Patata di Trevico PAT Campania

Prodotto Agroalimentare Tradizionale della Campania

Prodotto consumato fresco ottenuto dalla coltivazione di varietà Spunta, Kennebec, Monalisa, Marabel , Draga, Desiree coltivate nel territorio del Comune di Trevico che presentano all’atto dell’immissione in commercio le seguenti caratteristiche: forma ovale od ovale allungata, con colore della buccia giallo o rossa, pasta di colore giallo, pezzatura e dimensioni compresa tra i 40 e i 150 mm, con umidità compresa tra 75 e 85 per 100 grammi di prodotto edibile, con un contenuto minimo di amido di 10g per 100 grammi di prodotto edibile con un contenuto minimo di fosforo di 500 mg/kg.

Non si procede all’irrigazione in nessuna delle fasi di coltivazione, il che, assieme alla elevata escursione termica giornaliera, conferisce alla polpa un minore contenuto in acqua in favore di un più alto contenuto in amidi, nutrienti e sali minerali. La qualità superiore del prodotto ottenuto dipende dal terreno e dall’andamento climatico; infatti il terreno è siliceo e calcareo, quindi adattissimo alla coltura delle patate.

Descrizione delle metodiche di lavorazione, condizionamento, stagionatura

Il lavoro di aratura profonda, non meno di 35 cm viene effettuata nei mesi di settembre o ottobre, in modo che gli agenti atmosferici invernali disgregano le zolle più grosse. Nel mese di marzo seguono le lavorazioni di affinamento del terreno, quindi erpicatura se necessaria e fresatura preferibilmente con motozappa; segue una lieve concimazione azotata. Il periodo di messa a dimora del tubero è compreso tra il 15 marzo e il 15 aprile di ciascun anno, la messa a dimora può essere fatta sia meccanicamente che manuale. Durante il periodo di accrescimento è necessario effettuare una sarchiatura e successivamente una rincalzatura. La raccolta viene fatta tra il 15 agosto e il 15 settembre, la raccolta può essere fatta sia meccanicamente che manuale. È evitata la monosuccessione; si pratica la successione con colture cerealicole.

Osservazioni sulla tradizionalità

La coltivazione della patata a Trevico è testimoniata da documentazione storica, infatti tali documenti evidenziano che le patate erano coltivate già nel 1810. Infatti l’allora segretario generale della Società Agraria, l’agronomo dr. Cassitto, nel suo discorso inaugurale per l’incarico ricevuto, sottolineò che nel comune di Trevico aveva introdotto qualche anno prima la coltivazione delle patate per far fronte alla fame. A distanza di qualche anno lo stesso Cassitto ritornò a Trevico e rilevò che la coltivazione della patata era pratica diffusa tra i contadini del posto, in tal modo il popolo di Trevico aveva risolto il problema della fame avendo attribuito alla patata l’alimento di quel popolo.

Di seguito si riporta una testimonianza dello stesso Agronomo, trascritta in un suo documento a seguito di una visita effettuata a Trevico nel 1818, in tale documento fotografa la situazione che trova a Trevico ” il minuto popolo ben vestito, meglio vestito, e lieto oltremodo…………. e gli abitanti del posto gli avevano detto che avevano preso alimento da quel bulbo prezioso” , nello stesso documento si riscontra anche un’attività commerciale, infatti viene documentata la vendita di patate per un profitto di circa 4000 ducati.

Territorio di produzione

Comune di Trevico (AV)

Marrone di S. Cristina PAT Campania

Il Marrone di Santa Cristina è una delle pregiate varietà di castagno prodotte nell’Avellinese, in particolare nell’area del Vallo di Lauro-Baianese, nei Comuni di Moschiano e Forino. Esso prende, infatti, il nome dall’omonima località sita nei pressi di tali comuni. è una castagna di medio-grossa pezzatura, color marrone scuro con polpa di colore giallino all’esterno…
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Ciaolone PAT Campania

Rustico composto da una sfoglia salata, all’interno della quale viene posto un impasto di formaggi morbidi diversi ed uova. La forma è semicircolare, l’odore è aromatico ed il gusto intenso e corposo. Dopo la cottura assume colore giallo paglierino ed arancio all’interno, per la presenza di formaggi ed uova; caratteristica è l’incisione della crosta superiore…
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Castagna "ufarella" o "vofarella" PAT Campania

La castagna Ufarella potrebbe essere una delle varietà pregiate che Plinio colloca in Campania, in particolare la Tereiana: “Sono più buone da mangiare se tostate; vengono anche macinate e costituiscono una sorta di surrogato del pane durante il digiuno delle donne»

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