negli orti­ giardino per la sua bellezza, con il suo caratteristico ciuffo rigoglioso e verde brillante.

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Fagiolini

Il fagiolino (Phaseolus spp.) appartiene, insieme a fagiolo, fava, cece, arachide, pisello, lenticchia e lupino, alla grande famiglia delle Leguminose, ed è arrivato in Europa dopo la scoperta dell’America. È una specie con portamento cespuglioso e altezza compresa fra 40 e 60 cm nelle varietà nane, oppure con fusto volubile e alto diversi metri nelle…

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Cece

Il cece non è esistito allo stato brado ma solo coltivato; era conosciuto e coltivato dagli antichi egizi. I ceci sono i terzi legumi da grano più grandi del mondo, dopo fagioli e piselli. La superficie coltivata nel mondo è di circa 11 milioni di ettari. La maggior parte del prodotto viene consumata localmente anche…

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