Robiola di Cocconato PAT

Prodotto Agroalimentare Tradizionale del PIEMONTE

Descrizione del prodotto

Robiola di Cocconato

Formaggio fresco a latte vaccino intero e pastorizzato, a pasta molle, di rapido consumo e con forma piatta e tonda. Peso da 350 e 400 gr. Crosta assente, il formaggio è tutto edibile. Il colore della pasta è bianco latte, la consistenza è molle e cremosa. Sapore dolce di latte con una nota di fresco dovuta ai fermenti lattici.

Territorio di produzione

La zona di produzione è Cocconato, in provincia di Asti.

Metodo di preparazione

Si impiega latte crudo di due o più munte pastorizzate. Sono impiegati fermenti lattici per la corretta acidificazione della produzione casearia. Si coagula il latte alla temperatura di 38 °C con caglio con una durata di coagulazione di circa 30 minuti. La rottura della cagliata si effettua con un primo taglio a croce con la lira. Successivamente, dopo una sosta di 15 minuti, si procede con il secondo taglio a noce. Si estrae la cagliata e la si mette negli stampi. Segue una stufatura per 2-3 ore e la salatura a secco una volta per faccia. La stagionatura è breve, circa 5 giorni a 4 °C, questo tempo è necessario alla Robiola di Cocconato per raggiungere il giusto grado di maturazione e cremosità della pasta.

Storia

La robiola di Cocconato prende il nome dal Comune omonimo, al centro dell’area di produzione. Molto apprezzata per la sua cremosità e delicatezza di sapore, persino il poeta Nino Costa dedicò ad essa alcuni versi in piemontese che qui vengono riportati tradotti: “E’ piacevole da merenda; è una risorsa per colazione, è ugualmente buona nei campi come al tavolo dei signori; piace ai milionari, la cantano i professori, la consigliano i farmacisti per guarire dai mali d’amore. Voi che vivete di porcherie, di acqua tiepida e di pane masticato lasciate perdere le medicine che vi spediscono all’altro mondo: per gli stomachi delicati, per le teste balzane, fate la cura della robiola, della robiola di Cocconato”.

Curiosità

La robiola di Cocconato per il suo sapore così delicato di latte si apprezza al meglio gustandola al naturale con la classica biovetta di pane fresco. D’estate può costituire un fresco secondo abbinata a una bella insalata mentre nella stagione fredda si accompagna bene con lo spinacio riccio di Asti scottato al vapore e saltato al burro.

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