Meloncella PAT

Prodotto Agroalimentare Tradizionale della Puglia

Spiuleddhra, Minunceddhra, Cucumbarazzu, Cummarazzu.

Si tratta di particolari meloni a frutti oblunghi ricoperti di leggera peluria che, al raggiungimento del peso di qualche etto, si consumano alla stregua di come altrove si consumano i cetrioli. Tali varietà (la cui coltura ha avuto un notevole impulso con l’irrigazione) sono attualmente diffuse nella provincia di Lecce e sono denominate “meloncelle” o “spiuleddhre . Si presentano una a buccia chiara e l’altra a buccia verde scuro e vengono largamente coltivate e vendute sul mercato locale. Tenere e croccanti, con il loro gusto fresco e delicato costituiscono un solido baluardo della tradizione orticola di questa subregione a tal punto che i “comuni” cetrioli sono – nel Salento – praticamente misconosciuti, ignorati, se non apertamente “disprezzati” da quanti hanno avuto la curiosità di assaggiarli. In effetti nel Salento chi è abituato al gusto particolare e delicato delle meloncelle difficilmente riesce ad apprezzare il cetriolo.

Descrizione delle metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura

Oggi, tramite la forzatura della coltura sotto piccoli tunnel di polietilene, specialmente lungo le aree litorali, si ottiene un sensibile anticipo nella raccolta di questi meloni, che si trovano abbondantemente sul mercato già dal mese di aprile. La raccolta dei frutti è scalare e prosegue per qualche mese ma, posticipando la messa a dimora della coltura, si possono avere produzioni sino all’autunno inoltrato.

TRADIZIONALITÀ

Più che secolare, come attestato da antichi storici locali, quali il Marciano, il Gagliardo, il Corrado ed altri, la coltivazione di queste varietà di meloni, come d’altronde anche quella di tutta una serie di altre, per così dire, più convenzionali varietà locali di meloni e cocomeri apprezzate e celebrate nei tempi passati per dimensioni e tenore zuccherino. Da oltre un trentennio diverse importanti aziende sementiere hanno selezionato i migliori cloni di “meloncelle” ed è molto facile reperire attraverso i normali canali commerciali le sementi nonché, presso i vivaisti, le piantine.

Territorio

I comuni di Nardò, Copertino, San Donato di Lecce (LE)

Quatara di Porto Cesareo PAT

Il piatto è citato da Luigi Sada in Buon appetito a Leverano (1979) pag. 257. Questo piatto è tuttora molto apprezzato ma, ovviamente, si prepara con tutti i comfort delle moderne cucine casalinghe o professionali. E’ piatto principale in occasione di sagre e manifestazioni gastronomiche, fra cui l’ormai storica “Sagra del Pesce” di Porto Cesareo,…

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Cardoncello della Puglia PAT

Pianta erbacea biennale alta fino a 120 cm, portamento ramoso-corimboso e fusti pelosi e ragnatelosi con ali brevi ed interrotte a bordo spinoso. Foglie  scabre e glabre, le basali  pennatofide a lobi dentato-spinose, le cauline amplessicauli più o meno coriacee. Infiorescenza in capolini sessili, terminali e ascellari, avvolti in genere da 3 brattee munite di spine. Fiori ermafroditi, tutti…

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Patata zuccherina di Calimera PAT

Nota come patata zuccarina o zuccherina, la patata dolce di Calimera ha una storia che affonda le sue radici in un passato molto lontano. Le contadine di un tempo coltivavano e accudivano questo rizotubero, innaffiandole nelle ore notturne. Pietanza privilegiata della colazione dei contadini calimeresi, la patata dolce è altamente calorica, ricca di amido, potassio e vitamine. Le varietà coltivate sono la “rossa” e la…

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