Miele monoflora di eucalipto della pianura pontina PAT del Lazio

Prodotto Agroalimentare Tradizionale del LAZIO

Miele monoflora ottenuto dal nettare di fiori di Eucalyptus spp. Si presenta liquido o cristallizzato, coerentemente con il periodo stagionale della commercializzazione. Il colore va da ambrato chiaro ad ambrato scuro quando è liquido; tendenzialmente beige-grigiastro quando è cristallizzato. Il sapore è dolce e con un leggerissimo gusto salato. L’odore è di media intensità, netto e molto caratteristico, non molto fine, con componente “animale” (di cane bagnato, di funghi secchi, di dado da brodo, di liquirizia, di afumicato, di caramello, di asfalto bagnato, di foglie della pianta).

L’aroma è intenso e mediamente persistente. Particolare attenzione si deve alla composizione dello spettro pollinico di questo miele. Studi melissopalinologici, effettuati su campioni prelevati da apicoltori locali, mettono in evidenza la particolare composizione dello spettro pollinico che comprova l’origine botanica e territoriale del prodotto: accanto al polline di Eucalyptus è estremamente frequente la presenza di Trifolium gr. repens e Trifolium gr. Pratense, Echium e Cruciferae. Caratteristica questa che, associata alla ridotta presenza di Hedysarum, è indicativa della provenienza dalla regione Lazio del miele di Eucalyptus, permettendo così di distinguere il miele prodotto nel Lazio da quelli prodotti in altre regioni.

METODO DI PRODUZIONE

Per la produzione del Miele di Eucalyptus della pianura pontina la conduzione degli apiari può essere “stanziale”, mantenendo gli apiari fissi sullo stesso luogo, o “nomade”, spostando periodicamente gli apiari in funzione dell’epoca di fioritura della pianta di Eucalyptus. L’estrazione del miele dai favi avviene per centrifugazione attraverso l’uso di smielatori centrifughi, previa disopercolatura. Gli opercoli vengono raccolti nel banco disopercolatore ed il miele residuo viene recuperato per sgocciolatura o centrifugazione. Il miele, adeguatamente purificato per decantazione e/o filtrazione, viene conservato in vasetti di vetro.

CENNI STORICI

Il miele di Eucalyptus della pianura pontina presenta un profondo legame con l’ambiente di produzione, grazie alla presenza delle piante di Eucalipto introdotte come fasce frangivento con la bonifica idraulica ed agraria realizzata dall’Opera Nazionale Combattenti dal 1928 al 1939 e completata dopo l’ultima guerra mondiale.

La presenza dell’Eucalyptus ha favorito, con gli anni, lo sviluppo di una fiorente attività come l’apicoltura, praticata inizialmente in forma hobbistica e successivamente anche come attività commerciale, in grado di sfruttare in maniera ottimale le fioriture della pianta di Eucalyptus e le potenzialità ambientali. Già dalla seconda metà dell’800 un ruolo particolare nella difusione di Eucalyptus in Italia e soprattutto nel Lazio, venne svolto dai Monaci Trappisti dell’Abbazia delle Tre Fontane, fuori Porta San Paolo, lungo la strada ostiense a Roma. Nel 1869, intravedendo un differente valore economico nella coltivazione di questi alberi, iniziarono a realizzare in pianura le prime formazioni monospecifiche di Eucalyptus.

La conferma dell’importanza delle piante di Eucalypto per il settore apistico arriva anche da una serie di ricerche svolte dall’Università degli Studi di Perugia e dall’Istituti Sperimentale per la Zoologia Agraria–Sezione di Apicoltura di Roma, a partire dagli anni ‘70 e da un primo Convegno per l’alberatura da legno nella bonifica del Mezzogiorno, tenutosi a Roma il 7 e 8 aprile del 1956.

In particolare la prof. Rosa Sacchi (anche “apicoltrice”), sostenne che l’impiego di eucalyptus, come pianta frangivento, rappresentava anche una “preziosa fonte di néttare e polline per le api”. Le ricerche effettuate dall’Istituto di Zoocolture dell’Università degli studi di Perugia mettono in evidenza il fatto che produzione di mieli monoflora di Eucalyptus avviene prevalentemente nel Lazio. (Battaglini e Ricciardelli D’Albore, 1972 “Contributo alla conoscenza dei mieli monoflora italiani” – Annali della Facoltà di Agraria di Perugia Vol. XXVI: 215-224). Così come dallo studio del Dott. Tonini D’Ambrosio, 1975 “Indagini preliminari sulle possibilità di nomadismo nel Lazio” – Annali dell’Istituto Sperimentale per la Zoologia Agraria, vol IV: 261-270), si evince che il litorale tirrenico laziale “per la presenza abbondante di Eucalyptus, costituisce quindi una zona botanica interessante per la produzione di miele monoflora”.

Territorio di produzione

Provincia di Latina e Roma lungo la fascia costiera

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