Lampré o Lampreda PAT

Prodotto Agroalimentare Tradizionale del PIEMONTE

Il Lamprè (la Lampreda) appartiene alla classe dei Ciclostomi e deve il suo nome all’abitudine di leccare (lambire) in continuazione le pietre dei fiumi dove vive. Attualmente sono più difficili da reperire perché risentono delle variazioni degli ambienti fluviali. È un vertebrato acquatico appartenente alla classe dei Ciclostomi. Ha un corpo cilindrico ed anguilliforme, lungo circa 12 cm, privo di pinne e con una serie di sette fori branchiali. È fornito di una bocca circolare a forma di ventosa, priva di mascelle, che utilizza per lambire le pietre.

Territorio di produzione

Il “paese delle lamprede” è oggi soprattutto Cercenasco, piccolo centro nella pianura torinese, tra Airasca e Vigone.

Metodo di preparazione

Un tempo le lamprede erano diffuse un po’ dappertutto: famose quelle della pianura del Po tra Vigone e Carignano e anche quelle di Chivasso. Ma il “paese delle lamprede” è oggi soprattutto Cercenasco, piccolo centro nella pianura torinese, tra Airasca e Vigone.

Storia

Antichi testi ci confermano però che la diffusione di questi animali era un tempo pressoché uniforme nella penisola. Grande consumo alimentare ne veniva fatto in Piemonte nelle zone caratterizzate da piccoli ma costanti corsi d’acqua (bialere) tipici del carmagnolese e del basso pinerolese in provincia di Torino.

Curiosità

Se molto piccole le lamprede si possono quindi friggere semplicemente in padella con altri pesciolini. Quelle più grosse si possono cucinare in umido o arrostire in tranci sulla griglia. Un tempo erano una golosa ed apprezzata presenza all’interno del fritto misto alla piemontese, ma al giorno d’oggi per la loro scarsa presenza si possono trovare assai di rado.

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